“Pesce avariato e frutta marcia”, scoppia il caso mensa a scuola ma la preside D’Arienzo: "Mi dissocio"

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Lo scorso 15 ottobre, in tutte le scuole di Foggia, è partito ufficialmente il servizio di mensa scolastica, annunciato in conferenza stampa dalla Sindaca Maria Aida Episcopo e dall’assessore alla pubblica istruzione Mimmo Di Molfetta. Il primo a commentare, dopo l’avvio, è stato il consigliere di opposizione Giuseppe Mainiero. “Come sempre, gli annunci roboanti alla prova dei fatti si rivelano ciò che sono: semplici espedienti per mettere in piedi un po' di propaganda”, dice.

“È così anche per il servizio di mensa scolastica affidato alla Ladisa Srl. In queste ore, infatti, sto ricevendo numerose segnalazioni e lamentele da parte dei genitori dei piccoli alunni della scuola primaria e dell'infanzia Santa Chiara-Altamura, che denunciano la presenza di cibi maleodoranti, di scarsa qualità e che, ovviamente, i loro figli non mangiano. Una situazione grave. Molto grave”, afferma. “Ma vale la pena ricordare come l'assessore alla pubblica istruzione Di Molfetta presentava questo servizio appena lo scorso 13 ottobre. L'ineffabile assessore decantava l'utilizzo di prodotti biologici, una scelta pensata per garantire pasti sani e privi di pesticidi, e l'attenzione alla stagionalità degli ingredienti”, ricorda.

"Una proposta alimentare - aggiungeva sempre l'ottimo assessore - concepita con l’obiettivo di educare i più giovani a un'alimentazione equilibrata, rendendoli consapevoli delle origini dei cibi che consumano. E la Sindaca Episcopo, dal canto suo, per non essere da meno, spiegava che dal prossimo 15 ottobre potremo offrire un servizio di mensa che non solo garantisce ai nostri bambini pasti sani, ma lo fa rispettando il pianeta e insegnando loro l'importanza di una corretta alimentazione”, aggiunge. “Come in tutte le cose che riguardano questa amministrazione, purtroppo, la realtà si rivela sempre in radicale contraddizione con le parole ad effetto che vengono pronunciate. Secondo le lamentele dei genitori, nulla di ciò che era stato assicurato si sta verificando. E la situazione sarebbe di grande preoccupazione per la salute dei bambini”, spiega Mainiero. 

“Nessuno si aspettava piatti da ristorante stellato, naturalmente. Sarebbe stato sufficiente offrire cibi normali, per usare un termine tanto caro alla propaganda della Sindaca e dell'ormai famigerato campo largo progressista. Ma neanche questo si è stati in grado di assicurare”, evidenzia. “Assessore Di Molfetta, mi permetto di darle un consiglio, sicuramente non richiesto e tuttavia necessario: cerchi di preoccuparsi della sostanza delle questioni più che della loro falsa spettacolarizzazione. Eviti di ascoltare giullari e propagandisti di vario conio, e presti maggiore attenzione ai servizi erogati dal suo assessorato. È così che si amministra una città. Il resto è messinscena da social network”, conclude. “E, soprattutto, si adoperi per risolvere prestissimo questo disagio. Perché la salute dei nostri bambini viene prima - molto prima - dei selfie e delle frottole spacciate per epocale cambiamento”. Sulla questione, l’Attacco ha ascoltato direttamente i genitori dei bambini della Santa Chiara-Altamura citati da Mainiero. “Per l’ennesima volta, ai nostri figli è arrivato a scuola del cibo andato a male”, racconta una coppia di genitori al giornale. “In particolare, del pesce avariato che puzzava da morire e della frutta marcia”, specificano. “Noi genitori, non essendo presenti a mensa durante il pasto, siamo stati informati direttamente dalle insegnanti, che hanno prontamente rilevato e denunciato la problematica”, fanno sapere. 

“Anzi, dobbiamo dire soprattutto grazie a loro se siamo venuti a conoscenza di questa cosa, che peraltro hanno confermato anche i bambini. La dirigente scolastica è subito intervenuta, contattando la ditta Ladisa che si occupa del servizio. Non crediamo, almeno fino a questo momento, che qualcuno abbia informato o contattato l’amministrazione comunale, ma con la rappresentante di classe e il comitato dei genitori a breve dovremmo vederci per discutere di questa situazione e decidere come agire. Sicuramente a breve scriveremo al Comune di Foggia, oltre che all’azienda erogatrice del servizio”, concludono. 

“Sono almeno 3 anni che la situazione è questa, e nemmeno il nuovo corso amministrativo, nonostante i proclami, sembra avere modificato nulla a riguardo”. Poi, l’Attacco ha provato ad ascoltare la dirigente scolastica dell’istituto Santa Chiara-Altamura Angela Maria Anna D’Arienzo, che tuttavia si è limitata a prendere le distanze da quanto affermato prima da Giuseppe Mainiero e poi dalla coppia di genitori. 
“Mi dissocio da quanto pubblicato sinora sui social e a mezzo stampa in merito alla questione mensa gestita dalla ditta Ladisa”, afferma. “Nessuna autorizzazione è mai stata concessa dal dirigente scolastico o da alcun membro dello staff per la circolazione di foto e informazioni nelle quali è coinvolto il nostro istituto”, spiega. 

L’Attacco allora ha contattato anche la giornalista e docente della scuola Alessia Paragone. “Da queste parole sembra che il problema riguardi solo la nostra scuola, mentre al limite è un problema generale che può riguardare tutti gli istituti di Foggia”, commenta. “Il servizio mensa è centralizzato, ma l’unico istituto che viene tirato in ballo è puntualmente il nostro, e non è corretto”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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