Nel Quartiere Ferrovia di Foggia l’emergenza rifiuti continua a essere sotto gli occhi di tutti. Il gruppo di residenti Difendiamo il Quartiere Ferrovia di Foggia denuncia ancora una volta una situazione che definisce “non più tollerabile”, chiedendo risposte chiare sull’organizzazione del servizio, sulla TARI e sull’assenza di controlli efficaci.
Questa mattina, alle ore 09:05, in via Monfalcone, l’immagine è stata la stessa già vista troppe volte: immondizia che straborda dai cassonetti e invade il marciapiede, trasformando un’arteria centrale del Quartiere Ferrovia in una discarica a cielo aperto. I residenti, per sdrammatizzare l’assurdo e attirare l’attenzione sui social, hanno realizzato un fotomontaggio con un nastro “da inaugurazione”, in omaggio alla satira de “Il Pingone”: una provocazione amara, che nasce dall’idea che forse solo una finta inaugurazione della “discarica” riuscirebbe a far prendere davvero sul serio l’emergenza rifiuti nel Quartiere Ferrovia di Foggia.
Il comitato tiene a ribadirlo con chiarezza: non si tratta di una guerra contro qualcuno. I residenti di “Difendiamo il Quartiere Ferrovia di Foggia” non sono contro AMIU Puglia e non sono contro gli operatori che svolgono il proprio lavoro nei turni previsti. La domanda che pongono, però, resta sul tavolo e tocca direttamente il tema della TARI e dell’equità del servizio: perché un cittadino foggiano deve pagare una tassa sull'immondizia - peraltro in aumento - uguale a quella di un cittadino barese, dove opera sempre AMIU, ma a Bari è possibile conferire sette giorni su sette e nel periodo natalizio il servizio viene addirittura potenziato, mentre a Foggia, soprattutto la domenica e nei giorni festivi, i cassonetti risultano saturi e i marciapiedi del Quartiere Ferrovia si trasformano regolarmente in discariche?
I residenti sottolineano di non essere “contro” neanche l’Amministrazione comunale. Tuttavia ricordano che circa un anno fa, nelle ore notturne, sono stati eliminati due punti di conferimento rifiuti in un’area definita dagli stessi cittadini “nevralgica”: tra via Montegrappa e via Trieste e tra via Trieste e via Monfalcone, proprio dove si concentrano i market “fotocopia”. Il risultato, sotto gli occhi di tutti i giorni, è che chi conferiva in quei punti ora riversa i propri rifiuti - spesso in modo irregolare - nei cassonetti adiacenti, come quelli immortalati nelle foto di oggi, ma anche lungo via Piave e tra via Montegrappa e via Trento.
A questa criticità strutturale si aggiunge il problema della carente raccolta differenziata porta a porta da parte di alcune attività etniche della zona, che - dichiarano altri residenti nei commenti Facebook - in alcuni casi continuano a conferire tutto nell’indifferenziato nonostante la presenza di bidoncini dedicati e identificabili attraverso un codice. Quegli stessi bidoncini, spesso, vengono ritrovati rovesciati accanto ai cassonetti; l’ultimo caso segnalato risale a sabato 29 novembre in via Montegrappa. Da qui la domanda, netta e diretta, rivolta alle istituzioni competenti: quante sanzioni per conferimento errato sono state effettivamente elevate, nelle ultime settimane, nel perimetro del Quartiere Ferrovia di Foggia?
Un altro nodo riguarda le fototrappole, più volte annunciate come strumento di contrasto all’emergenza rifiuti. Nel Quartiere Ferrovia, dove la situazione è oggettivamente più grave rispetto ad altre zone della città, queste fototrappole non si sono mai viste. I residenti ricordano come in città come Bari e in molte altre realtà italiane si organizzino pattuglie dei vigili in borghese nei punti critici, con il duplice obiettivo di sanzionare e al tempo stesso educare chi abbandona rifiuti sui marciapiedi. La domanda, ancora una volta, è semplice e diretta ed è sempre la stessa: perché a Bari sì e a Foggia no?
