Il Policlinico ha adottato la nuova procedura per la prevenzione degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari. Così la governance dell’ospedale interviene per provare ad arginare uno dei fenomeni le cui conseguenze stanno facendo discutere da mesi, in particolare dopo la morte di Natasha Pugliese sopraggiunta a seguito di intervento chirurgico e a cui sono seguiti disordini verificatisi nei reparti per la presenza di decine di amici e familiari della giovane.
Tra le strategie di prevenzione individuate nel documento sono incluse regole per la gestione degli accessi ai locali.
“Presso il Pronto Soccorso ed in tutti i reparti di degenza – si legge nel documento - è stato regolamentato l’accesso dei parenti e degli accompagnatori in orari definiti, derogabili in casi particolari e su indicazione medica. Sempre presso il Pronto Soccorso, struttura particolarmente attenzionata per il numero di aggressioni, la sala di attesa dei parenti e accompagnatori è stata ampliata per dare maggior confort. Inoltre è dotata di monitor che, in tempo reale, informano l’utenza sui tempi di attesa previsti. È stato previsto un infermiere dell’accoglienza per turno che assicura counselling, informazione e comunicazione a parenti ed accompagnatori. Inoltre gestisce i flussi dei pazienti sia in fase di pre-triage che nella fase di attesa di presa in carico del medico”.
Non solo, la procedura definisce anche l’allestimento di luoghi di attesa confortevoli e un sistema organizzativo tale da favorire l’accoglienza. Prevista inoltre l’adozione di idonei sistemi di allarme o altri dispositivi di sicurezza: “Presso il Pronto Soccorso del Policlinico sono presenti accessi controllati dotati di serratura elettronica abilitata all’apertura al solo personale autorizzato con card magnetica. Il personale di specifiche postazioni di lavoro è fornito di dispositivo salvavita collegato con il 112. In tutti i reparti del Policlinico sono presenti accessi controllati dotati di serratura elettronica abilitata all’apertura al solo personale autorizzato”. Tra le misure individuate è stata pianificata la formazione del personale, soprattutto dal punto di vista comunicativo con l’adozione di precise strategie comportamentali, non solo tramite l’osservazione di indizi che possano essere associati ad attacchi imminenti di violenza ma anche evitando comportamenti che potrebbero essere interpretati come aggressivi e dialogando con pazienti e cittadini, facendo attenzione ad usare determinate frasi. Non solo per prevenire ma anche per la gestione della violenza in corso in modo da riportare alla calma la persona che ha assunto atteggiamenti aggressivi.
“Questo documento – ha illustrato Fabrizio Corsi, segretario aziendale Anaao, contattato da l’Attacco per un commento - recepisce in buona parte la raccomandazione numero 8 del 2007 del ministero della salute, risale a molti anni fa e sostanzialmente, in quanto raccomandazione, è inapplicata un po’ dappertutto, non avendo carattere obbligatorio. Non a caso l’Anaao a livello nazionale si sta battendo perché questa raccomandazione venga trasformata in legge. Per cui si può dire che i contenuti del documento hanno certamente degli aspetti positivi. Ora è importante che dalle parole si passi ai fatti e che quei provvedimenti sulla carta trovino presto applicazione pratica”.
Ma se da un lato l’iniziativa dell’Azienda è condivisibile, dall’altro c’è ancora molto su cui lavorare, ammonisce il sindacalista.
“Per restare a ciò che è di competenza della governance dell’ospedale e non della pubblica sicurezza, penso per esempio che un aspetto fondamentale, solo accennato nel documento, riguarda la regolamentazione degli accessi, sia all'area ospedaliera che nelle varie strutture, non solo dei pazienti ma anche de parenti. Esiste un servizio di vigilanza e vorremmo capire come funziona. Perché per quello che ci sembra, salvo smentite, nonostante quello che ci era stato detto, da questo punto di vista non è cambiato nulla, nel senso che in ospedale entra chiunque. Cosa che dipende dal fatto probabilmente che ci sono padiglioni che hanno diversi ingressi, il che permette accessi incontrollati. Una questione logistica su cui intervenire, come avevamo detto anche in tavoli sindacali”.
RIUNIIl documento appena licenziato dalla direzione generale del Policlinico non è stato però partorito a seguito di confronto con in rappresentanti dei lavoratori, fa notare Corsi. “A tal proposito abbiamo chiesto un incontro nel corso del quale poter mettere sul tavolo le nostre proposte e per chiedere quali siano le intenzioni dell’Azienda in tema di sicurezza sul luogo di lavoro. Aspetteremo la convocazione”.
Il fenomeno delle aggressioni ha diverse cause, una delle quali, come è noto, è la carenza di personale.
“Ho sentito di recente delle dichiarazioni del direttore generale a tal proposito, è chiaro che noi siamo i primi a dire che organici sottodimensionati e le difficoltà con cui si lavora di per sé, sono fattori di rischio. Su questo non ci sono dubbi, quindi bisogna intervenire anche su quel fronte. Ma se le soluzioni sono quelle che il dg ha proposto, ovvero il ricorso a cooperative (medici a gettone, ndr) per coprire i turni, noi ci dichiariamo totalmente contrari perché riteniamo questa una soluzione addirittura controproducente per certi aspetti, visto che indurrebbe i medici a licenziarsi dall’ospedale per passare alle cooperative”.
Ma cosa è cambiato dagli ultimi accadimenti?
“A parte il viavai di persone che persiste, c’è una maggiore presenza delle forze dell’ordine con il presidio h12 in ospedale, anche se noi lo avevamo chiesto h24. Ci sono stati degli interventi anche a livello legislativo scaturiti probabilmente proprio da quello che è avvenuto a Foggia. E in effetti leggiamo che ultimamente gli autori di aggressioni finiscono agli arresti, da questo punto di vista probabilmente c'è una maggiore attenzione. Però parliamo di un fenomeno complesso, che ha tante cause e che certamente non si risolve dall'oggi al domani. Finalmente si è acceso il riflettore giusto su questa problematica e faremo in modo, noi come rappresentanti dei lavoratori, che non si spenga, sperando che ovviamente non siano altri episodi ad aumentarne l’intensità”, ha concluso Corsi.
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