Una delle molteplici promesse fatte dalla sindaca di Foggia Marida Episcopo ai principali partiti della propria maggioranza – e finora non mantenute - ha riguardato lo spacchettamento delle deleghe del super assessore decariano Giuseppe Galasso, che dall’insediamento di fine 2023 si occupa sia dei lavori pubblici che di urbanistica. Episcopo ha assicurato, in primis a Pd e M5S, che avrebbe affidato l’urbanistica ad altro assessore, un nuovo tecnico in quota dem. Del resto che non è una novità che Galasso sia inviso allo stesso partito dell’assessore regionale Raffaele Piemontese e del proprio mentore e amico Antonio Decaro. In tanti spingono da tempo affinchè sia “sgravato” rispetto alle esorbitanti incombenze attuali, che hanno portato come risultato ad una delusione collettiva per l’operato di colui che avrebbe dovuto invece brillare all’interno di una giunta di inesperti alla prima esperienza amministrativa. Il principale motivo di insoddisfazione e amarezza va sotto il nome di PUG, quel Piano urbanistico generale il cui iter ormai i più ritengono – nella stessa coalizione di governo cittadino – che Galasso non sia intenzionato a completare prima della fine della consiliatura, nel 2028. Sebbene il professor Francesco Karrer, progettista incaricato in anni lontani, si sia rivisto a Foggia pochi mesi fa, la situazione appare così bloccata da provocare non solo continui mugugni in maggioranza contro Galasso – a partire dal presidente della commissione ambiente e territorio, il pentastellato Giovanni Quarato - ma anche ripetute sollecitazioni e tirate d’orecchi da parte delle organizzazioni di categoria, come quella dei costruttori edili di ANCE. E connessa al PUG c’è la vicenda dell’housing sociale, partita ormai 18 anni fa.
Dopo che un anno fa, ad aprile 2025, il consiglio comunale bocciò la proposta di delibera di Galasso che avrebbe messo una pietra tombale sul vetusto e superato programma di housing sociale, a giugno scorso la sindaca Episcopo comunicò al TAR di aver avviato una interlocuzione con tutte le 27 imprese interessate al programma, chiedendo, in ragione del lungo lasso di tempo trascorso, il permanere dell’interesse manifestato con la partecipazione al bando del novembre 2008. Ma quale sia stata la risposta ricevuta dalle imprese non è stato finora mai detto. La commissione ambiente e territorio ha convocato il dirigente Tullio Daniele Mendolicchio per capirne di più e avere i dettagli di tale interlocuzione.
Intanto prosegue la battaglia giudiziaria delle imprese più battagliere, come Immobiliare Ripam srl, che però ha ricevuto una sentenza sfavorevole da parte del TAR Puglia, pubblicata lo scorso 30 marzo. L’impresa nel 2023 aveva fatto ricorso, tramite l’avvocato Vincenzo Rocco, contro il Comune di Foggia, chiedendo l’annullamento del silenzio mantenuto dall’ente municipale sull'istanza del 2022 volta al completamento della procedura amministrativa di housing sociale, nonché per l’accertamento dell’obbligo di provvedere in relazione alla medesima istanza, mediante l’adozione di un provvedimento espresso. Il TAR ha dato ragione al Comune, accogliendo la versione fornita dalla sindaca, che ha parlato di procedimento riattivato a seguito della delibera di consiglio comunale dello scorso anno.
La srl aveva partecipato alla selezione pubblica indetta dal Comune per la realizzazione di un programma di iniziativa pubblica per l’emergenza abitativa, all’esito della quale si sarebbero utilmente collocati in graduatoria. Con verbale della conferenza di servizi Regione Puglia – Comune di Foggia del 29.11.2013, fu definito con esito positivo il programma di housing sociale oggetto dell’avviso pubblico, al fine di acquisire al patrimonio comunale 372 alloggi sociali costruiti e ceduti gratuitamente a favore del Comune capoluogo, oltre ad altre aree libere cedute gratuitamente a favore del medesimo ente locale sulle quali potrebbero essere costruiti ulteriori 342 alloggi sociali mediante finanziamenti pubblici derivanti da bandi statali e/o regionali. Nel 2015 con delibera del consiglio comunale fu confermata la dichiarazione di interesse pubblico e emessa l’autorizzazione al sindaco alla sottoscrizione dell’accordo di programma.
