Tridente spuntato. Ed ora anche... incerottato. Non bastava il perdurare dell’astinenza da gol della batteria degli attaccanti a disposizione di Zdenek Zeman dove, tolto il solo Ferrante, gli altri continuano a fare scena muta.
Adesso in casa Foggia si mettono anche gli infortuni a complicare le cose e ad allungare i tempi di gestazione di un reparto che in partenza avrebbe dovuto essere il valore aggiunto della formazione rossonera. E che invece sta faticando più del previsto a trovare una sua dimensione.
Verso Picerno oltre che con le polveri bagnate il Foggia ci andrà con gli uomini contati. O comunque non al meglio della condizione. Soprattutto lì, in prima linea, dove aumentano le defezioni e, gioco forza, diminuiscono per il tecnico di Praga le possibilità di scelta.
Sembra essere più grave del previsto il problema muscolare che domenica scorsa in avvio di match ha costretto Davide Merola ad abbandonare il terreno di gioco anzitempo.
Dal club al momento non trapelano notizie ufficiali sul suo conto, ma pare che per il 21enne esterno giunto in estate in prestito dall’Empoli si profili uno stop di qualche settimana.
Non meno di tre, sembrerebbe, il che complica e non poco i piani di Zeman. Che sul giovane attaccante originario di Santa Maria Capua Vetere scommette ad occhi chiusi, e che gioco forza adesso si vedrà costretto a mischiare le carte nel reparto avanzato. Già, perché anche Olger Merkaj, che dovrebbe essere il suo naturale sostituto, non è al meglio della condizione, la scorsa settimana si è allenato a singhiozzo e nel derby con il Taranto è stato tenuto prudenzialmente a riposo, pur figurando regolarmente fra i convocati in panchina.
I sanitari nei prossimi giorni proveranno a rimetterlo in sesto, è l’albanese il candidato numero uno a sostituire Merola in una gara che il Foggia dovrà provare a vincere per restare agganciato ai primi posti.
Difficile infatti che Zeman opti di nuovo per la soluzione Rizzo Pinna, che ha scarsa incisività in zona-gol e che probabilmente è più funzionale a centrocampo.
Nella prossima trasferta lucana mancherà ancora Andrea Di Grazia, che due settimane fa si è infortunato nel match casalingo con il Monopoli, e che da quel momento sta cercando di smaltire un acciacco che verosimilmente lo terrà lontano dai radar di Zeman ancora per una decina di giorni.
Sabato sera, dunque, uomini contati per il tecnico di Praga in prima linea dove, a parte Ferrante e Curcio, bisognerà poi capire chi sarà il prescelto sull’out di destra.
Ma non finiscono quì i problemi in casa Foggia, a metà campo Zeman vorrebbe far rifiatare chi più degli altri ha tirato la carretta (Gallo su tutti). Ma il baby Maselli si è appena riaggregato dopo aver smaltito l’infortunio alla spalla che lo ha tenuto fermo ai box per circa un mese, Ballarini e Garofalo non vivono un gran momento e dunque giocano poco, ecco perché saranno ancora Petermann, Rocca e Gallo i prescelti per Picerno.
Da monitorare anche la difesa, dove Di Pasquale (al debutto dal 1’ domenica scorsa) ha riportato 10 punti di sutura alla testa per uno scontro fortuito con un avversario che ne mettono a rischio l’utilizzo, mentre continuano a preoccupare le condizioni di Nicoletti, che a Bari si è nuovamente bloccato e che dovrebbe averne pure lui almeno per altri dieci giorni.
Formazione dunque più che mai in alto mare per un Foggia che col Taranto ha accusato la stanchezza derivante da tre gare giocate ad alta intensità, e che ora si trova a dover fronteggiare l’emergenza.
Le prossime saranno ore decisive per capire chi alla fine ce la farà a recuperare e ad essere in condizioni ottimali per affrontare una trasferta che non si preannuncia per nulla agevole. Perché dall’altra parte ci sarà un avversario che con i suoi 15 punti è nel cuore della classifica, e che è reduce dal pari di Campobasso che ha confermato il buon momento dei lucani, che sono guidati in panchina dall’ex rossonero Antonio Palo. Il Picerno, oltretutto, è reduce da una striscia positiva di tre risultati utili consecutivi, e prima dell’1-1 di domenica scorsa al Romagnoli ha battuto in sequenza Juve Stabia (al Menti) e Monterosi.
Un osso duro dunque. Che il Foggia dovrà affrontare al meglio e senza risparmiarsi. Perché questo è un campionato dove basta la minima disattenzione per essere castigati. Finora con le neo-promosse i rossoneri hanno cincischiato: 0-0 a Monterosi, 1-1 a Latina e in casa con il Taranto. Solo ad Andria ed in casa col Messina ha vinto a mani basse. Ma si trattava di squadre in evidente affanno, che di lì a poco infatti avrebbero provveduto ad avvicendare i loro tecnici.
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