PUG fermo e intesa su zona stazione saltata, Galasso sott’accusa. Quarato: “Il treno sta per deragliare”

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Nel momento in cui, a oltre due anni dall’insediamento al Comune di Foggia, la giunta Episcopo è più nell’occhio del ciclone e nel mirino delle critiche dello stesso campo largo di governo, il super assessore ad urbanistica e lavori pubblici Giuseppe Galasso, che doveva rappresentare il fuoriclasse di un esecutivo di neofiti, si ritrova anch’egli oggetto delle polemiche, nonostante sia qui la persona più vicina al neo governatore pugliese Antonio Decaro. Da un lato le critiche che ormai giungono da più parti della maggioranza e dell’opposizione (M5S, Pd, centrodestra, Noi Moderati) sull’iter fermo rispetto al Piano urbanistico generale. Dall’altro il naufragio della grande operazione sulla zona della stazione, con l’ASL del dg Nigri che si è sfilata rispetto alla bozza di protocollo d’intesa (RFI, FS Sistemi urbani, Comune di Foggia, Regione, ASL FG) del 2024 mai portata avanti e ratificata, mentre l’Università sta procedendo all’acquisto dell’ex cinema Ariston da FS Sistemi urbani. Nessuna risposta dall’assessore a l’Attacco al riguardo. Le attese riposte su Galasso paiono aver deluso in tanti nella coalizione della sindaca Marida Episcopo, compresi i dem foggiani, cui del resto l’ingegnere Anas non appartiene essendo riferimento diretto di Decaro. “Le linee guida del nuovo PUG sono rimaste sostanzialmente lettera morta”, ha tuonato il gruppo consiliare Pd. “E non si capisce perché. Il PUG non è un esercizio teorico. È lo strumento che decide se e come si rigenera la città, se si interviene sul costruito invece di consumare suolo, se si attraggono risorse private accanto a quelle pubbliche. Tenerlo fermo significa tenere ferma l’ambizione della città. Lo stesso vale per l’area stazione-quartiere ferrovia. Da mesi se ne parla come di un nodo strategico, ma il lavoro politico e sociale non decolla, soprattutto per un rapporto sbilanciato e troppo remissivo nei confronti di Ferrovie dello Stato. Foggia non può limitarsi ad aspettare. È una città capoluogo e deve esercitare un ruolo politico forte: sul nodo ferroviario, sui collegamenti con il Villaggio Artigiani, sui rioni Diaz e Martucci, sul rapporto con il Parco Campi Diomedei e l’Università. La riqualificazione di Corso Vittorio Emanuele, via Oberdan e piazza Cesare Battisti è un altro banco di prova decisivo. Sul Salice, invece, il silenzio è totale”. L’Attacco ha intervistato l’ingegnere ed ex candidato sindaco M5S Giovanni Quarato, presidente della commissione ambiente e territorio.

Come commenta le polemiche relative al flop dell’intesa sulla zona stazione?
Non avendo una visione complessiva della città ovviamente le proposte materiale di diverse parti vengono affrontate come singoli elementi e non hanno una collocazione all'interno di una pianificazione più generale, decadendo di fronte agli interessi legittimi dei singoli. Come M5S non ci aveva mai convinto l'operazione con RFI, pur avendo contenuti interessanti. Ci è parso spostare progetti senza un'idea generale di ciò che come Comune volevamo fare di quell’area. Mi pareva che il Comune facesse più che altro un'opera di mediazione tra gli altri soggetti e questo l'ho sempre detto. Non potevamo semplicemente mettere d'accordo RFI, Regione e ASL per uno scambio di terreni, parlando genericamente di rigenerazione. In quella bozza di intesa c’era di tutto un po', per me come Comune dovevamo e dobbiamo essere per me più forti e decisi nel raggiungimento dei nostri obiettivi: definire il secondo fronte di stazione prevedendo anche un sottopasso pedonale e l'attraversamento veicolare da una parte all'altra della stazione; prevedere un hub di scambio, ovvero un altro Nodo intermodale; coniugare anche urbanisticamente due pezzi della città. Quello sarebbe stato un discorso da mettere centralmente nel discorso con RFI.

Cosa è mancato da parte dell’amministrazione comunale?
Una volontà forte da parte nostra sicuramente non c’è mai stata. Detto questo, è evidente che il ragionamento si è insabbiato. Pensavamo che se ne stesse occupando qualcuno e invece no. Anche sull'ex Ariston c'erano molti dubbi da parte nostra: se FS ci voleva dare un immobile, e non a titolo gratuito come invece fatto dal Comune con l'ex Distretto militare in favore di Adisu, quanto meno come Comune dovevamo già sapere cosa farne. Come commissione avevamo consigliato di realizzare nell'ex Ariston uno studentato, in alternativa all'ex Distretto che forse meritava altre destinazioni essendo un edificio di pregio e con una valenza storico-architettonica piuttosto importante, senza dimenticare le indagini in corso sull’antico convento francescano. La residenza universitaria non era per me la destinazione ideale per quel luogo, forse sarebbe stato meglio renderlo soltanto sito museale. Per me, anche logisticamente, lo studentato nell’ex Ariston sarebbe stata una soluzione migliore anche per chi arriva da fuori città.

Quale è stata la risposta alle vostre perplessità?
La motivazione addotta è che bisognava approvare la convenzione con Adisu per non perdere i finanziamenti. Come M5S abbiamo palesato molti dubbi ma come al solito non siamo stati molto considerati. Ci sono cose che tuttora non ci convincono: Adisu realizza un guadagno, mentre noi concediamo gratuitamente l'immobile.