A fronte della successiva inerzia da parte dell’amministrazione comunale, con atto di diffida Immobiliare Ripam intimò quattro anni fa all’ente di adottare gli atti di competenza al fine di concludere il procedimento. Il TAR dichiarò l’obbligo del Comune di Foggia di concludere il procedimento, e gli ordinò di deliberare, in ordine all’istanza della srl, entro 60 giorni, nominando in caso di ulteriore inerzia il commissario ad acta. Tale decisione del TAR, impugnata da Palazzo di città, fu poi confermata dal Consiglio di Stato a maggio 2024. Ma la situazione di impasse rispetto all’esecuzione della sentenza non si sbloccò nemmeno con l’insediamento della commissaria ad acta nominata dal prefetto, Giulia Lacasella. Seguirono nel 2024 varie proroghe in favore di Lacasella, invano contestate dalla srl, che chiese al Tribunale di assumere tutti i provvedimenti necessari ed opportuni per ottenere l’ottemperanza della sentenza, compresa la sostituzione della commissaria ad acta. A gennaio scorso, il Comune si è difeso parlando della avvenuta interruzione dell’inerzia con l’adozione di un provvedimento espresso quale la delibera di consiglio del 15 aprile 2025, con cui l’amministrazione ha riavviato il procedimento (negando il superamento del programma e l’incapacità di soddisfacimento dell’interesse pubblico, per converso confermando l’esistenza di un interesse pubblico ancora attuale e concreto all’attuazione del programma). Quanto alla consultazione delle 27 imprese, l’ente ha fatto sapere che “all’esito dei riscontri si assumeranno le decisioni del caso, provvedendo ad informare la Regione Puglia circa le fasi successive da intraprendere per traguardare la conclusione del procedimento nel minor tempo strettamente necessario”. Ebbene, il TAR con la recente sentenza ha respinto l’istanza di sostituzione di Lacasella e riconosciuto la “sopravvenuta cessazione dell’inerzia del Comune di Foggia”.
“Abbiamo convocato il dirigente Mendolicchio per conoscere lo stato dell'arte”, afferma a l’Attacco il consigliere Quarato. “Delle 27 imprese una non esiste più, un altro paio non ha risposto nulla o ha risposto negativamente, mentre la stragrande maggioranza ha confermato l'interesse all’attuazione del programma di social housing. E’ però un interesse in forma generica, aspettando gli ulteriori passaggi amministrativi che il Comune deve fare. Nel frattempo sono intervenuti i vincoli relativi al rischio idrogeologico e altre situazioni, come la parte aeroportuale che interessa alcuni ambiti progettuali. Insomma, oggi il programma di social housing andrebbe in ogni caso rivisto con una rimodulazione, per poi tornare in Regione per l'approvazione e la firma dell'accordo di programma. Io spero che si intraprenda la strada dell'adozione del PUG, molto più opportuna. Il PUG potrebbe interessare buona parte delle aree dell'housing sociale, con parametri e finalità differenti, magari creando premialità che possano consentire la rigenerazione di quartieri più degradati”, continua il presidente della commissione ambiente e territorio.
“Le imprese non dovrebbero poter rivendicare alcun diritto edificatorio, che si potrebbe invece concretizzare col PUG. Sostengo infatti da lungo tempo che bisogna tenere il social housing dentro il PUG e che è necessario fare un ragionamento di buon senso per uno sviluppo sano della città. Del resto le condizioni di quel bando oggi non rendono più remunerativa l'operazione per le imprese: ci ritroveremmo con terreni edificabili da di fatto non edificati perché non ci sono le condizioni per farlo, esattamente come è accaduto con gli ex Pruust. La parte onerosa è diventata, cioè, esorbitante rispetto alle potenzialità del mercato immobiliare foggiano e l'imprenditore che non trova conveniente costruire non costruisce”. Una risposta però bisogna darla per chiudere l’iter del social housing. “Sono stato facile profeta nel dire che non è una risposta semplice da dare e nel ribadire che conviene di più puntare sul PUG, perché probabilmente si può arrivare prima a concludere il PUG che a chiudere la vicenda dell'housing sociale. La Regione, peraltro, chiedeva un idoneo atto di consiglio per confermare l'interesse pubblico, mentre noi ci siamo limitati a respingere la proposta di delibera. Non abbiamo ancora capito come dirigente e assessore vogliano chiudere la questione dell'housing sociale. Al momento dell'approvazione del PUG ci saranno le osservazioni anche delle imprese con interessi, in quella fase si può trovare una soluzione giusta per la città e per le imprese. L’interesse pubblico dell’housing sociale, per me, è fortemente decaduto oggi, o meglio può essere più efficacemente assicurato da un altro tipo di intervento, che potrebbe essere più conveniente pure per le imprese”.
Dopo le forti critiche a Galasso per lo stallo sul PUG cosa è cambiato? “Ci sono stati diversi incontri col professor Karrer, l'ultimo dei quali a gennaio, e qualcosa si è mosso. Ma siamo sempre un po' pachidermici, né ci è stato garantito che l’iter del PUG sarà ultimato entro la fine del mandato. Non si vede neanche un reale cronoprogramma e siamo ad aprile, ormai. In mezzo c’è stata la crisi di maggioranza e uno degli elementi che l'ha scatenata è stata proprio rappresentata dal discorso urbanistico. La difficoltà di seguire due ambiti così estesi ha spinto la maggioranza a chiedere lo spacchettamento delle deleghe dell'assessore Galasso, la rassicurazione della sindaca risale ormai a quasi un mese fa. Da allora quella promessa si è persa per strada. Le crisi non si gestiscono con tempi geologici ma nel più breve tempo possibile, perché non si deve arrivare al logoramento né ad azioni non belle da vedere”, conclude il contiano.
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