L’interlocuzione tra Unifg e il Gruppo FS, in particolare FS Sistemi urbani guidata da Matteo Colamussi, per acquisire l’ex cinema Ariston e l’immobile attiguo ex DLF (Dopolavoro ferroviario) è stata facilitata e favorita dalla senatrice di Fratelli d’Italia Annamaria Fallucchi. L’Attacco l’ha intervistata.
Che ruolo ha avuto?
Dalla stampa avevo saputo che il dialogo tra Comune e FS per rilevare l’Ariston non era andato a buon fine. Non sapevo per quali motivi, ma avevo capito che le trattative non andavano più avanti e l’obiettivo non era stato raggiunto. Sapendo che tra gli altri enti interessati all’acquisizione c’era anche la nostra Università, ho pensato di interloquire a Roma direttamente col Gruppo FS. Li ho contattati chiedendo quale fosse la situazione relativa a Foggia, sentendomi rispondere che non c’era nulla di deciso perché dal dialogo con la sindaca e l’assessore De Santis non si era arrivati a un risultato. Quindi ho ritenuto di poter mediare tra FS e l’Ateneo. Ho avuto carta bianca, ho chiamato il rettore Lorenzo Lo Muzio e la prorettrice Donatella Curtotti (delegata all’edilizia, ndr) e ho chiesto loro se fossero interessati a tale operazione, fatta in prima persona da Unifg. Sono stati felicissimi e si sono detti subito intenzionati a fare questo acquisto in autonomia. Da quanto ho appreso da FS, il Comune avrebbe voluto acquistare l’Ariston per farne un teatro da affittare all’Università, facendo dunque un accordo con l’Ateneo. Nella mia idea, al di là del fatto che tale ipotesi non è andata a buon fine, non è necessario compiere un ulteriore contenitore teatrale a Foggia, dove peraltro rinascerà nei prossimi anni l’anfiteatro Mediterraneo. Non c’è, del resto, la necessità di incrementare il numero dei posti per gli spettacoli. Secondo me era ed è più importante l’esigenza dell’Università.
Quindi le ha incrociato in questo modo la disponibilità dell’Ateneo.
Direi una enorme gioia di avere un’interlocuzione diretta col Gruppo FS, più che una semplice disponibilità a rilevare l’Ariston.
C’è stato un incontro a Roma?
Sì. Lo Muzio e Curtotti hanno incontrato a Roma l’amministratore delegato di FS Sistemi urbani Matteo Colamussi. Io non ho potuto partecipare a tale riunione perché quello stesso giorno avevo impegni in Senato. Si è parlato anche della richiesta economica, dei dati degli immobili, etc. Hanno trovato subito la quadra rispetto a tale ipotesi. C’è stata una stretta di mano, hanno concordato come possibile prezzo i 550mila euro che Unifg ha messo in bilancio per acquistare l’Ariston. Io ne avevo prima parlato con la ministra dell’Università Annamaria Bernini per informarla, trattandosi di una operazione di rilievo. Ne è felicissima. L’Ateneo usa risorse proprie di bilancio, non chiama il Ministero a mettere fondi. Ho favorito anche il dialogo tra Unifg e la Soprintendenza, che guiderà l’iter accompagnando l’Ateneo e di cui stimo molto l’attuale soprintendente Anita Guarnieri.
L’Ariston all’Ateneo è un pezzo di un disegno più generale per riqualificare il quartiere ferrovia di Foggia e ridare vita al patrimonio immobiliare che il Gruppo FS dismette.
Sì, è così. Dal momento che il Gruppo FS ha numerose proprietà immobiliare in zona, l’idea di cui ho parlato col rettore Lo Muzio è creare la cittadella dell’Università: in primis l’ex Ariston dove pensano di trasferire la sede del rettorato e creare una sala convegni, poi altri immobili recuperati. Si pensi a cosa significherebbe per chi arriva in stazione. Foggia potrebbe diventare la sola città italiana ad avere l’Università proprio di fronte alla stazione e al nodo intermodale, anche logisticamente sarebbe una comodità enorme. Unifg macina oggi numeri importanti rispetto ai propri iscritti e alla propria comunità accademica. Ci sono tantissimi pendolari - tra studenti, docenti, personale tecnico amministrativo – che arrivano ogni giorno a Foggia con treni e bus. Si pensi a come cambierebbero le cose con l’Ariston, l’ex caserma Miale, la sede di via Caggese degli ex Cavalli stalloni, etc.
