Foggia, servizi cimiteriali in proroga dal 2023: senza aggiudicazione per sospette irregolarità amministrative

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C’è attesa a Foggia rispetto alla decisione che il 22 gennaio prossimo sarà comunicata, in udienza preliminare, dalla giudice del Tribunale di Foggia, la gup Cecilia Massarelli, rispetto ai rinvii a giudizio chiesti dalla Procura per gli imputati dell’unificato procedimento relativo agli appalti comunali connessi ad Amiu Puglia spa e alla gara del cimitero. Com’è noto, nella scorsa udienza sono state ammesse le costituzioni di parte civile non solo dell’ente municipale ma anche del WWF Foggia e di Ediltur srl, l’impresa edile foggiana esclusa dalla procedura per l’appalto del cimitero. Sono trascorsi ormai oltre due anni da quando, nell’autunno del 2023, si svolse la gara per l’appalto di quasi 18,5 milioni di euro per la gestione del cimitero comunale. Gli imputati per tale filone sono quattro: il dirigente sovraordinato barese Domenico Lomazzo (nominato dalla Prefettura e tuttora presente in Comune); il dirigente comunale Paolo Affatato (che era ai lavori pubblici/patrimonio/appalti e contratti, mentre oggi è alle attività produttive); la funzionaria comunale dell’Area tecnica Paola Russo; l’imprenditore foggiano Giuseppe Scommegna. Ma c’è un aspetto che finora è passato in secondo piano e riguarda un piano diverso da quello giudiziario. 

Furono due gli operatori partecipanti alla procedura ma nell’ottobre 2023 fu escluso dal prosieguo il raggruppamento temporaneo di imprese (composto dalla Ediltur srl di Sant’Agata di Puglia e dalle mandanti Azimut Facility srl di Roma e Urciuoli 2 srl di Avellino) che si frapponeva ai concessionari uscenti, presentatisi come CTM srl insieme alla piemontese Edilver srl quale mandante (un’impresa che fa parte del gruppo Altair srl, leader in Italia nel settore cimiteriale e degli impianti di cremazione). 

Ebbene, dal 2023 ad oggi i concessionari uscenti Gianni Trisciuoglio e Marco Insalata (soci in PFC e in CTM) stanno continuando a svolgere il servizio in regime di proroga. Questo perché l’aggiudicazione non c’è mai stata e non si è dunque arrivati alla stipula del nuovo contratto. 

Da allora nulla è cambiato sulla sezione del portale Traspare dedicata a tale procedura, dove le ultime annotazioni sono ferme alla “proposta di aggiudicazione a CTM” e l’ultimo atto pubblicato è il documento di convocazione della seduta di gara decisiva del 29 dicembre 2023, dedicato all’apertura dell’offerta economica. 

I più finora hanno ritenuto che a bloccare l’aggiudicazione fossero state le indagini della Guardia di Finanza, coordinate dalla Procura daunia, e il successivo processo peraltro iniziato solo ora. Ma in realtà né le indagini né un processo bloccano l’attività amministrativa.

Stando a quanto trapela da Palazzo di città, la ragione sarebbe diversa e atterrebbe a irregolarità amministrative, senza le quali l’appalto sarebbe stato aggiudicato a CTM nuovamente. Ma quali? Il Comune lo chiarirà direttamente o verrà fatto emergere nel corso del processo? 

Sempre a detta dei rumors, rispetto a questo ritardo si profilerebbe una responsabilità contabile per i soggetti coinvolti nella gara. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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