Ora l’Allievo Antonio Palo vuole battere il Maestro Zeman

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Quando l’1 maggio del ‘94 il Foggia di Zdenek Zeman toccava il suo punto più alto ed allo Zaccheria contro il Napoli vedeva svanire sul più bello il sogno Uefa, Antonio Palo aveva appena 15 anni e da Potenza si era appena trasferito nel capoluogo dauno per avviare la trafila con le formazioni giovanili. Quel Foggia gli pareva il Dream Team, ed il suo condottiero un monumento pressochè inarrivabile.

Domani a Picerno Palo per la prima volta sfida in panchina il Maestro, e quasi non gli par vero: sono trascorsi ormai 30 anni da quando Franco Campaniello, deus ex machina di quel florido vivaio rossonero che negli anni ‘90 sfornò talenti a ripetizione, convinse i suoi genitori a venir via da Potenza per tentare fortuna nel calcio. Dai Giovanissimi fino alla Primavera di Lorenzo Mancano, che in quegli anni strappava applausi a scena aperta e riusciva a stare davanti perfino alla pari età del Bari: in quella squadra con Palo c’erano anche Colucci, Botticella (attuale preparatore dei portieri di Zeman ndr), Sergio Di Corcia, Volturno, Bianco e Papa, tutti poi destinati a planare in C. Nel peggiore dei casi. Se non addirittura in A e B. Altri tempi, altro settore giovanile.

Palo nel Foggia avrebbe poi esordito in C1 nel ‘98. Quando ormai era iniziata la inesorabile parabola discendente del calcio foggiano, in rossonero ci sarebbe rimasto altre due stagioni ed alla fine avrebbe collezionato anche 50 presenze, 29 delle quali in C2, categoria nella quale il club sarebbe precipitato sotto il breve interregno di Franco Sensi. Zeman, nel frattempo, aveva avviato il suo giro immenso fra Lazio, Roma, Fenerbache, Napoli e Salernitana, e nel ‘03 era finito ad Avellino in B. Sospintovi da patron Pasquale Casillo, che nel centro irpino voleva ricreare una seconda Zemanlandia.

A gennaio il ds Pavone si ricordò di quell’esile difensore centrale lucano che a Foggia aveva mosso i primi passi, e lo ingaggiò. Non fu facile in quella stagione per Palo però trovare spazio, ma il boemo comunque gli avrebbe regalato la soddisfazione dell’esordio in quella che resterà anche la sua unica presenza in B: 29 maggio 2004, Atalanta-Avellino 2-0, tutti i 90’ in campo, Palo non li dimenticherà mai, anche se a quel punto il destino dei biancoverdi era segnato e la C ormai dietro l’angolo. Dopo quella sfortunata parentesi Palo, che nel frattempo aveva 25 anni, giocherà ancora per cinque stagioni indossando le maglie di Potenza, Benevento, Francavilla sul Sinni e Boville Ernica.

Quindi nel ‘09 stop al calcio giocato, in attesa di capire cosa fare da grande. Otto anni di riflessione trascorsi rimuginando se ne valesse davvero la pena di restare nel chiacchierato mondo del pallone, quindi nel ‘17 la telefonata di Michele Pazienza, un vecchio amico e compagno dei tempi di Foggia che gli chiede se se la sentisse di seguirlo nella sua avventura a Pisa in C. La risposta fu sì, e da quel momento Palo comprese che quello era il suo futuro, in panchina. A Pisa andrà male, un anno di vuoto, quindi nella stagione ‘19-20 ecco Picerno, a fare il secondo di Domenico Giacomarro e, l’anno dopo, l’assistente tecnico di Ciro Ginestra in D.

Accade che in febbraio il Picerno che punta in alto si areni in classifica, che Ginestra salti, e che la guida tecnica della prima squadra passi nelle sue mani. Sembra una soluzione temporanea, e invece accade qualcosa di straordinario, la formazione lucana come per incanto ritrova lo smalto dei giorni migliori, il girone di ritorno è un crescendo rossiniano, Palo infila una striscia sensazionale di 13 vittorie, 2 pari ed una sola sconfitta, il Picerno si piazza secondo e vince la finale play-off con la Fidelis Andria.

Arriva il salto in C e la riconferma in panchina è automatica. Palo coi suoi modi semplici ma efficaci ha stregato Picerno, ed anche in questo primo scorcio di stagione i rossoblu lucani stanno sorprendendo per la personalità con cui affrontano gli avversari.: 15 punti in 11 giornate, e domani arriva il Foggia di Zdenek Zeman. Che per la quarta volta è tornato in Puglia per chiudere il cerchio di una carriera che seppure si avvii al capolinea è stata straordinaria.
Palo contro Zeman: il bambino ed il vecchio saggio contro.

Occhio, pare che l’Allievo voglia fare lo sgambetto al Maestro...

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