Migliorerebbe anche la qualità della vita nel quartiere ferrovia?
Si fa un gran parlare dell’Esercito in tale zona. Non ci sono numeri di violenza e criminalità tali da porre Foggia al livello di altre città, anche per via del fatto che qui si denuncia poco. In tantissimi casi le denunce non vengono presentate.
Ci sono altri esempi in Italia di quartieri rivitalizzati e riqualificati grazie ad accordi col Gruppo FS?
Penso che non esista un’altra città in cui la situazione è cambiata così come potrebbe avvenire a Foggia con tale operazione. Ecco perché sono convinta che, al di là dell’Esercito, la sola presenza dell’Università nel quartiere ferrovia trasformerebbe le cose, farebbe recuperare valore a tutti gli immobili. Pensiamo anche solo ai fitti delle stanze agli universitari, il foggiano preferirebbe locare agli studenti e docenti anziché agli extracomunitari. Sarebbe un cambiamento lento, ma tale da portare naturalmente pulizia e riqualificazione del quartiere. Il negozio oggi pakistano farebbe spazio all’esercizio di generi alimentari, alla libreria, al pub, alla mensa universitaria, ad altre attività collegate ad Unifg. Oggi ci sono tanti immobili vuoti, altri che FS vuole dismettere. Penso che diventerebbe un modello da traslare anche in altre città, potrebbe nascere un “progetto Foggia”. E’ già avvenuto in qualche modo: nel momento in cui tale ipotesi è stata rivelata dalla stampa in altre città è scattata una interlocuzione con FS per capire se fosse replicabile come operazione. Io l’ho vista in questa ottica, non come uno scontro tra Unifg e Comune.
Quanto e come può essere coinvolto il ceto imprenditoriale nella riqualificazione della zona?
Dal momento che ci sono tanti altri immobili che il Gruppo FS intende dismettere, gli imprenditori possono farsi avanti e presentare progetti, che se attinenti ad Unifg sarebbero più in linea col progetto complessivo di cittadella universitaria. Adesso ci sono anche finanziamenti importanti legati alle residenze universitarie, soprattutto nelle aree marginali e dismesse. Dunque ben vengano imprenditori che vogliano avvicinarsi a tale operazione.
Che tempi ci sono per l’acquisizione dell’Ariston da parte di Unifg, secondo lei?
Dipende dall’Ateneo, perché FS è pronta già da mesi a vendere.
E’ vero che le piacerebbe fosse realizzata pure a Foggia l’invenzione giapponese dei “tubi letto” in cartone auto-riscaldanti, pensati per offrire in inverno riparo, calore e dignità alle persone senza fissa dimora?
Sì. Per i senza tetto, nella zona della stazione, in Giappone esiste questa soluzione. Ne ho accennato ad FS che metterebbero a disposizione uno spazio. Si potrebbe replicare anche in Italia, purchè se ne occupi un’associazione impegnata in tale settore, com’è per i Fratelli della stazione di Foggia. Sarebbe una modalità più dignitosa per quanti vogliono dormire in strada. Se ne potrebbe parlare con la Prefettura. Potremmo diventare anche in questo, qui a Foggia, un esempio da copiare.
Da residente a Foggia trova migliorata o peggiorata questa città?
Non dico che registro un peggioramento, ma non vedo passi avanti significativi. Forse proprio questa operazione di Unifg, insieme alla collaborazione col Comune, potrebbe portare un cambiamento sostanziale.
Che farà dopo la fine di questa legislatura?
Sto lavorando per questo mandato, non sto investendo per il futuro. Deciderà il partito nazionale cosa avverrà dopo.
E’ soddisfatta di questi anni da parlamentare a Roma?
(Sorride). Giorgia Meloni è una fuoriclasse, il governo lavora tanto.
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