Nigri rovina l’addio di Antonucci: “Chi vuole fare carriera deve venire da me, non dai suoi amici in politica”

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Il 3 giugno scorso, il Comune di Foggia ha ufficialmente accolto nel proprio organico la nuova dirigente dell’Avvocatura civica. Si tratta dell’avvocata Maria Teresa Anna Antonucci, in arrivo dall’Asl di Foggia. L’assunzione è avvenuta tramite procedura di mobilità esterna volontaria, secondo quanto previsto da un avviso pubblico bandito a febbraio. L’avvocata Antonucci risulterebbe essere stata l’unica candidata ammessa al colloquio conoscitivo, motivazionale e professionale, sebbene fossero pervenute due domande all’ente. Il contratto con l’amministrazione comunale prevede un’assunzione a tempo indeterminato e pieno, per un totale di 36 ore settimanali. L’ufficio dell’Avvocatura civica risultava vacante da circa quattro mesi, a seguito delle dimissioni della dirigente ad interim Silvia Siciliano. A sostituirla temporaneamente è stato, fino al 3 giugno, il segretario generale, l’avvocato Alfredo Mignozzi. Tuttavia, il passaggio di Antonucci al Comune non sarebbe stato esente da polemiche. Giovedì scorso, alle ore 13:30, nella Sala Riunioni dell’Asl Foggia in via Protano, infatti, si sarebbe tenuta la cerimonia di saluto dell’avvocata Antonucci, che avrebbe organizzato un buffet per oltre cento persone. La sala, gremita, avrebbe accolto numerosi colleghi e dipendenti. Dopo dieci anni di servizio all’Asl, Antonucci sarebbe stata conosciuta e stimata da molti. Visibilmente commossa, avrebbe ringraziato i presenti e l’azienda sanitaria per l’opportunità ricevuta, per i legami umani costruiti in quella che avrebbe definito una grande famiglia, affermando che avrebbe portato tutti nel cuore. Ma il clima si sarebbe rapidamente trasformato. Dopo avere stappato una bottiglia, il direttore generale Antonio Nigri avrebbe preso la parola con toni che alcuni presenti avrebbero definito inaspettati e sconvolgenti. Avrebbe esordito dicendo: “Questo mio saluto è un saluto che non ci doveva essere. Poi, spinto dalle continue richieste della politica, dell’assessore Piemontese, della Sindaca Episcopo, che hanno raccomandato Antonucci, ho dovuto dare per forza il nulla osta in suo favore”. 

Sempre secondo quanto riferito, avrebbe aggiunto: “Lei si sente forte dei suoi legami politici e per questo lascia la Asl e va al Comune, ma se fosse dipeso da me sarebbe stato un no. Io in vita mia non ho mai detto sì a nessuno, tantomeno alla Sindaca di Foggia. Chi vuole fare carriera deve passare da me, non dai politici”. 

Dopo queste affermazioni, la sala sarebbe piombata nel gelo. Nigri avrebbe continuato: “Pensate che il fatto che Antonucci vada a fare la dirigente comunale sia positivo? Sappiate che i miei saranno sempre dei no”. 

A quel punto, l’avvocata Antonucci sarebbe scoppiata in lacrime, abbracciata dal collega oculista Vincenzo Russo. La tensione sarebbe ulteriormente cresciuta quando la direttrice sanitaria Mara Masullo, nel tentativo di intervenire per placare i toni, sarebbe stata bruscamente zittita da Nigri stesso. 

Secondo più fonti interne, le parole del direttore generale sarebbero state percepite da molti come sessiste, generando sgomento e profondo imbarazzo tra i presenti. In particolare, Nigri avrebbe affermato che le donne in Asl dovrebbero ricevere dei no, perché dovrebbero imparare ad aspettare, proprio come avrebbe fatto lui, che avrebbe ottenuto un incarico dirigenziale solo dopo i 65 anni. A suo dire, senza la sua guida in azienda, ad emergere sarebbero solo gli uomini, lasciando intendere che il successo femminile dipenderebbe dalla sua benevolenza. 

Un messaggio che, se confermato, avrebbe gettato un’ombra sul momento di congedo e sull’intera giornata, definita da più fonti come tristissima – non solo per Antonucci, ma per tutte le donne dell’Asl Foggia e, più in generale, per l’idea stessa di una carriera femminile fondata sul merito. 

A rendere la situazione ancor più tesa, ci sarebbero state alcune insinuazioni secondo cui l’avvocata Antonucci avrebbe ottenuto il nuovo incarico grazie alla presunta raccomandazione dell’assessora comunale alle Politiche Sociali, Simona Mendolicchio, esponente del Movimento 5 Stelle. L’accusa, ritenuta infondata da alcuni presenti, avrebbe causato ulteriore imbarazzo e ferito profondamente la diretta interessata, che – secondo le testimonianze – avrebbe abbandonato la sala in lacrime. 

Un altro aspetto emerso sarebbe la modalità con cui Antonucci avrebbe ottenuto il nulla osta. Secondo quanto riferito, esso sarebbe stato concesso solo all’ultimo istante utile dell’ultimo giorno, dopo che la dirigente, con comunicazione Pec, avrebbe notificato all’Asl la scadenza perentoria del procedimento di mobilità, esponendo così il direttore generale al rischio di un risarcimento danni, dato che il nulla osta sarebbe considerato un atto dovuto in base alla normativa vigente. 

A distanza di giorni, l’episodio continuerebbe a suscitare commenti negli ambienti sanitari e istituzionali locali. Tuttavia, non vi sarebbero ancora state dichiarazioni ufficiali o smentite da parte dei protagonisti. 

Resta da capire se e come le istituzioni coinvolte vorranno chiarire pubblicamente quanto accaduto e se intenderanno adottare misure per tutelare la dignità professionale dell’avvocata Antonucci, la cui figura rischierebbe di finire al centro di uno scontro politico ben più ampio di una semplice procedura di mobilità. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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