Non sarà commissariamento, ma una forma di controllo rafforzato quello che la Prefettura di Bari realizzerà su Amiu Puglia spa, su indicazione del Viminale. Stando a quanto finora trapelato, per un anno attraverso il GIA (Gruppo interforze antimafia) saranno verificati i conti della società in house barese, le transizioni societarie, i conferimenti di incarichi e ogni atto di gestione superiore ai 5mila euro. Amiu finisce dunque sotto un’ulteriore lente d’ingrandimento, dopo essere oggetto di due inchieste della Procura di Foggia in merito al servizio e al contratto che la legano al Comune di Foggia (socio di minoranza al 21,87% del Comune di Bari) e del fascicolo aperto dalla Corte dei conti. Ed è a Procura daunia e Procura contabile che nelle scorse ore è stato inviato un ulteriore esposto da quel cartello della società civile già autrice di denunce precedenti.
Stavolta alla base dell’esposto – firmato da Maurizio Marrese del WWF Foggia, Giuseppe Potenza di Konsumer Italia di Foggia, Carmela Pellegrini de La Società Civile di Foggia, Giuseppina Cutolo di Italia Nostra di Foggia, dall’ex consigliere comunale Marcello Sciagura e dai legali Oreste Di Giuseppe, Nicola Zingrillo e Michele Vaira – c’è la durissima nota scritta a settembre 2023 dal dirigente dei Servizi finanziari del Comune daunio Carlo Dicesare, pubblicata in esclusiva da l’Attacco nelle scorse settimane.
“Si danno per note le osservazioni svolte in precedenza sull’illegittimità dell’attuale affidamento in house per nove anni del servizio di raccolta di rifiuti del Comune di Foggia ad Amiu Puglia, per un importo complessivo di 203.017.107,86 euro. Tali riserve hanno trovato provvisoria conferma nelle indagini svolte dalla Procura di Foggia a carico di esponenti di Amiu Puglia e di dirigenti e funzionari del Comune di Foggia”, scrivono gli esponenti. “Abbiamo verificato, leggendo la relazione sulla gestione del bilancio al 31 dicembre 2023, che quanto affermato dall’ex consigliere di Amiu Rossi corrisponde al vero. Le perdite di Bari non sono state coperte, come sarebbe lecito aspettarsi, da un aumento della Tari a carico dei cittadini baresi. Viceversa, pur a fronte di un servizio che costa meno di quanto è stato pagato dai foggiani, la Tari a carico di essi è stata recentemente addirittura aumentata. Nel bilancio, come può leggersi, gli utili di Foggia vengono utilizzati per ripianare parzialmente le perdite di Bari: la perdita di esercizio complessiva ammonta a 573.493 euro”.
Poi il riferimento alla nota di Dicesare. “Abbiamo anche appreso che, a seguito di tale notizia, il dirigente Dicesare ha svolto un puntuale approfondimento retrospettivo sul tema, relativamente ai cinque esercizi precedenti. Tale approfondimento, svolto da un esperto e competente dirigente pubblico, è stato trasmesso, fin dal 23 settembre 2024, alla sindaca di Foggia, al segretario generale e ad altri amministratori e dirigenti del Comune di Foggia. È emerso che incredibilmente negli ultimi cinque esercizi (2019-2023) la società affidataria del servizio di igiene urbana del Comune di Foggia ha prodotto, ininterrottamente, utili lordi fino al 2022 che, al lordo delle imposte, assommano a complessivi 7.756.695 euro. Quindi, con un utile lordo medio annuale di circa 1,6 milioni di euro. Sempre nel periodo 2019-2023 sono state sostenute imposte sul reddito di esercizio per un totale di 2.390.399 euro, con una media annuale di circa 0,5 milioni. L’utile netto complessivo è risultato per questo pari a 5.366.296 euro, con una media annuale di circa 1,1 milioni. L’impresa, per fare utili, ha sistematicamente offerto un servizio del tutto inadeguato. Trattandosi, però di una società in house, essa non prevede tra i suoi obiettivi quello di produrre utili. Anzi, ciò rappresenta un elemento qualificante rispetto al privato nella scelta del contraente. La sintesi finale di Dicesare dà la misura della truffa perpetrata ai danni della cittadinanza foggiana”, stigmatizzano i firmatari del nuovo esposto.
