“La nuova casa è invivibile, non hanno speso un euro dei tanti soldi stanziati dalla Regione"

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È un calvario senza fine quello delle famiglie dell’ex distretto militare che da tempo vivono in condizioni di profonda indigenza. A inizio novembre, una donna - paziente oncologica - con queste parole aveva descritto la situazione a l’Attacco.

“Una presa in giro. Viviamo in un buco di 3 metri per 3. Non ne possiamo più. Dopo lo sgombero dell’ex distretto militare, io e mio figlio - insieme ad altre famiglie - siamo stati sistemati nella sede della protezione civile. Ci avevano detto solo provvisoriamente, ma ormai è un sacco di tempo che siamo relegati qui. Abitiamo in una stanza minuscola, con un piccolo bagno privato e la cucina in comune con un’altra famiglia, che vive nello stesso nostro disagio, e che in aggiunta ha un bambino piccolo. Non abbiamo nemmeno un televisore. Neanche la lavatrice. Siamo costretti a portare i panni dai nostri familiari, oppure alla lavanderia a gettoni. Siamo stremati. Ci sentiamo umiliati e mortificati. Ci faranno morire prima di avere una casa dignitosa. Le case sono pronte. Sono 15 alloggi. Ma ancora non si muove nulla, neanche adesso che finalmente è stata approvata la delibera”.

A distanza di oltre un mese, l’amministrazione comunale, e in particolare il Movimento 5 Stelle, forza politica che ha preso maggiormente a cuore la faccenda, ha annunciato con un comunicato stampa l’assegnazione degli alloggi secondo l’accordo di programma tra Comune di Foggia e Regione Puglia. “Un giorno importante per il contrasto all'emergenza abitativa”, hanno scritto i pentastellati. “Nella Sala Giunta di Palazzo di Città, i rappresentanti del Comune di Foggia, Arca Capitanata e Regione Puglia hanno dato seguito all’accordo di programma stipulato e definito le procedure di consegna di 15 alloggi nelle disponibilità di Arca, secondo i criteri e le regole previste nell’accordo stesso e le normative vigenti”. Per l’amministrazione comunale erano presenti la sindaca Maria Aida Episcopo, il consigliere delegato alle politiche abitative Giovanni Quarato, la dirigente Silvia Siciliano, l’architetto Silvana Corvino del servizio patrimonio, i delegati Arca e della polizia locale. 

“Il servizio politiche abitative ha già provveduto ad assegnare gli alloggi in funzione dei componenti dei rispettivi nuclei familiari, mentre Arca sta procedendo alla stipula dei contratti. Nei prossimi giorni inizieranno le operazioni di trasloco delle famiglie assegnatarie”, hanno detto. “È l’inizio di un nuovo corso all’insegna dell’assoluto rispetto della legalità, del rifiuto di qualsiasi pressione e condizionamento esterno”, ha commentato Episcopo. “Ringrazio tutte e tutti per l’impegno attivo per imprimere un cambio di direzione necessario e non più rinviabile, per rispetto verso tante famiglie e noi stessi”, ha chiosato. “Il rispetto di un impegno assunto in campagna elettorale, grazie a un’attività svolta laboriosa e complessa che ha richiesto l’esame e il superamento di diverse problematiche”, ha affermato invece Quarato. “Una priorità che potrebbe essere affrontata con ancora maggiore efficacia attraverso la creazione di un’agenzia per la casa, una proposta che verrà sottoposta all’attenzione della giunta e del consiglio nelle prossime settimane”. Tuttavia, dopo avere ricevuto gli alloggi, alcuni beneficiari hanno nuovamente contattato l’Attacco per denunciare la situazione di degrado delle stesse abitazioni. “Sono una persona delle 15 famiglie che hanno ricevuto la casa grazie all’accordo di programma”, premette una donna. “Precisamente, faccio parte di quelle della palazzina fantasma e pericolante della terza traversa di Via San Severo”, specifica. “Tutti gli appartamenti consegnati sono stati ristrutturati e resi abitabili, tranne quello assegnato a me e alla mia famiglia”, dice. “La settimana scorsa, con due rappresentanti di Arca Capitanata, siamo andati nell’appartamento a me destinato. Una volta entrati, ci siamo subito resi conto dello stato di inadeguatezza dell’immobile, che si presenta con tubazioni di impianto di riscaldamento messe fuori traccia e che camminano per tutto l’appartamento, rendendo impossibile l’installazione dei mobili”, racconta. “Manca una porta o una finestra che isoli la stanza con la veranda esterna. Gli infissi e le inferriate sono rotti e pieni di ruggine. Il giardino è una discarica a cielo aperto. Non hanno speso un euro dei soldi stanziati dalla Regione Puglia per riqualificare l’appartamento”, afferma. 

“Ho partecipato a un bando per le case popolari, e sono tra le prime in graduatoria, avendo tutte le carte in regola, e non mi sembra giusto vedere che la casa a me assegnata è in condizioni fatiscenti, come quella in cui ho vissuto per 25 anni, e che in breve tempo devo lasciare per un’ordinanza di sgombero”, spiega. “Vorrei solo capire per quale motivo la casa a me assegnata non è stata ristrutturata come tutte le altre, visto che i soldi sono stati stanziati per tutti e 15 gli appartamenti dell’accordo di programma”. Simile, però, è anche la denuncia di un’altra beneficiaria. “Sono un’inquilina della terza traversa di Via San Severo. Mi sono recata in Via Lussemburgo con Arca Capitanata, che ci ha finalmente consegnato le chiavi della nuova casa. Entrati - io, mio marito e mio figlio - ci siamo trovati in un mini-locale, composto solo da una piccola camera da letto e da una piccola cucina. Non c’è nemmeno una finestra. Incredula, mi sono rivolta ad Arca Capitanata. Mi hanno risposto che avevo ragione. Che l’appartamento non è abitabile, soprattutto con un figlio disabile. Mi hanno detto di rivolgermi alle politiche abitative, dove mi sono recata ma non sono stata ricevuta. Spero solo che mi diano una sistemazione idonea, e che finisca una volta per tutte questo travaglio”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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