Due anni dopo l’insediamento a Palazzo di città, l’Attacco - dopo aver ascoltato fonti interne - torna a dare le pagelle all’amministrazione comunale di Foggia, guidata dalla Sindaca Marida Episcopo, così come aveva fatto nel 2024. Ecco cosa non funziona e non convince nemmeno all’interno dello stesso campo largo progressista.
Maria Aida Episcopo
Deleghe della Sindaca: affari generali, attuazione del programma, comunicazione istituzionale, Università, gemellaggi, ASI ZES, beni confiscati, appalti, mobilità e traffico. Continua presenza sui social network (Facebook) al limite del patologico, che per la maggior parte delle volte si traduce in risse verbali con cittadini. Atteggiamenti da preside autoritaria con le compagini politiche, anziché carisma da leader politico. Ormai trapelate diffusamente da Palazzo di Città le indiscrezioni sull’atteggiamento costante di iper-protezione nei confronti del proprio pupillo Giuseppe Marchitelli (capo di gabinetto e dirigente del personale), con strali furibondi all’indirizzo di tutti coloro che osano sollevare obiezioni e critiche. Elemento di merito l’aver tenuto la barra dritta costituendo il Comune parte civile nel processo Amiu-cimitero superando la contrarietà del Pd. Il suo modello organizzativo poggia su una giunta di scarso valore e su una scelta di dirigenti per lo più a tempo determinato (quindi fiduciari) e/o assunti da piccoli Co muni, come per Longo, Mendolicchio e Marchitelli. Una classe dirigente non proprio competente e all’altezza di un Comune capoluogo.
Voto 4,5
Lucia Aprile
Vicesindaca con deleghe relative a politiche agricole, ambiente e igiene pubblica, verde urbano, ente Fiera. Nelle pagelle dopo i primi sei mesi era prima con una piena sufficienza vista la partenza a mille, forte delle battaglie civili e della conoscenza acquisita sulla materia ambientale. Su suo impulso è stata data una immediata sferzata. Ora che si è giunti quasi a metà mandato, però, la contiana sembra essersi un po’ persa ed è lecito immaginare che neanche lei stessa sia soddisfatta dei risultati conseguiti. Sull’igiene urbana sono stati accumulati ritardi incredibili e ingiustificabili nell’attuazione del piano industriale e di conseguenza i risultati, ancora scarsi visto lo stato del decoro urbano in città, sono rimasti paralizzati al marzo 2024. Un esempio su tutti: i cassonetti intelligenti dovevano essere da contratto installati per strada da almeno un anno. Il famoso piano industriale da “revisionare” non solo non è stato modificato ma non è stato neanche attuato per quel poco che serviva. Dall’insigne professore e avvocato messinese Ilacqua non si sono mai più avute notizie, quindi non si ha una visione chiara di cosa fare con Amiu Puglia spa e con tutto quello che si è scoperto in questi anni. Sembra che farà prima il Tribunale di Foggia a tracciare una linea, mentre la politica sonnecchia narcotizzata. Da sottolineare, poi, i maggiori costi del ciclo integrato dei rifiuti per quasi 3,5 milioni di euro per il 2025, con prevedibile ulteriore aumento Tari per il 2026. Sul verde pubblico si fatica a causa dell’appalto “troppo povero” come più volte sottolineato pubblicamente, però, amministrativamente parlando, una nuova gara non è stata fatta a scadenza e ora quel contratto è addirittura in proroga tecnica. Quindi da esserne vittima di quel contratto si è diventati carnefici. Lavoratori, cittadini e mondo ambientalista lamentano continuamente disagi, mancanza di ascolto e mancanza di programmazione e visione. In mezzo a questo calvario la Fiera è ufficialmente morta, ma i mandanti sono per lo più in Regione.
