Arca Capitanata perde la BAT dopo la riforma, l’analisi di Liscio: “Servirebbe assegnare 800 case l’anno”.

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La riforma delle Arca pugliesi, varata dalla Regione a fine dicembre nella legge di bilancio 2025 grazie ad un emendamento bipartisan del piddino Caracciolo e della meloniana Spina, determinerà un enorme cambiamento per Arca Capitanata, che con la nascita di un’Agenzia autonomia denominata Sveva-Ofantina perderà la competenza sul territorio della provincia limitrofa di Barletta-Andria-Trani. Finora, infatti, l’ente foggiano si è occupato non solo della provincia daunia ma anche del territorio di Margherita di Savoia, Trinitapoli e San Ferdinando di Puglia, mentre la restante parte del comprensorio BAT rientrava sotto l’Arca Puglia centrale, con sede a Bari. Ma qual è la reazione a Foggia? “L’impatto di questa riorganizzazione non è molto forte per noi perché sul patrimonio complessivo di oltre 11.300 alloggi meno di 500 sono quelli relativi all’area della BAT”, osserva a l’Attacco l'amministratore unico di Arca Capitanata, Pippo Liscio. “Rispetto alla tenuta del bilancio questa novità non mi causa grossi problemi. E’ una provincia a parte, con una diversa Prefettura, ed è anche giusto che quelle comunità abbiano un ente più prossimo rispetto a Bari e Foggia. La mia non è, dunque, una valutazione negativa. Certo, però, significa che quest’anno avrò un mare di problemi avendo l’obbligo di partecipare al percorso atto a costituire la nuova Arca, che nascerà il primo gennaio 2026. Sono coinvolto nella predisposizione degli atti e nell’avvio della nuova Agenzia, con la dotazione organica limitata che ben conosciamo”.

Intanto resta la difficoltà di fare i conti con l’atavica emergenza abitativa, per risolvere la quale servirebbero oltre 3mila alloggi. E’ quanto afferma Liscio nelle linee di indirizzo generali del triennio 2025-2027, da poco approvate insieme al bilancio di previsione per lo stesso periodo. “Arca Capitanata è proprietaria di 11.344 alloggi ad uso abitativo a cui si aggiungono immobili adibiti ad uso diverso anche commerciale e terreni. Nonostante la rilevanza del patrimonio, l’Agenzia è in grado di rispondere al fabbisogno abitativo in modo marginale”, ammette il cerignolano.

“Dall’analisi condotta su un campione di 18 comuni nella provincia di Foggia, se si volesse assegnare una casa a tutti i nuclei familiari che hanno partecipato ai bandi ERP, sarebbe necessario garantire un tasso di turn-over del patrimonio pari a circa il 30% vale a dire oltre tremila alloggi. Qualora si volessero esaurire le graduatorie di ERP nel tempo di loro vigenza, vale a dire quattro anni, dovrebbero essere assegnati circa 800 alloggi all’anno. Nel 2024, invece, sono stati assegnati 68 alloggi di ERP, numero in crescita rispetto agli anni precedenti, ma decisamente insufficiente per rispondere al fabbisogno abitativo”.

Per la governance dell’ente per migliorare la risposta al fabbisogno abitativo è necessario che Arca Capitanata riduca il numero di propri alloggi sfitti. Per la riduzione degli alloggi sfitti, nel 2024 Arca ha deciso di investire risorse rinvenienti dalla vendita dei propri immobili per 4.830.698,06 euro. La Regione Puglia ha approvato il piano di localizzazione degli interventi proposta dall’Agenzia e ha rimesso alla disponibilità di Arca Capitanata tali somme con le quali si procederà nel corso del 2025 al riattamento di 71 alloggi ERP (di cui 40 nella città capoluogo) e 42 alloggi Gozzini riservati alle forze di polizia operanti nel territorio (di cui 34 nella città capoluogo).

“Per quanto riguarda gli aspetti di natura politico-istituzionale, è indubbio che al fabbisogno abitativo si risponda innanzitutto con nuove realizzazioni. A tal proposito, Arca Capitanata è coinvolta in numerosi progetti di recupero edilizio e di nuova costruzione di alloggi”, continua Liscio.

“Il Piano triennale delle opere pubbliche 2025-2027, nonché il Piano degli investimenti che contiene le opere in corso conta oltre 200 nuove unità immobiliari. Ciononostante, anche qualora gli alloggi fossero realizzati in tempi record, la situazione non cambierebbe di molto. Questo vale senza contare che nel frattempo si sta dando attuazione al Piano di alienazione degli immobili che prevede la vendita teorica di oltre il 50% del patrimonio posseduto, complessivamente più di 7.000 alloggi. In un sistema a risorse scarse, caratterizzato negli ultimi decenni dal disinvestimento pubblico, gli introiti delle vendite rappresentano una delle fonti certe di finanziamento per la riqualificazione degli immobili e per l’edificazione di nuovi alloggi. Tuttavia, se si confrontano i costi di nuova edificazione con i prezzi a cui è possibile vendere gli alloggi, ci si rende conto che è necessario alienarne almeno quattro per realizzarne uno. Tale squilibrio pone un serio problema di sostenibilità economico finanziaria per l’Agenzia e soprattutto di tenuta del settore. Inoltre, chi acquista non è moroso e tendenzialmente paga un canone di locazione più alto della media poiché possiede un reddito più alto. Pertanto, ogni volta che si vende un alloggio, l’Agenzia rinuncia ad entrate certe”, prosegue il civico emilianista.