“Il servizio svolto a Bari ha un costo maggiore rispetto alla TARI pagata dai cittadini baresi, di circa 3.657.902 euro. Al netto delle imposte (a credito) di 709.589 euro, la cittadinanza barese produce un utile negativo di 2.948.312 euro. Il servizio svolto a Foggia ha un costo minore rispetto alla TARI pagata dai cittadini foggiani, di circa 7.756.695 euro. Al netto delle imposte (a debito) di 3.099.988 euro, la cittadinanza foggiana produce un utile di 8.314.608 euro. L’utile complessivo della società è quindi di 5.366.296 euro, che è stato distribuito nel 2019 (al 79,13 % al Comune di Bari e al 21,87% al Comune di Foggia), accantonato e riportati a nuovo dal 2020 al 2023 e utilizzati per coprire le perdite del 2023. La scelta aziendale di produrre sistematicamente utili ha un chiaro movente: avvantaggiare il socio di maggioranza (Comune di Bari) a danno del socio di minoranza (Comune di Foggia). Emerge che la Tari, tassa di scopo, pagata dai cittadini foggiani, non è stata utilizzata completamente per svolgere il servizio. La parte eccedente l’utilizzo non è stata restituita ai cittadini foggiani, ma è stata utilizzata per finanziare i servizi resi alla cittadinanza barese. Ciò ha trovato autorevole conferma nelle dichiarazioni rese dal dottor Leonardo di Gioia, che promanano da chi ha rivestito dal 2013 al 2015 il ruolo di assessore regionale quando la Regione motivò con un’emergenza ambientale vera o presunta l’attribuzione del servizio senza gara ad Amiu Bari, all'epoca non ancora partecipata dal Comune di Foggia. Tale situazione, se da un lato può presentare risvolti di natura civilistica colpevolmente trascurati dagli amministratori e dagli organi societari espressione della città di Foggia nel corso degli anni, presenta, a parere degli scriventi, profili di natura contabile. È lecito intravedere, nella ricostruzione fondata su documenti ufficiali e argomentata da un pubblico dirigente di riconosciute capacità ed esperienza, una vera e propria truffa ai danni della cittadinanza foggiana. Il pregiudizio nei confronti della cittadinanza foggiana è palese e inequivocabile, tanto quanto la strumentalità delle scelte aziendali, governate dal socio di maggioranza, nella colpevole ignavia (o più semplicemente incapacità, o addirittura complicità) della controparte debole, quella foggiana, a tutti i livelli decisionali. Il requirente giuscontabile potrà valutare eventuali responsabilità a carico degli organi gestori di Amiu Puglia, responsabilità a carico di soci e gestori di Amiu Puglia, oltre, come ovvio, a carico di chi ha sciaguratamente contribuito alla sottoscrizione del nuovo contratto. Il danno più evidente per la finanza comunale consiste nell’esborso nei confronti di Amiu dei corrispettivi per un servizio del tutto inadeguato ed inefficiente, e – per quanto emerge dalle indagini di cui si è fatto cenno in precedenza – pagato senza alcuna verifica sulla sua effettività, sulla base della mera presentazione di fatture. Quanto emerge negli ultimi cinque anni è stato oggetto di una puntuale verifica da parte del dirigente Dicesare, ma in realtà tale situazione è identica, se non addirittura più grave, nel quinquennio precedente (2013-2018). Dall’inoltro della comunicazione del dottor Dicesare sono ormai trascorsi quattro mesi senza che il Comune abbia adottato alcun provvedimento concreto. Paradossalmente, tale argomento non è stato posto all’ordine del giorno del recente consiglio comunale monotematico sul tema rifiuti, svolto il 17 gennaio scorso. Chiediamo, pertanto, che si vogliano perseguire i responsabili, a qualsiasi titolo, degli illeciti di natura penale e/o contabili ravvisabili nel presente esposto”, è la conclusione.
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