E' un madornale malinteso fraDi BarieBacchina dare via libera al gol vincente diDi Canio, che nega così ai rossoneri di entrare nella storia.
In unoZaccheriastracolmo in ogni ordine di posti si compirà il dramma del piccolo-grandeFoggiadiZemanche, proprio nel giorno del suo commiato, cercava l'ultimo prodigio, il segno tangibile del suo passaggio inPuglia.
Il boemo chiuderà il suo ciclo aFoggialasciandosi dietro struggenti ricordi e qualche sommesso rimpianto. Il suo personale e brillantissimo score di un quinquennio è sfavillante: una promozione in A scandita a ritmo di record,un nonoed undodicesimo postonella massima serie. Ma soprattutto il capolavoro compiuto due anni prima, quando con un manipolo di sconosciuti, dopo la grande rivoluzione di luglio, riuscirà a centrare una straordinaria salvezza che ha il sapore della vittoria più bella.
L'ultima prodezza sfugge sul filo di lana, ilFoggianon approderà inEuropasoprattutto per i troppi punti lasciati per strada alloZaccheriaall'andata (la prima vittoria casalinga arriva solo nell'ultima gara del girone di andata contro ilTorino).
Quello stessoTorinoche ilFoggiasotterra sotto una messe di gol (1-4) alComunalenel match di ritorno.
Solo pochi giorni dopo l'arresto diPasquale Casillo. Che inaugura l'inizio della fine diZemanlandia.
Non è una di quelle vittorie che vengono rievocate troppo frequentemente. Eppure un posto nella top ten delle gare indimenticabili delFoggiadiZemansicuramente lo occupa.Torino-Foggia1-4è datata24 aprile del 1994, ed arrivava a soli90'dall'epilogo di una stagione che lasciava ancora aperta ai rossoneri lazona Uefa.
A conclusione di una settimana da incubo con la vicendaCasilloa squarciare la serenità di un gruppo concentrato su un possibile traguardo storico, ilFoggiasi regalava la gara perfetta.E alComunalefaceva un sol boccone dell'undici diEmiliano Mondonico, letteralmente annichilito di fronte allo strapotere rossonero.
Non ci sarà gara praticamente dall'inizio alla fine, e il risultato finale forse non renderà merito appieno alla superiorità degli uomini diZeman, che affonderanno senza pietà i loro colpi nelle prateria che ilTorinoconcederà. Il poveroGallivive un pomeriggio da incubo, gli avversari sbucano da tutti i lati, saranno almeno cinque gli interventi risolutori dell'ex portiere azzurro che impediranno alFoggiadi dilagare. I padroni di casa si deconcentrano, e unFoggiainsaziabile nel divorare spazi in profondità, ne approfitterà subito.
Dopo21'ospiti già avanti grazie alla perfetta esecuzione dal dischetto diStroppa, sugli sviluppi di un evidente irregolarità commessa ai danni diMandellilanciato a rete. Vantaggio sacrosanto, che mette le ali alFoggiae che evidenzia i limiti dei granata, a corto di idee e fiato. Tutto facile allora per gli ospiti, che non si limitano a controllare il gioco, ma ripartono sempre con lucidità e pericolosità ogni qualvolta se ne presenta l'occasione.
E così il raddoppio sul filo del gong al45'siglato ancora daStroppain perfetta solitudine è la logica conseguenza della netta superiorità fino a quel momento mostrata dagli ospiti.Mondonicoin panchina è una furia, è la sua ultima gara alComunalee vorrebbe congedarsi in ben altra maniera dai suoi tifosi.
E invece ilToroè assente ingiustificato.Prova a suonare la sveglia nella ripresaSilenzi, fra i pochi a salvarsi nel grigiore generale, ma quando al9'ancora in solitariaBrescianicala il tris, si capisce che sul match stanno già scorrendo i titoli di coda.
IlTorinoha una reazione di orgoglio ed al31'Silenzi(sempre lui) trova l'incornata dell'1-3, che per un istante pare riaprire i giochi.Ma è una fiammata, perché poi è ancora solo e soltantoFoggia.Una sinfonia. I rossoneri hanno l'argento vivo addosso, e non sembrano accontentarsi.
E così una, due, tre volteGallici mette una pezza, ma nulla il numero uno granata può davanti all'incedere di una formazione che prima di rientrare negli spogliatoi a far festa trova con il subentranteRoyla rete che fissa il finale sull'1-4. Vittoria solare delFoggia, che così si prepara al meglio per l'ultimo atto contro ilNapolidell'1 maggio alloZaccheria.
Ma evidentemente era scritto che l'epilogo sarebbe stato amaro, il capolavoro sfugge sul filo di lana, ilFoggianon approderà inEuropaperché probabilmente nella prima parte della stagione non crederà in un obiettivo che viceversa poteva essere davvero alla portata.
Un traguardo così prestigioso e solo accarezzato non mancherà di sollevare qualche velata polemica: una parte della critica rimprovererà a
Zeman, infatti, di aver perso un'occasione irripetibile, potendo oltretutto disporre di un gruppo di notevole spessore. Questione di punti di vista.
Pino Autunno
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