“Ne consegue che Arca Capitanata acquisisce un vantaggio nel breve, aumentando, di contro, il rischio di disequilibri finanziari nel medio-lungo periodo. Si tratta di un tipico fenomeno di selezione avversa che porta alla riduzione dei canoni in bolletta e all’aumento del tasso di morosità, determinando il fallimento dell’ERP inteso come servizio pubblico. È del tutto evidente che le attuali regole del gioco vadano riscritte e che l’ERP acquisisca un nuovo ruolo nell’agenda politica nazionale attraverso l’assegnazione di nuove e consistenti risorse”.

Per Liscio un secondo modo per migliorare la risposta pubblica al fabbisogno abitativo è diversificare l’offerta. Questo non solo per rispondere ad una domanda che si modifica e diversifica nel tempo, ma anche perché rende il sistema economicamente più sostenibile. “Se le Agenzie regionali acquisissero più patrimonio da destinare a fasce di popolazioni “intermedie”, cioè con un reddito tale da non poter accedere al mercato, ma da poter sostenere un affitto più alto di quello dell’ERP, avrebbero entrate correnti più alte e quindi risentirebbero meno del sopramenzionato fenomeno di selezione avversa”, sottolinea l'amministratore unico.

Il Piano triennale delle opere pubbliche 2025-2027 di Arca Capitanata, approvato il 10 dicembre scorso, come anticipato su queste colonne ha un valore complessivo di 53.379.451,98 euro a cui vanno aggiunte le opere già avviate tra cui quelle finanziate dal PNRR e dal PNC per ulteriori 63.515.626,93 euro. Si tratta di risorse per lo più finanziate con fondi regionali. “Ovviamente, l’Agenzia deve fare la sua parte”, dichiara Liscio.

“Sul lato degli investimenti, è essenziale il rispetto dei cronoprogrammi delle opere poiché a nulla servono maggiori risorse se poi le stesse non vengono utilizzate. Infine, poiché è necessario non attuare politiche che accentuino lo squilibrio tra alienazioni e nuove costruzioni a favore delle prime, diventa indispensabile recuperare ulteriori risorse da destinare agli interventi straordinari, soprattutto di housing sociale. In tale contesto, la prevenzione, il contrasto e il recupero della morosità sui canoni di locazione diventano obiettivi strategici dell’Agenzia poiché non solo servono per garantire la gestione corrente, ma diventano un serbatoio di risorse da destinare agli investimenti. Si tratta di un’attiva di non semplice conduzione che richiede: lo sviluppo di una strategia e di strumenti d’intervento che tengano conto innanzitutto della natura della morosità (colpevole o incolpevole), della sua anzianità, dello stato dei contratti (chiusi o attivi), degli importi dovuti per singolo utente; la collaborazione degli stakeholder istituzionali e, in particolare, dei Comuni per la verifica anagrafica delle posizioni morose e per lo studio dei casi di indigenza, della Regione affinché completi l’iter di approvazione del fondo sociale per l’abbattimento della morosità incolpevole e dei sindacati degli inquilini per una definizione degli strumenti d’intervento più efficace, essendo coloro che più d’ogni altra istituzione possono farsi portatrice delle istanze degli inquilini”.

Rispetto alle attività di sgombero, i numeri appaiono limitati: l’Agenzia è rientrata nel possesso di 25 alloggi occupati senza titolo a Trinitapoli che si aggiungono ai 29 alloggi recuperati a Foggia, agli 11 di San Severo e ai 14 di Manfredonia. A tal proposito nel 2024 sono state destinate risorse per oltre 3 milioni di euro finalizzate al riattamento di 111 alloggi tra cui quelli recuperati tramite l’attività della Cabina di regia prefettizia. I lavori termineranno nei primi mesi del 2025.

“L’ultimo tema da affrontare riguarda l’applicazione dell’IMU sugli immobili destinati all’ERP”, evidenzia Pippo Liscio. “Si tratta di una questione assai spinosa. La norma è poco chiara e i funzionari comunali, nell’incertezza, preferiscono emettere i relativi avvisi di accertamento che, in alcuni casi, superano anche i 500 euro per alloggio. Si tratta di una spesa che se rapportata all’intero patrimonio di Arca Capitanata ammonterebbe a circa 5 milioni di euro annui di sola imposta a cui aggiungere sanzioni e interessi per almeno altri 2 milioni. Se si considera che il canone medio bollettato dall’Agenzia è di circa 80 euro per alloggio al mese e su tale patrimonio persiste una morosità in media del 35%, è facile calcolare che la riscossione per i canoni di locazione non basterebbe per pagare l’imposta. Si tratta cioè di una spesa semplicemente insostenibile. La criticità non riguarda solo Arca Capitanata, ma l’intero sistema dell’edilizia residenziale pubblica”, conclude il numero uno di via Caggese.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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