Nonostante gli ultimi posti in classifica che vedono la provincia di Foggia sempre fanalino di coda per qualità della vita, il mondo del Terzo Settore in Capitanata è in continuo fermento e lo ha dimostrato – e continua a dimostrarlo – anche in tempi difficili come quelli vissuti e che continuiamo a vivere tutt’oggi. Durante la pandemia, ad esempio, il mondo associazionistico del territorio si è rimboccato le maniche arrivando a coprire tantissime emergenze, arrivando lì dove nemmeno le istituzioni sanitarie preposte sono arrivate e garantendo finanche quella continuità assistenziale indispensabile per molte persone. Diciamocelo francamente, se non ci fossero state le associazioni, vero cuore pulsante della nostra terra, si sarebbero amplificate le problematiche.
Proprio così perché questo bel pezzo di terra del Mezzogiorno italiano in cui viviamo non è solo mare e sole, deve vedersela quotidianamente anche con le difficoltà economiche e sociali di centinaia di famiglie che spesso non riescono a far fronte alle mille avversità legate alla disabilità. D’altronde, come più volte ribadito proprio dal quotidiano l’Attacco, quando la solidarietà chiama Foggia è sempre pronta a rispondere. Quelle stesse associazioni sono in questi giorni in corsa per organizzare il Natale e programmare gli obiettivi per l’anno venturo. Laboratori, eventi, momenti di socializzazione e tanto altro ancora: si tirano le somme di un anno passato e ci si proietta nel futuro.
“La speranza è l’ultima a morire”, recita un famoso proverbio. Una cosa è certa, le associazioni che operano sul territorio, contando dell’aiuto di migliaia di volontari, non possono sempre e costantemente affidarsi alla speranza. Da qui l’ennesimo grido di aiuto di molte realtà, dispiegate in città e non solo, che auspicano un maggior coinvolgimento delle istituzioni, Comune di Foggia in primis, allo scopo di continuare ad esistere e donare sorrisi ai propri utenti e alle loro famiglie. Il mondo del Terzo settore, su cui gravano forti responsabilità, non può e non deve essere lasciato da solo. Non è forse questo il migliore augurio per il 2024?
Tra le tante realtà in fermento c’è l’ABC di Foggia, un’associazione in sussidio di bambini cerebrolesi che ha sede su Corso Roma e che si occupa, dalla mattina alla sera, dell’inclusione di bambini cerebrolesi e di tutte quelle attività che aiutano i ragazzi a conoscere il mondo. “Stiamo svolgendo diverse attività per i nostri ragazzi, da ultimo è partita anche la vendita delle piante ABC il cui ricavato servirà a finanziare la nostra indipendenza - spiega a l’Attacco la storica presidente Carmela Fanizzi – non stiamo mai fermi, la parola d’ordine è inclusione. Introduciamo il disabile nel mondo che ci circonda, aiutiamo le famiglie che solitamente vivono in condizioni di povertà ad andare avanti. Cerchiamo di portare in essere tutte le attività per i ragazzi (circa una ventina seguiti dall’associazione, ndr). Il problema resta sempre lo stesso: dopo i 18 anni, una volta chiuso il ciclo delle scuole, cosa faranno? Da parte nostra cerchiamo di riempire quegli spazi – aggiunge Fanizzi. Il prossimo 23 dicembre svolgeremo una festività di Natale nella nostra associazione – conclude – poi lasceremo i ragazzi liberi di trascorrere gli altri giorni festivi con le proprie famiglie. In questi tempi è bene che i nuclei familiari si ricongiungano. Cosa ci auguriamo dal prossimo anno? Certamente volontari e, perché no, magari anche un aiuto dal Comune di Foggia. Da circa 40 anni a questa parte, dalla nascita della nostra associazione, paghiamo mille euro al mese per i locali in affitto. Non vogliamo spostarci da Corso Roma che, essendo un’arteria centrale, dà modo ai nostri ragazzi di uscire e parlare con la gente. Loro sono felici e noi più di loro”.
