Valente rassicura su riapertura LUC: “Si può utilizzare e mai nessuno aveva detto che non era agibile”

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Il Laboratorio Urbano Culturale Peppino Impastato è dotato della necessaria agibilità e, come ha anticipato pochi giorni fa, riaprirà i battenti il prossimo 10 marzo. Questa è, in sintesi, la posizione dell’assessora Maria Teresa Valente al riguardo dei dubbi che erano sorti quando ha annunciato che la struttura ricomincerà ad essere usata “per attività culturali, sociali e comunitarie senza scopo di lucro”. I forzisti sipontini erano saltati sul chi va là poco meno di una settimana fa. Quando Ugo Galli, Fabio Di Bari e Liliana Rinaldi hanno puntato la loro attenzione sul fatto che “l’atto emanato omette di occuparsi della questione imprescindibile dell’agibilità dell’immobile”. I tre consiglieri d’opposizione hanno anche stigmatizzato che la struttura “venga impiegata senza titolo dal Comune, essendo la concessione rilasciata dall’Autorità portuale cessata da tempo”. Il LUC è nato dalla ristrutturazione dell’ex mercato ittico, un progetto che fu avviato nel 2006 dal Comune di Manfredonia nell’ambito del programma regionale ‘Bollenti Spiriti’ e mirava a creare uno spazio culturale polivalente per i giovani, contribuendo alla rigenerazione urbana e alla valorizzazione del patrimonio locale. Fu dapprima gestito dalla cooperativa Pandemia e poi dal consorzio Libero, quando il Comune “spendeva 16.000 euro all’anno per chi invece gestiva un bene pubblico”, la critica rivolta dall’allora primo cittadino Gianni Rotice. Che, nel 2022, accettò che l’immobile fosse destinato come sede per le vaccinazioni di massa durante il periodo della diffusione del Covid. Poi locali sempre vuoti, eccetto che in occasioni particolari quali la rassegna del Carnevale. Forse non è stato l’unico, comunque l’ex consigliere comunale Adriano Carbone ha fatto richiesta d’accesso agli atti per verificare che tutto sia in ordine. Specifica a l’Attacco che lo ha fatto “da cittadino e a titolo di padre, la cui figlia è impegnata nei laboratori del Carnevale ospitati in questi giorni al LUC”.

Ha letto che l’assessora Valente ha riferito che sarà utilizzabile soltanto il salone centrale, quindi si interroga come i forzisti se i servizi igienici siano agibili, per esempio. 

C’è però un altro aspetto che vuole evidenziare ed è riferito ad una vicenda che è successa sul finire del 2023, poco dopo che l’allora Sindaco Gianni Rotice fu sfiduciato e cadde l’Amministrazione. “Un’associazione fece richiesta per utilizzare i locali del LUC per un paio di giorni, perché dovevano fare una festa con ragazzi disabili. Il dirigente del Comune (Maria Sipontina Ciuffreda, ndr) rispose che non erano agibili. A questo punto, sono due le ipotesi. O il dirigente aveva detto un falso, oppure qualcuno ha usato impropriamente il locale in questi mesi. La Casa di Babbo Natale lì dentro l’hanno fatta in un locale inagibile? Da cittadino voglio sapere: quel locale è agibile o non è agibile?”.

Carbone ha l’impressione “di vivere la stessa storia dello stadio Miramare, che dicevano che era agibile e invece non lo era mai stato”. Attende che la richiesta d’accesso agli atti possa essere soddisfatta, anche se ammette che “non conto di ricevere mai risposta”.

Risposte che l’Attacco ha cercato direttamente dall’assessora Valente, che ha fornito la sua versione dei fatti. “Il LUC si può utilizzare e mai nessuno ha detto che non è agibile – riferisce -, anzi qualcuno ha utilizzato lettere inviate negli scorsi anni dalla dirigente comunale alla Cultura che ho voluto vedere anch’io”.

A suo dire, da queste “si evince che si annunciavano lavori di manutenzione, come quelli che verranno comunque eseguiti anche per quanto concerne i bagni”.

“Il nostro è un utilizzo temporaneo – ricorda Valente - in attesa di poterlo dare in gestione. Stiamo infatti valutando se il bando dovrà essere fatto per un CAG (Centro di aggregazione giovanile, ndr), per esempio. Sarà certamente un luogo dedicato ai giovani e all’associazionismo, però saranno eseguiti lavori più importanti. Piuttosto che lasciarlo vuoto nell’attesa, lo rendiamo fruibile non solo per Carnevale e Natale ma per soddisfare la richiesta di spazi aggregativi in città”.   

La struttura sorge su concessione dell’Autorità portuale e, come è stato rilevato da più parti, è cessata da tempo per via di un contenzioso in atto tra i due enti. Nel 2016, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, avendo verificato che il Comune di Manfredonia non aveva ancora ottenuto il rinnovo della concessione, ha chiesto che il canone demaniale ordinario di circa 6.000 euro fosse maggiorato del 200%. Alla data del dicembre 2021, il Comune risultava debitore della somma di circa 85.000 euro di canoni non versati.

“C’è un’interlocuzione in corso e, a breve – la conclusione dell’assessora al Welfare e Cultura-, dovrebbero esserci novità in questo senso”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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