In passato, ricordano i residenti di Difendiamo il Quartiere Ferrovia di Foggia, una pattuglia della Polizia Locale distaccata presso la vecchia azienda Amica apriva i sacchi, risaliva ai responsabili tramite le etichette e procedeva con sanzioni effettive. Anche oggi, sottolineano, gli indirizzi di chi sporca sono spesso chiaramente riportati sugli scatoloni abbandonati: davvero occorre un miracolo per tornare a fare lo stesso tipo di controllo e far capire che chi sporca paga?
Il comitato respinge con decisione l’etichetta di “procurato allarme” che talvolta viene affibbiata a chi segnala pubblicamente l’emergenza rifiuti nel Quartiere Ferrovia di Foggia. In una democrazia - ricordano i residenti - chi vive ogni giorno un territorio ha il diritto di raccontare ciò che vede, di documentarlo e di chiedere soluzioni concrete. Le segnalazioni, le foto, i post, non sono un attacco politico - difatti il gruppo non ha referenti proprio per impedire strumentalizzazioni politiche - ma un grido civile, un appello alla responsabilità e al rispetto della dignità di chi abita il quartiere.
I residenti richiamano espressamente il quadro normativo che regola la TARI. La tassa sui rifiuti è stata istituita dalla L. 147/2013, art. 1, commi 639-668. La stessa norma, al comma 656, prevede esplicitamente la possibilità di riduzioni fino all’esenzione quando il servizio non viene svolto, viene interrotto o è erogato in grave difformità da quanto stabilito dal regolamento comunale. A rafforzare il principio “paghi per il servizio reso” intervengono il D.P.R. 158/1999 e il D.Lgs. 152/2006 (art. 198). A ciò si aggiunge il TQRIF di ARERA (Delibera 15/2022/R/rif), che definisce standard minimi di qualità del servizio di igiene urbana e prevede strumenti di tutela per l’utenza - tra cui reclami e indennizzi - quando tali standard non vengono rispettati.
Alla luce di questi riferimenti, il comitato sostiene che le immagini documentate oggi in via Monfalcone e nell’intero Quartiere Ferrovia dimostrano che qualcosa, nella gestione dell’emergenza rifiuti a Foggia, non sta funzionando. E non lo dicono solo i residenti che animano la pagina social: oltre 3.300 cittadini hanno sottoscritto una petizione pubblica, mettendo “nero su bianco” la richiesta di un servizio adeguato e di un quartiere vivibile.
Per ripristinare fiducia tra cittadini e istituzioni, i residenti di Difendiamo il Quartiere Ferrovia di Foggia chiedono innanzitutto dati pubblici, chiari e facilmente accessibili. In particolare domandano la pubblicazione del calendario dettagliato degli svuotamenti dei cassonetti e delle attività di spazzamento sull’intero perimetro del Quartiere Ferrovia, il numero delle sanzioni elevate per conferimenti errati, il conteggio delle ispezioni effettuate - comprese quelle in borghese - e lo stato di attivazione delle promesse fototrappole. Secondo il gruppo, non servono proclami o slogan: servono numeri, controlli e responsabilità. Solo così i residenti potranno tornare a fidarsi delle istituzioni e il termine “emergenza rifiuti nel Quartiere Ferrovia di Foggia” potrà finalmente uscire dalle cronache quotidiane.
I residenti, intanto continueranno a documentare la situazione con foto, orari, indirizzi e segnalazioni puntuali. Qualora la situazione non dovesse migliorare, si dichiarano pronti a chiedere formalmente che sia rispettata la legge fino in fondo, valutando la richiesta di eliminazione della TARI nel Quartiere Ferrovia di Foggia nei casi in cui il servizio non risulti conforme agli standard previsti.
Infine, i residenti concludono: l’Amministrazione comunale di Foggia è spesso presente e attiva su diverse tematiche cittadine, ma quando si parla del Quartiere Ferrovia sembra alzarsi una sorta di muro tra istituzioni e residenti, come se non si volessero ascoltare le critiche costruttive. Difendiamo il Quartiere Ferrovia è stato ospitato più volte a Palazzo di Città e in Prefettura, ma la situazione non sembra migliorata. Il messaggio del comitato è chiaro: ascoltare i cittadini non costa nulla, e le idee concrete per migliorare la raccolta rifiuti nel Quartiere Ferrovia esistono già, sono pratiche e hanno un costo contenuto: “Qui - ribadiscono - c’è solo da volerle applicare”.
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