Un’altra bella realtà che da anni lavora sul territorio, al rione Martucci, è il Girasole timonata dall’infaticabile Cristina Bubici, psicoterapeuta ed esperta ABA. Il Girasole è stato costituito nel 2008 e il suo scopo è quello di assistere i soggetti nei momenti di bisogno e disagio, promuovendo la loro crescita nell’ambiente naturale, realizzando attività di supporto nel campo dei servizi socio-assistenziali ed educativi accrescendo il benessere dei soggetti destinatari, favorendone l’inclusione sociale e l’integrazione.
“Grazie alla Omnia Service e alla Mongolfiera in questi giorni siamo ospiti del Centro commerciale insieme ai ragazzi con grandi difficoltà cognitive con cui abbiamo realizzato un mercatino solidale – spiega Bubici. Tutte cose realizzate da loro che hanno avuto modo di parlare e raccontarsi con la gente che non sempre, però, ha risposto bene. Alcune persone, purtroppo, restano ancora indifferenti rispetto a certe tematiche. Ma nel complesso è andata bene. Molte persone si sono avvicinate dando soddisfazione ai ragazzi.
Il prossimo 21 dicembre organizzeremo una festa al Girasole con tutti i ragazzi e le loro famiglie insieme ai Clown Terapisti “Il filo del Sorriso”. Ci sarà Babbo Natale e mangeremo panettone. Cosa ci auguriamo dal 2024? Una vera inclusione, maggiore sensibilizzazione e qualche collaborazione in più con le istituzioni rispetto all’aiuto che noi, come associazioni, possiamo dare. Da parte nostra facciamo il massimo, le famiglie però, hanno davvero tanti bisogni. Offriamo gratuitamente laboratori di psicomotricità, di musicoterapia: vorremmo dare ancora di più- conclude Bubici – al momento non abbiamo ancora interloquito con la neo Sindaca, ma abbiamo partecipato ad un bando del Comune sull’autismo”. Tanti i laboratori creativi che si stanno organizzando al Girasole. Uno è in programma proprio oggi dal titolo “Prepariamoci al Natale”. Il prossimo, invece, ci sarà il 20 dicembre.
Nel panorama associazionistico dauno anche l’Andos guidata da Elisabetta Valleri. Fondata, nel 1976, l’Andos Onlus era un piccolo progetto con un grandissimo sogno. Le fondatrici e le prime volontarie, infatti, avevano intuito che il tumore al seno non era una “semplice malattia” ma qualcosa di molto più complesso e profondo, una ferita non solo nel corpo, ma anche nell’identità femminile che richiedeva un supporto ed un approccio specifici.“Anche quest’anno porteremo avanti le nostre consuete attività natalizie – ha confidato la presidente – continueremo la nostra azione in ospedale anche perché sono aumentati gli interventi, è dunque nostro compito assistere tutte le donne nei loro momenti peggiori. E nell’Andos ci sono tante volontarie che, seppure nei giorni festivi, continuano a non far mancare la propria presenza verso chi offre. Abbiamo inoltre creato dei punti di visibilità come quello sito in via Dante dove è stato allestito un mercatino che espone tutti i lavori delle nostre donne”.
Tra le tante attività, infatti, l’Andos porta avanti un corso di cucito creativo le cui opere realizzate vengono esposte nel periodo di Natale. “Parliamo di attività utili al recupero psicologico – confida Valleri – dietro ciascuna azione si cela una chiacchiera, un momento importante di socializzazione. Altri punti li stanno invece accogliendo le scuole: il prossimo 20 dicembre saremo ospiti del Masi, il 21 della Bovio. Sabato scorso siamo state a Rodi Garganico per la prima passeggiata costiera dove è stato possibile sensibilizzare sull’azione della nostra associazione. Mentre martedì scorso abbiamo partecipato ad un convengo a Bari dal titolo “Come la sanità deve ascoltare il paziente”. Ecco la centralità del paziente è fondamentale – evidenzia Valleri – una settimana fa sono stata all’Ordine dei Medici per attenzionare sul problema delle donne con età tra i 40 ei 45 anni che non riescono a fare prevenzione, non essendo né contattate dallo screening né raggiunte dall’esenzione D03 che parte dai 45 anni. Altre problematiche si stanno invece acutizzando per le donne oncologiche prive della 048 che non riescono ad avere un percorso chiaro. È da qui che ricominceremo nel 2024” - conclude.
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