Voto 4
Alice Amatore
Deleghe riguardanti cultura, beni culturali e Museo Civico, turismo, politiche giovanili/comunitari/internazionali, marketing territoriale, grandi eventi. Il giudizio cade nel momento meno convincente. Un cartellone di Natale povero e tardivo, un concerto di Capodanno ancora non deciso né pubblicato e un affidamento diretto per le illuminazioni natalizie fatto con un sottosoglia di qualche spicciolo che, se lo avessero fatto altri, quelli cattivi, si griderebbe allo scandalo per anni. L’offerta culturale rimane eccessivamente settoriale e di nicchia, la sua. Il tributo da pagare a Bari e a certe produzioni calate dall’alto appare troppo marcato. Non c’è il dovuto supporto e sostegno agli artisti e agli operatori locali, la città culturalmente è povera e ferma. Ci prova il dirigente Carlo Dicesare ad ampliare il raggio di azione, incidendo sulla qualità e sul target della proposta culturale e regalando un’allure internazionale al capoluogo, “salvando” la città anche grazie ai bellissimi videomapping visibili tra Cattedrale e teatro Giordano. Peccato che non sia sua la delega alla cultura, bensì detenga solo quella relativa al Giordano in Jazz di cui si spera di vedere un prosieguo nei prossimi anni. Poco e male sui beni culturali e sui luoghi della cultura. Museo in gran fatica e che necessita lavori, siti archeologici dimenticati, Parcocittà ancora occupata abusivamente dal gruppo del mentore Peppino D’Urso nonostante la situazione di conflitto fosse da risolvere quanto prima. E invece tutto è rimasto fermo, come se non esistesse. Alla faccia della legalità. Si resta in attesa evidente della grande riapertura del Mediterraneo che potrebbe segnare la sua svolta. Turismo e marketing territoriale oggettivamente carenti, se non nulli.
Voto 4
Giulio De Santis
Deleghe concernenti avvocatura, contenzioso, sicurezza e legalità, statistica, politiche energetiche, contratti. Trotterella, fa politica di prossimità, ma le sue deleghe hanno dei buchi giganteschi e di cui rischia di prendersi gravi responsabilità. Avrebbe dovuto dedicarsi con urgenza e priorità assoluta alla fine del contenzioso con la curatela fallimentare di Amica spa e invece si è fatto troppo poco o nulla e la sentenza di condanna subita è la più sanguinosa della storia dell’ente. Sui contratti spicca il rinnovo di GPS, sembrata a tutti gli osservatori come una sua partita in proprio con evidenti forzature ed effetti collaterali a danno della città. Se tutti gli altri pessimi contratti “sono stati purtroppo ereditati”, come ripetono sempre da Palazzo di Città, questo dei parcheggi è stato scientificamente rinnovato laddove per altri pezzi del campo largo si poteva prendere qualsiasi altra decisione. Il cittadino ringrazia e prende nota, come è avvenuto alle regionali (quando lo slogan di De Santis è stato “se vi piace come ho lavorato allora votate per Cusmai”). La delega attinente alla sicurezza vede piccoli passi in avanti con i protocolli con la Questura per l’utilizzo delle telecamere di videosorveglianza ma a mancare è la percezione della sicurezza o di miglioramenti in tal senso, e di certo non possono bastare convegni ed eventi a riguardo a colmare il vuoto.
Voto 3
Domenico Di Molfetta
Deleghe relative a istruzione e formazione, istituti di partecipazione, enti di ricerca, politiche sportive e di inclusione sportiva, manutenzione scolastica. Una delega un po’ sprecata per come è stata concepita. Si poteva sgravare qualche altro assessore e dare più operatività a questa (ad esempio con Fiera, politiche giovanili, turismo che oggi giacciono dimenticate). Di Molfetta funge da uomo immagine per gli eventi sportivi e manifestazioni varie. Sulla scuola non sono mancati piccoli casi come quelli dei bambini lasciati per strada e delle mense non propriamente eccellenti. Come ogni anno è assorbito per lo più dalle questioni legate al Foggia Calcio e alla sua salvezza in termini societari, interloquendo invano con possibili nuovi acquirenti. Sugli impianti qualcosa si muove ma troppo lentamente: si pensi a Croci Nord, alle palestre e agli impianti sportivi che chiedono con urgenza di vedere la luce. L’organizzazione delle fasce orarie e dell’utilizzo del presente appare ancora molto confuso e conflittuale. Ma Di Molfetta, rispetto ad altri colleghi di giunta, è uno che si impegna maggiormente specie per lo sport e molto più disponibile nel dare risposte alla stampa.
