A chi osserva da fuori le vicende politiche e amministrative del Comune di Lucera potrà sembrare paradossale che negli ultimi 6-7 anni il settore in assoluto più “chiacchierato” sia stato quello della cultura e degli spettacoli.
Non i lavori pubblici, l’urbanistica, gli appalti, gli incarichi, non gli ambienti, insomma, dove fisiologicamente girano più soldi e quindi maggiori interessi economici. Nel contesto della stagione di “Piazza Pulita”, cioè i sei anni dell’Amministrazione di Antonio Tutolo dal 2014 al 2020, questa circostanza potrebbe essere considerata una sorta di complimento sulla trasparenza e imparzialità dell’azione di governo, e c’è chi è convinto che questa sia una certificazione effettivamente positiva, possibilmente da acquisire anche per l’attuale mandato di Giuseppe Pitta.
Sarà così? Ci sono fatti, manovre e decisioni che lasciano più di qualche dubbio.
Per rimanere a qualche giorno fa, sono tutti pronti a minimizzare e a smentire qualsiasi malignità su un retroscena che l’Attacco è in grado di rivelare: il 13 dicembre scorso è arrivata sul tavolo della Giunta una proposta di delibera (la 229) per l’allestimento di una stagione teatrale, di quelle promosse direttamente dall’ente in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese di cui è socio. Era tutto pronto: i due pareri tecnici, l’impegno di spesa e il calendario di cinque appuntamenti che prevedevano, tra gli altri, le performance di artisti come Tullio Solenghi, Massimo Lopez, Carlo Buccirosso ed Enzo Decaro. Insomma, un cartellone di rilievo che però è tornato indietro senza approvazione.
“Eravamo nel periodo di grande ascesa dei contagi Covid – ha ricordato il Sindaco – per cui non ce la siamo sentita di varare l’iniziativa, sarebbe stato anche un gesto di scarsa sensibilità verso chi aveva ben altri problemi”.
A ogni modo, chissà quanto casualmente si trattava di una proposta confezionata con la consulenza di Germano Benincaso, uno dei punti di riferimento del territorio nel settore, con una vasta e lunga esperienza come autore, attore e produttore di opere, e sempre molto attivo quando si tratta di dover gestire e stabilire le rappresentazioni. Ai tempi dell’Amministrazione di Pasquale Dotoli, per esempio, è stato per un periodo assessore al ramo, e nel 2011 è uscito dall’esecutivo, rimanendo nello “Staff del Sindaco” proprio per la programmazione di spettacoli, eventi e manifestazioni. Insomma, plenipotenziario sul tema.
Poi con l’arrivo di Tutolo a Palazzo Mozzagrugno qualcosa deve essere cambiato, si sono formati altri cerchi e tutt’altro che magici, anzi molto concreti e serrati. Non subito, però, perché la vera svolta c’è stata all’inizio del 2017 quando la delega di Giunta è stata affidata a Carolina Favilla che ha avocato tutto a sé, decidendo e disponendo ogni cosa secondo i suoi gusti personali, per sua stessa recente ammissione. Sono stati gli anni in cui Lucera è diventata famosa nel panorama provinciale del settore come il Comune dove “lavorano sempre gli stessi”. Tutto nel perimetro della legalità, sia chiaro, ma questa nomea ha lasciato più di qualche strascico, anche strettamente politico all’interno della maggioranza, a cui pero Tutolo ha sempre dato scarsa importanza, tanto più quando è letteralmente comparso sulla scena Fabrizio Gifuni che ha la casa di famiglia a pochi metri proprio dal Teatro Garibaldi.
Nel giro di qualche settimana, l’attore è entrato a far parte della specie maggiormente protetta a Lucera, quella dei volontari. Quando in città uno lavora gratis, gli è permesso tutto. E in effetti Gifuni ha cominciato a essere, senza percepire compenso ma dichiarando il proprio omaggio al luogo di origine della sua famiglia, l’animatore di una iniziativa che ha preso piede, vita e strade anche diverse da quelle degli inizi, divenendo il direttore artistico di “Primavera al Garibaldi”, una kermesse allestita per tre edizioni nel gioiellino ottocentesco e negli ultimi due anni, quelli della pandemia, di respiro regionale nell’anfiteatro romano. Questo percorso ha certamente consolidato il suo rapporto di collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese e la conferma arriva direttamente dal suo presidente Giuseppe D’Urso, il quale ha definito l’attore “persona di grandissimo talento e di grande disponibilità umana”.
Ha comunque lasciato intendere che anche per il 2022 ci sono ottime intenzioni per Lucera, sia nel periodo estivo ma anche per, manco a dirlo, quello primaverile, magari riprendendo quel discorso “al chiuso” interrotto nel 2019 e iniziato due anni prima, periodo nel quale Gifuni aveva pieni poteri su tutto, perfino decidere quali soggetti avrebbero dovuto svolgere (a pagamento) prestazioni di vario service, mentre lui stesso ha tenuto per sé la chiave del primo camerino del teatro, quello più vicino al palcoscenico, a totale disposizione personale, anche quando non si è esibito personalmente.
Quello di Lucera, però, è un Comune in dissesto finanziario, non ha risorse adeguate per potersi permettere due stagioni di alto livello, ed è chiaro che vanno fatte delle scelte.
Lo spiega meglio a l’Attacco lo stesso Pitta: “Fabrizio Gifuni è un patrimonio della nostra città che va salvaguardato. Se dobbiamo dare una priorità, questa va certamente alla stagione teatrale che lui organizza”.
C’era una volta il Covid, con tanti saluti a Germano Benincaso, Premio Gifuni (nonno) 2008.
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