Foggia si interroga. Quale futuro si profila all'orizzonte? Ma prevaleil partito degli scettici

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C'è unaFoggiache sibea. Certa che l'eraPintusporterà solo benefici, e che la prossima sarà davvero la stagione della svolta.C'è poi un'altraFoggiache traccheggia. Che è scettica sul futuro, e che non si fida. Perché all'orizzonte non intravede segnali incoraggianti.E così, tanto per cambiare, la tifoseria rossonera continua ad essere spaccata su due sponde, in attesa che siano gli eventi a stabilire da che parte stia la ragione.In mezzo c'è il club, che a dispetto delle buone intenzioni proclamate ai quattro venti, ha scelto la strada del silenzio. L'unica possibile, nel frangente in cui più che le parole servirebbero fatti. E i fatti, almeno per il momento, vanno nella direzione opposta rispetto a quella cheMaria Assunta Pintussi sta sforzando di intraprendere. A fari spenti, evitando accuratamente di metterci la faccia, e limitandosi qua e là a lanciare messaggi distensivi che ipotizzano progetti e programmi ambiziosi.Sarà pure così, in fondo la plenipotenziaria sarda è solo agli esordi in seno al club rossonero, e della sua gestione non si hanno ancora segni tangibili se non sotto il profilo squisitamente amministrativo. Dove comunque ha dovuto allargare i cordoni della borsa per fare fronte ad oneri tutt'altro che trascurabili. Ma adesso è sul piano squisitamente operativo che si attendono precisi riscontri. E' sulle scelte di campo, che inevitabilmente finiranno con l'orientare il futuro del club, che il presidente dovrà mostrare quanto vale il suo fiuto.E quì la faccenda si complica, perché è dallo scorso2 marzo, giorno dell'insediamento ufficiale al timone delCalcio Foggia 1920, che l'imprenditrice sarda è diventata evasiva, sfuggendo puntualmente a microfoni e taccuini. Ed affidando saltuariamente a pochi adepti il compito di riportare il suo personalissimo pensiero. Che per i più è diventatoVangelo. Ma così facendo ha finito solo con il generare un comprensibile disorientamento in quanti chiedono a ragione chiarezza e trasparenza. "Stiamo lavorando dietro le quinte per un progetto ambizioso", illeit-motivche sta accompagnando le ore che dovrebbero dividere dai primi annunci ufficiali. Che saranno la cartina di tornasole delle ambizioni rossonere.Pintusnon parla, o meglio lo fa ad intermittenza e senza contraddittorio, dice che gli investimenti futuri saranno robusti. Ma intanto deve fare i conti ancora con la gestione corrente e far fronte ad incombenze che, sostegni governativi a parte, restano robusti. Sta facendo i conti con scenari diversi da quelli che le erano stati prefigurati, la numero uno diViale Ofanto. Che sperava in aperture di credito che ancora non si intravedono, oltre che in appoggi esterni a livello imprenditoriale che sono venuti clamorosamente meno. Nonostante le promesse di chi pure le aveva implorato di fidarsi. E l'attuale situazione amministrativa a livello locale non è certo alleata al club rossonero proprio nel frangente in cui, viceversa, occorrerebbero segnali concreti di vicinanza. E invece il nulla, o quasi. Il che, pare, starebbe suggerendo alla proprietaria dell'80%delle quote delCalcio Foggia 1920di proseguire da sola. Un azzardo, di questi tempi. Una donna sola al comando, insomma.E il socio di minoranza?Davide Pelusidopo aver provato (inutilmente) a defilarsi, ha ripreso a dialogare col presidente. Che prima lo hademansionato, trasferendo la carica di amministratore delegato al figlioEdoardo Chighine, poi quando si è resa conto che il manager foggiano faceva comodo ha ripreso a coinvolgerlo nella vita societaria a tutto tondo.Pelusi, che non è uno sprovveduto, ha fatto buon viso a cattivo gioco e non ha fatto una grinza, le sorti delFoggiaper ovvie ragioni continuano a stargli a cuore, e quindi il feeling si è rinsaldato. Ma adesso che i nodi stanno venendo tutti al pettine, che le promesse si sono rivelate di marinaio, e che iconsiglioridispensano solo castronerie, la dottoressa comincia a realizzare che sarebbe il caso di venire allo scoperto, perché il pallone da queste parti è una cosa seria. La più seria fra le meno serie, come è solito ripetereArrigo Sacchi. E che quindi sarà il caso, a stretto giro, di dare ascolto aNinni CordaeMarco Marchionni, la coppia che ha pilotato ilFoggianell'ultima stagione verso insperati traguardi. Vorrebbero restare e progettare la stagione del definitivo rilancio del calcio foggiano, ma finora hanno dovuto accontentarsi di semplici ammiccamenti. "Questo matrimonio s'ha da fare, per il bene delFoggia", ad esserne convinti sono tutte le parti interessate. Eppure non si muove ancora foglia.Mistero.Ecco perché alla fine a prevalere è il partito degli scettici.
Pino Autunno

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