Voto 5
Davide Emanuele
Deleghe attinenti a bilancio, politiche fiscali, patrimonio e impiantistica, programmazione unitaria (fondi europei, nazionali, regionali, PNRR), società partecipate, innovazione digitale e smart city. Un assessore al patrimonio con la casa popolare Arca (caso rivelato da l’Attacco) è uno di quegli scandali che mancavano a questa città. Nulla può giustificare il fatto che una persona molto benestante e con un incarico pubblico di quel tipo (dopo altri avuti in passato) possa sottrarre di fatto una casa per l’edilizia residenziale pubblica a una persona in graduatoria e con necessità importanti. Tutti gli altri discorsi e le altre valutazioni diventano a questo punto superflue. Il personale è politico. Bilancio in avanzo ma non per merito dell’assessore ed evidenziando una inesistente programmazione finanziaria responsabilità della parte politica. Politiche fiscali ancora assenti e ancora ferme al piano di riequilibrio finanziario, con danni pesanti ai cittadini. Società partecipate ancora in affanno ma almeno non in perdita. Nota di demerito finale: ci sono già i primi PNRR persi, si vedrà alla fine quanti se ne salveranno. Chiusura totale nei confronti della stampa.
Voto 3
Lorenzo Frattarolo
Deleghe riguardanti attività produttive, politiche del lavoro, piano del commercio, promozione e sostegno alle politiche di quartiere e delle borgate. Sulle attività produttive pesano i gravi disagi in termini di servizi (illuminazione, rifiuti, strade, etc.) e non si è fatto nulla per un sistemico rilancio. Il centro è un cimitero di serrande abbassate, non ci sono azioni di valorizzazione e sprint imprenditoriale. I mercati non ripartono e si fatica ad assegnarli. Lo Slow Park appare come una scommessa, difficile fare previsioni ora. Si vedrà con la Consulta se ci saranno attività di concertazione degne di nota. L’abusivismo commerciale è molto lontano dall’essere sconfitto o quantomeno impensierito, e questo toglie credibilità a tutte le altre iniziative legali e regolari. Sulle politiche del lavoro si pagano dati sulla disoccupazione tremendamente più alti persino nel contesto del Sud Italia, urge sicuramente un maggior impegno e uno stimolo. Le borgate pagano gravi situazioni di abbandono che di certo non possono trovare sollievo per qualche intervento spot, anche ben riuscito, una volta all’anno. Nessun risultato portato a casa sugli impianti pubblicitari, pur avendo somme a disposizione sin dal 2022.
Voto 3
Giuseppe Galasso
Deleghe connesse a urbanistica, lavori pubblici, rigenerazione urbana. Il super assessore avrebbe potuto e dovuto svolgere il ruolo di sindaco ombra ma la percezione è che sia indigesto un po’ a tutti, compresa la stessa maggioranza. Si attende la scelta del neopresidente della Regione Puglia Antonio Decaro rispetto al suo futuro: potrebbe richiamarlo a Bari (come auspicano in tanti pure nel campo largo), così come fu l’ex Sindaco del capoluogo regionale a spedirlo a Foggia due anni fa. La delibera più importante che ha presentato, per far decadere l’interesse pubblico sul social housing, è stata respinta senza pietà dal Consiglio comunale dove è rimasto solo a farsi impallinare in aula persino dalla sua stessa Sindaca e dal partito di riferimento. Il PUG (Piano urbanistico generale) non si sa quando e se vedrà mai la luce. Per il resto è evidente il problema di fondo: 24 mesi a occuparsi di progetti, piani-casa, trattative sui terreni, housing e non housing, mentre la città giace devastata nelle sue cose essenziali: strade, marciapiedi e piazze. Non a caso alle elezioni regionali ci si è ritrovati a presentare alla cittadinanza piazze che ancora non sono state realizzate. Sulle strade si iniziano a vedere i primi lavori, ma l’approccio doveva essere di maggiore priorità, magari perdendo meno tempo su questioni che hanno meno impatto sulla vita dei cittadini. Riguardo l’illuminazione la città è un disastro. Su queste colonne si era elogiata, dopo i primi 6 mesi, la capacità di interfacciarsi con i vertici Edison per migliorare questa pessima situazione che i commissari avevano determinato, ma oggi miglioramenti effettivi non se ne sono visti. La città è buia e triste. Addirittura ci si è abituati al buio. Urgono soluzioni e interventi seri. Galasso lavora troppo per il lungo periodo ma c’è un detto in politica: nel lungo periodo saremo tutti morti. Nel rapporto con la stampa, se possibile, è ancora più sfuggente di Davide Emanuele.
