I ritardi nell’erogazione dei sostegni economici alle famiglie fragili tornano al centro del dibattito cittadino e finiscono per intrecciarsi con la delicata fase di verifica politica che attraversa Palazzo di Città. Negli ultimi mesi diverse realtà associative del territorio – in particolare impegnate nella tutela delle persone con disabilità e delle loro famiglie, ma non solo – hanno segnalato numerose difficoltà e slittamenti nei pagamenti dei contributi destinati al sostegno familiare e nell’attuazione di svariate progettualità afferenti all’ambito del sociale. Un malcontento che, secondo quanto riferito da alcuni operatori del terzo settore, non sarebbe circoscritto a singoli episodi ma risulterebbe piuttosto diffuso, alimentato da criticità che riguardano più ambiti dell’intervento sociale cittadino e che nel tempo sono state segnalate più volte agli uffici comunali. Tra le segnalazioni arrivate in questi giorni c’è anche quella di una rete associativa impegnata sul fronte della disabilità, che ha denunciato ritardi reiterati nell’erogazione dei contributi e difficoltà di interlocuzione con gli uffici comunali. Una voce che si aggiunge a un quadro più ampio in cui diverse realtà del sociale parlano di tempi dilatati nelle procedure, comunicazione non sempre fluida e difficoltà ad ottenere riscontri puntuali, soprattutto su pratiche che incidono direttamente sulla quotidianità delle famiglie. Il nodo principale riguarda i tempi delle erogazioni. In più casi, spiegano fonti associative, per ogni bimestre di sostegno previsto si registrano ulteriori settimane di attesa prima che i beneficiari possano effettivamente ricevere le somme. Un meccanismo che rischia di mettere in difficoltà famiglie che proprio su quei contributi basano la gestione quotidiana di spese legate all’assistenza, alla cura o alla semplice organizzazione della vita domestica. Alcune associazioni riferiscono di aver più volte provato a segnalare la situazione agli uffici competenti, senza però riuscire sempre ad attivare un confronto stabile e continuativo. Le segnalazioni hanno inevitabilmente riportato l’attenzione sull’organizzazione dei Servizi sociali del Comune di Foggia, uno dei settori più sensibili della macchina amministrativa. A guidare l’assessorato è la pentastellata Simona Mendolicchio, mentre la struttura tecnica è diretta dalla dirigente Sara Croce, responsabile dell’area che coordina welfare e servizi alla persona. Ed è proprio nel rapporto tra indirizzo politico e gestione amministrativa che da tempo si concentrano le tensioni più evidenti. Le difficoltà nei rapporti tra l’assessorato e la struttura dirigenziale non sono infatti una novità delle ultime settimane ma rappresentano un elemento noto nel dibattito politico cittadino. Da tempo, infatti, la gestione del settore è stata oggetto di discussione nella maggioranza proprio per le difficoltà operative registrate nell’attuazione di alcune misure e nei rapporti con il territorio. Secondo quanto emerso in più occasioni, l’assessorato guidato da Mendolicchio ha più volte sollecitato una maggiore rapidità nell’attuazione degli interventi e una maggiore apertura nei confronti delle associazioni e degli operatori del sociale. Sul versante opposto, la dirigenza ha continuato a muoversi secondo un’impostazione più strettamente legata ai tempi e ai passaggi delle procedure amministrative. Una differenza di approccio che nel tempo ha finito per generare attriti e incomprensioni e che, secondo diversi osservatori della politica cittadina, ha contribuito ad alimentare alcune delle criticità segnalate dal mondo associativo. Questo scarto tra indirizzo politico e gestione amministrativa è oggi uno dei nodi più discussi nella maggioranza che sostiene la Sindaca Maria Aida Episcopo.
Il Movimento 5 Stelle, forza politica di riferimento dell’assessora Mendolicchio, negli ultimi mesi ha posto con crescente insistenza il tema dell’efficienza della macchina amministrativa nel settore del welfare, sottolineando come proprio i Servizi sociali rappresentino uno degli ambiti in cui l’amministrazione è chiamata a garantire risposte rapide e concrete ai cittadini.
Nel corso della verifica politica avviata nelle scorse settimane, tra le ipotesi circolate negli ambienti della maggioranza vi è stata anche quella di una rotazione di alcune posizioni dirigenziali, tra cui proprio quella dell’area Servizi sociali. Una proposta che, secondo diverse fonti politiche, era stata considerata come uno dei possibili punti di equilibrio nel confronto tra le diverse componenti della coalizione: mantenere la stabilità della giunta intervenendo però sull’organizzazione della tecnostruttura per rafforzare il coordinamento tra indirizzo politico e macchina amministrativa. Nelle ultime ore, tuttavia, questo scenario sembra essersi complicato.
Secondo quanto trapela da ambienti della maggioranza, la Sindaca Episcopo avrebbe deciso di difendere la permanenza dell’attuale assetto dirigenziale, richiamando anche le valutazioni positive ottenute dalla dirigente Croce sul piano degli obiettivi professionali e degli indicatori di performance. Una posizione che, dal punto di vista amministrativo, si fonda su elementi formali difficilmente contestabili, ma che sul piano politico non sembra aver chiuso il confronto. È proprio in questo passaggio che le criticità segnalate dal mondo delle associazioni assumono un peso specifico diverso.
I ritardi nei sostegni economici, le difficoltà nei rapporti con gli uffici e la percezione di una macchina amministrativa poco reattiva vengono infatti letti da una parte della maggioranza come segnali che rafforzano la necessità di una riflessione sull’organizzazione del settore. Una lettura che il Movimento 5 Stelle(e non solo) ha portato con forza al tavolo della verifica, ribadendo come il welfare non possa permettersi rallentamenti o rigidità burocratiche quando si tratta di interventi destinati alle fasce più fragili della popolazione.
La posizione della Sindaca, però, resta al momento orientata alla continuità dell’attuale assetto. Una scelta che inevitabilmente riporta al centro il rapporto tra assessorato e dirigenza dei Servizi sociali e che rischia di trasformare questo nodo in uno dei punti più sensibili del confronto politico in corso. Sul piano formale nessuno mette in discussione la professionalità della dirigente né il lavoro degli uffici. Tuttavia, tra operatori e associazioni cresce la richiesta di una maggiore capacità di ascolto e di una gestione più fluida delle procedure, soprattutto in un settore dove ogni ritardo ha un impatto diretto sulla vita delle persone.
Ed è proprio questo scarto tra valutazioni tecniche e percezione sul territorio che oggi alimenta il dibattito politico e amministrativo attorno ai Servizi sociali del Comune. La partita, dunque, non riguarda soltanto gli equilibri interni alla maggioranza, ma chiama in causa il funzionamento complessivo del sistema del welfare cittadino. Perché, al di là delle dinamiche politiche, la questione resta quella sollevata con sempre maggiore insistenza dal mondo associativo: garantire tempi certi, interlocuzione efficace e risposte adeguate a chi vive condizioni di maggiore fragilità. Un terreno su cui si misura, in ultima analisi, la capacità dell’amministrazione di tradurre l’indirizzo politico in azione concreta.
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