Oggi è un giorno importante per il percorso di preparazione della candidatura di Lucera a Capitale Italiana della Cultura 2026. Dopo due sessioni di giovedì, celebrate ieri e otto giorni fa e dedicate allo spazio pubblico per la presentazione di idee e contributi, si sta tenendo un grande tavolo di co-progettazione aperto a tutti, durante il quale sarà possibile confrontarsi e analizzare le iniziative proposte, con il supporto di esperti e facilitatori, suddivisi nei già annunciati quattro obiettivi: valorizzazione beni e attività culturali, sostenibilità ed energie rinnovabili, welfare culturale (inclusione e coesione), innovazione digitale.
Le attività quindi, sono entrate nel vivo, in vista dello stop fissato per il prossimo 10 settembre, quando poi inizierà la fase materiale della scrittura del dossier da presentare al ministero entro il 27 prossimo, a cura di Pasquale Gatta e Marco Valle, incaricati dall’Amministrazione Pitta con lo stanziamento di poco meno di 40 mila euro assegnati alla Fondazione Links di Torino che avrà la supervisione generale e la responsabilità materiale dell’iniziativa.
“Vogliamo innescare un grande processo virtuoso – sta ripetendo Gatta da settimane - per guardare tutti nella stessa direzione e al futuro, pensando che una delle leve di sviluppo possa essere la cultura. Questa è già una grande vittoria di tutta la comunità che, a prescindere da come finisca questa competizione, avrà a disposizione un piano strategico già pronto e attuabile, bisognoso solo delle adeguate risorse. Questa che stiamo attraversando è la fase dell’ascolto, del dialogo e del confronto, perché abbiamo bisogno di tutti. Siamo tutti pezzi singoli che funzionano solo se si mettono insieme”, ha aggiunto, dopo che l’anno scorso egli stesso si è cimentato con evidente soddisfazione nella partecipazione del suo Comune di appartenenza, Monte Sant’Angelo, arrivando nella finale a dieci da cui poi è uscita vincitrice Agrigento. L’immagine scelta per la prima fase è quella dei mosaici di San Giusto, ospitati all’interno della biblioteca comunale dove si stanno tenendo i vari appuntamenti. “Abbiamo scelto di raffigurarli in bianco e nero – ha spiegato - perché siamo chiamati, insieme, a ‘colorare’ questo territorio”.
Al processo di formazione della candidatura sono state chiamate anche tutte le scuole cittadine, invitate a proporre e sollecitare, mentre nel primo giovedì è stato dato spazio agli interventi di carattere tecnico e istituzionale. Giuseppe D’Urso, ex presidente del Teatro Pubblico Pugliese, ha sottolineato la necessità di individuare i reali bisogni del territorio, di mettere a sistema le risorse e valorizzare le buone pratiche. “Abbiamo un grande capitale umano fatto di talenti e professionisti, esponenti del mondo della cultura e della formazione – ha detto - e va valorizzato perché è in grado di dare un grande contributo nella programmazione”.
Ad evidenziare la necessità di attrarre i giovani motivandoli a tornare dopo le esperienze di studio e lavoro fuori, è stato Giovanni Aquilino, ideatore del distretto culturale Daunia Vetus: “Investire in cultura è indispensabile per far crescere le persone e il territorio – ha affermato – e si può valorizzare qualcosa soltanto se la si conosce a fondo, la si apprezza e la si tutela”.
Pensiero condiviso anche da Antonio Gelormini, anche lui fin dall’inizio del 2004 in Daunia Vetus, e oggi presidente della Compagnia degli Exsultanti, promotrice della candidatura Unesco dei “Rosoni di Puglia”, il quale ha sottolineato la necessità di riappropriarsi dell’identità e della storia: “Dobbiamo concentrarci sui punti di forza che abbiamo, valorizzarli e mettere in moto un processo condiviso di partecipazione”.
Il sindaco di Lucera Giuseppe Pitta da settimane va predicando di dover essere tutti dalla stessa parte, ritenendolo il primo importante passo di un processo che tuttavia in questo momento accetta malvolentieri riflessioni diverse e distinguo procedurali. Il suo riferimento è anche alla decisione dell’Unione dei Comuni dei Monti dauni di ritirare la propria candidatura: “Tutto è nato dalla voglia di far conoscere la nostra bellissima città e di portare alla ribalta questa parte della Puglia – ha spiegato – e siamo convinti che con il turismo e con la cultura si possa davvero cambiare il futuro di una città. Ma senza le idee di ognuno, la candidatura non potrà decollare. È necessario creare senso di comunità e di partecipazione, perché solo così avremo una marcia in più. Dobbiamo quindi lavorare ad un progetto culturale di lunga durata, e per farlo è necessario partire da un’analisi delle criticità e dai punti di debolezza per trasformarli in punti di forza e in opportunità”.
In realtà fino a questo momento i piccoli borghi si sono visti e sentiti pochissimo, anche perché poco coinvolti, al contrario della Regione che rappresenta un partner a tutti gli effetti, non fosse altro perchè quella lucerina è l’unica candidatura pugliese che ambisce a entrare almeno in finale per ottenere i 300 mila euro promessi in “casi” come questo, già avvenuto anche per Mesagne le cui attività sono in corso in questo 2023.
Intanto, è in via di costituzione il Comitato tecnico-scientifico, uno dei tre organismi a supporto della candidatura, in questo caso composto pure da esperti e personaggi di rilievo culturale, anche con il ruolo di testimonial. Oltre alla già annunciata presenza di Fabrizio Gifuni, Pitta ha rivelato l’adesione di Renzo Arbore, ma altre ne dovranno arrivare, magari passando da quel Peppe Zullo, chef di livello internazionale che rappresenta il simbolo dell’eno-gastronomia del territorio. Sarà composto anche dai Sindaci di tutti Comuni dei Monti Dauni, oltre che da quelli delle città pugliesi che sono arrivate almeno in finale delle precedenti edizioni: Monte Sant’Angelo, Mesagne, Taranto e Bitonto, ma c’è l’intenzione di coinvolgere anche il primo cittadino di Bari. A loro si aggiungeranno i rappresentanti di agenzie ed enti pubblici come Università, Camera di Commercio, Conservatorio, Accademia di Belle Arti, Apulia Film Commission, Teatro Pubblico Pugliese, Gal Meridaunia, Puglia Promozione, Puglia Sound, Diocesi di Lucera-Troia, Biblioteca provinciale.
E poi c’è il Comitato dei Promotori, al quale potranno aderire tutti i cittadini dei Comuni coinvolti, sia in forma singola che associata, assieme a sodalizi e imprese. Per queste ultime, infine, sarà fatto anche un discorso parallelo, perché ad alcune di queste sarà bussato per chiedere un contributo economico.
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