Voto 4
Simona Mendolicchio
Deleghe riguardanti politiche sociali, dell’infanzia e della famiglia, politiche per gli anziani e per le persone con disabilità, volontariato e terzo settore, immigrazione, randagismo, Iriip e aree dog, servizi cimiteriali. Seguendola sui social si sa tanto rispetto a quello che le politiche sociali stiano lasciando a lei ma molto poco di quello che lei stia lasciando alle politiche sociali della città di Foggia. La mancata riapertura del Centro per anziani Palmisano dopo due anni è tra le più eclatanti promesse non mantenute della amministrazione, visto che se ne parlava come uno degli obiettivi prioritari in campagna elettorale. Nulla può giustificare un tale ritardo, nessun lavoro può mai necessitare di tutti questi anni. A mancare è quindi quella necessaria attenzione e spinta politica per portare avanti le carte. Il resto del Piano Sociale di Zona è debole e povero, procede per inerzia e sottotono. Scarsi numeri, poche iniziative, miseri risultati. Sugli indigenti e i senza fissa dimora, come per gli anziani, non ci sono misure degne di nota. Immigrazione ignorata e vissuta ancora come una emergenza da provare a negare e non come una risorsa da gestire e valorizzare. Nella scorsa pagella si rilevò la scarsa collaborazione con la dirigente al ramo, ma dopo due anni di mandato non possono bastare le scuse, i problemi vanno risolti e le azioni vanno fatte. Terzo settore in affanno e non supportato. Sul randagismo ci si aspettava una mano esperta e capace ma le problematiche, e le polemiche annesse, sono le stesse di sempre e le denunce dal mondo dei volontari sono molto pesanti. Servizi cimiteriali in crisi, un bubbone già esploso con le inchieste della Procura, ed ora in grave crisi in termini di numeri e spazi. Nota positiva: spicca per disponibilità con gli organi di stampa.
Voto 3,5
Daniela Patano
Deleghe relative a personale e logistica comunale, servizi demografici ed elettorali, Polizia locale e amministrativa, Protezione civile. La possibilità di assumere è la più grande manna dal cielo capitata a questa amministrazione, eppure si opera sempre in affanno e in ritardo. Il PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione) è stato uno dei più tardivi della storia delle pubbliche amministrazioni. Andava approvato entro 30 giorni dal bilancio di previsione e invece è arrivato a fine maggio. Paralisi colposa dell’amministrazione. I concorsi sono sempre in ritardo e con scarsa organizzazione, si attendono dopo due rinvii quelli per le categorie D. Aver prorogato Marchitelli come dirigente a tempo determinato e avergli permesso la sua stessa mobilità (procedura vinta come funzionario a tempo indeterminato) da posizione evidentemente in conflitto di interessi è uno scandalo, oltre che un ennesimo danno all’ente. Sulla Polizia locale si può asserire che sia aumentata nel numero e nell’efficacia: gli accertamenti e le riscossioni delle multe da infrazione del codice della strada sono notevolmente aumentate in città. Sull’abusivismo commerciale e sulle occupazioni abusive sembra invece ci sia una vera e propria resa.
Voto 4
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