In che modo?
Quando nell'ex Distretto entrerà in regime la residenza universitaria, Adisu guadagnerà circa 100mila euro. Sono conti fatti dalla stessa Adisu e messi per iscritto. Detto questo, noi come Comune non possiamo essere condizionati dalle sollecitazioni esterne.

Perché il Comune non si è mosso rapidamente sull’ex cinema Ariston?
C'è stata evidentemente una mancanza di interesse, oltre che di sollecitazione dall'esterno. Se Unifg acquisisce ora l’Ariston è sicuramente una buona notizia per la città perché andrà a riattivare quell'edificio con finalità di attrazione per i giovani. Senza dimenticare che nella zona è nato anche lo Slow Park, che pure dovrebbe rappresentare una attrattiva per i giovani. L’Ariston era comunque marginale in quella intesa più generale con RFI e gli altri soggetti, in cui si trattava di trasformare terreni non edilizi in terreni a destinazione edilizia.

Pensa che dopo il dietrofront dell’ASL quel progetto possa ancora andare avanti?
Era prevista una permuta di terreni tra via Protano e la zona dismessa da FS, dove ci sono una porzione dell'ASL e una porzione della Regione. L'accordo doveva essere fatto a tre e il ragionamento era che ASL potesse avere un terreno della stessa potenzialità edificatoria del terreno di via Protano. Non so cosa sia mancato dal 2024 ad oggi. Noi, come M5S, sicuramente non abbiamo sollecitato la definizione di questo accordo visti i nostri molteplici dubbi.

Ora anche il Pd si lamenta rispetto all’iter fermo del PUG col proprio assessore Galasso.
Noi M5S fummo i primi e i più determinati su tale fronte. Mi fa piacere che ora ne parlino anche il Pd e la minoranza. Dopo due anni tutti dicono di volerlo ma gli unici ad aver fatto qualcosa di concreto siamo stati noi che abbiamo sollecitato il Pd a fare le linee di indirizzo, a realizzare l’Urban Center che poteva essere di stimolo rispetto al PUG. Lo abbiamo fatto senza trovare la spinta da parte del resto della maggioranza, anzi riscontrando molta indifferenza e anche qualche ostacolo. Se l’assessore non concretizza è un tema. Peraltro, di recente abbiamo avuto pure due-tre incontri col professor Francesco Karrer, progettista del PUG. Bisogna fare atti concreti. Perché non si va avanti? Il consiglio per me deve rivedere, ratificare o emendare le linee di indirizzo fatte dalla giunta. Karrer ha individuato i contesti di trasformazione e gli elementi per stabilire il fabbisogno abitativo. Non mi è parso ci sia la voglia di voglia di chiudere velocemente rispetto al PUG, negli incontri recenti con Karrer il Comune ha parlato di discorsi più generali come l’infrastruttura dell'Orbitale. Nella visione di Karrer ci sono la volontà di ricucitura della città e la volontà di dare risposte alla situazione dell'housing sociale rimasta appesa, integrandola nel PUG.

Galasso che intende fare? Lo si è capito?
Mi è sembrato di capire che non se ne voglia andare da Foggia, né che voglia arrivare al risultato del PUG prima della fine della consiliatura. Un traguardo per me ancora possibile, se non si perde altro tempo, almeno rispetto all'adozione del PUG. L’approvazione è una cosa più complessa.

Stando a quanto si intuisce nemmeno nel Pd stanno difendendo il super assessore.
Non mi sembra che susciti molte simpatie, almeno tra i consiglieri comunali del Pd. C'è da capire se questa sia condizionato da movimenti interni. Di sicuro non mi è parso un facilitatore, che è quello che ci si aspetta da tutti gli assessori. Venerdì non siamo andati in aula per un motivo molto chiaro e mi fatto molto piacere che il campo largo sia stato quasi totalmente assente. Vogliamo arrivare a determinati risultati politici e se ciò non avviene bisogna segnalarlo. Lo abbiamo fatto in più occasioni per il bene della città e anche della coalizione.

E la sindaca difende Galasso? E’ per il legame con Decaro?
Difende a prescindere tutti i propri assessori, non so se c’entri il fatto che sia legato a Decaro o meno. Il senso è che o li ha voluti oppure le hanno detto che se li doveva far piacere, quindi intende mantenerli. Sia chiaro: a me sta bene chiunque, basta che faccia il PUG e realizzi i risultati promessi. Dopo due anni non credo che le cose siano state fatte secondo le linee di indirizzo della coalizione, presentate in campagna elettorale e ribadite nelle linee programmatiche in aula. In più, io dissi sin da subito che la doppia delega urbanistica-lavori pubblici in capo ad una sola persona era sbagliata perché c'era un carico eccessivo di lavoro, difficile da gestire.

Si dice che la coalizione stia preparando una convocazione formale della riunione di verifica di maggioranza, come chiesto da Episcopo. Cosa accadrà?
Questa idea della convocazione formale mi fa rilascia perplesso, dopo quanto è avvenuto venerdì in aula non se ne vede la necessità. Era chiaro già prima come stavano le cose. Non è bello quello che è successo ma è positivo per il campo largo. Ci siamo assentati perché vogliamo qualcosa di meglio per la città. Se la sfida è tra sindaca/giunta e consiglio non vedo niente di buono. C’è da insistere sulla pretesa di essere ascoltati, credo sia il minimo sindacale essere ascoltati dalla propria sindaca e giunta. Lo stiamo chiedendo da lungo tempo. Venerdì scorso abbiamo alzato ulteriormente i toni e penso che il messaggio sia stato chiaro. Se uno continua a tirare dritto il treno prima o poi deraglia e mi sembra che quanto è successo venerdì sia stato una avvisaglia di deragliamento. Non abbiamo più tempo da perdere.

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