In pochi credevano che la promessa sarebbe stata rispettata e difatti ciò non è avvenuto. Il ritorno del teatro Umberto Giordano di Foggia alla normale capienza, che l’assessore ad urbanistica e lavori pubblici Pino Galasso insieme all’amministrazione comunale avevano garantito a ottobre scorso entro “il termine massimo di 60 giorni”, vale a dire entro la fine del 2025, è ancora di là da venire. Imbarazzo e disappunto trapelano anche da Palazzo di città visto che pure il mese di gennaio è archiviato senza che si sappia quando tornerà normale la situazione per il simbolo del capoluogo daunio, lo storico e glorioso contenitore culturale che porta il nome del compositore emblema della città. Era il 24 ottobre quando, a diversi giorni di distanza dalla notizia data dal consigliere di opposizione Giuseppe Mainiero e da l’Attacco, l’amministrazione Episcopo ruppe il silenzio rispetto al caso del teatro, che dopo il recente sopralluogo di controllo da parte dei vigili del fuoco era (ed è) parzialmente inagibile. Fuori uso sia il loggione che la terza fila, come pure la sala Fedora. Un ennesimo e inammissibile nuovo episodio di inerzia amministrativa, che ha causato pesanti ripercussioni sugli organizzatori degli spettacoli. L’ente provò a stemperare le polemiche parlando di “riduzione temporanea della capienza”. “Il 20 ottobre scorso si è riunita la Commissione Provinciale Vigilanza Locali Pubblico Spettacolo per l’esame delle misure di mitigazione del rischio relative al teatro comunale, proposte dal Comune a seguito delle verifiche d’ufficio sugli adempimenti di prevenzione incendi effettuate dal Comando provinciale dei vigili del fuoco di Foggia”, fece sapere l’amministrazione comunale.
“L’esito amministrativo dei controlli, formalizzato con nota dei vigili del fuoco del 1 ottobre scorso, aveva infatti evidenziato scadenze documentali (certificazioni) risalenti ad epoca remota, ed in particolare: la SCIA antincendio dei gruppi elettrogeni, acquisita dai VVFF il 10 dicembre 2014, risultata scaduta in data 10 dicembre 2019; la SCIA antincendio degli impianti di produzione calore, acquisita dai VVFF il 22 aprile 2015, risultata scaduta in data 22 aprile 2020; il rinnovo periodico di conformità antincendio per locali di spettacolo con capienza superiore a 200 persone, acquisito dai VVFF il 02 luglio 2021, risultato scaduto in data 10 dicembre 2024. Il Comune di Foggia, che aveva già avviato attraverso le proprie strutture tecniche attività di verifica e manutenzione degli impianti del teatro Giordano, stanziando risorse e iniziando gli interventi necessari, ha prontamente risposto ai vigili del fuoco con nota del successivo 15 ottobre, comunicando di aver già trasmesso le SCIA con le documentazioni di rinnovo di conformità antincendio per due delle tre tipologie di certificati presenti nel teatro – rispettivamente quelle relative agli impianti di produzione calore e ai gruppi elettrogeni – e informando che per la restante SCIA (conformità antincendio) erano in corso attività manutentive che necessitavano di tempi di completamento stimati in circa 60 giorni. In considerazione dell’imminente avvio della stagione teatrale, l’amministrazione ha quindi proposto, per il tramite della Prefettura alla CPVLPS, l’esame e accoglimento di misure temporanee di mitigazione del rischio, atte ad assicurare la funzionalità del teatro in condizioni di sicurezza nelle more del completamento delle manutenzioni in corso. Tali interventi, infatti, sono risultati più complessi e lunghi nell’esecuzione, a causa di carenze manutentive pregresse riscontrate nelle attività poste in essere in precedenza, segnatamente riconducibili alle gestioni degli anni passati”, aggiunse l’amministrazione Episcopo. “La CPVLP stessa ha accolto favorevolmente la richiesta comunale di adozione delle misure compensative, autorizzando nel contempo una riduzione temporanea della capienza del teatro Umberto Giordano da 497 a 323 posti, con esclusione della fruizione del terzo ordine dei palchi e del loggione, salvaguardando interamente la platea e il 1^ e 2^ ordine di palchi, per il tempo strettamente occorrente al completamento degli interventi manutentivi, previsti entro il termine massimo di 60 giorni”. Ma, come riportato su queste colonne, gli stessi organizzatori degli spettacoli erano estremamente scettici rispetto alla risoluzione della vicenda in 60 giorni, temendo, invece, che si sarebbe dovuto attendere il 2026. Cosa che in effetti è accaduta, una situazione incresciosa di cui nell’ente si incolpa dietro le quinte l’assessore decariano Galasso. Da ultimo, c’è parecchio malumore tra quanti avrebbero voluto assistere al primo concerto del 2026 dell’iconico Giordano in Jazz, che venerdì alle ore 21.00 porterà sul palco del teatro Richard Bona, un’esclusiva per il Centro-Sud visto che la sola altra data italiana è Verona. Considerato uno dei più grandi e originali bassisti al mondo, polistrumentista, cantante e compositore, vincitore di numerosi premi tra cui un Grammy Award, Bona continua a rappresentare le sue origini africane. I biglietti sono andati via in pochi giorni, con grande scorno di chi è rimasto senza. “Il Giordano è ancora a capienza ridotta?”, è stata la domanda sconsolata e delusa di diversi cittadini, cui nessuno sui social si è degnato di rispondere con un sì. Il concerto costa al Comune 13mila euro (oltre Iva, oltre i costi delle schede tecniche e della comunicazione), biglietti a 25 euro. La giunta comunale ha nei giorni scorsi approvato l’organizzazione della rassegna Giordano in jazz 2026 da svolgersi come “summer edition” tra giugno e luglio e come “winter edition” a novembre e dicembre, con questa finestra di anteprima del 6 febbraio. La formula sarà sempre quella della collaborazione tra Comune, agenzia regionale Puglia Culture e associazione Moody Jazz Cafè, con organizzazione affidata al dirigente finanziario Carlo Dicesare fondatore della rassegna e suo artefice dal 2015.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).