Sogna un Foggia dalle mille ed una notte. Che sia in grado di far dimenticare in tutta fretta un certo Zeman.
E perchè prenda forma sarebbe pronto a “svenarsi” e ad allentare improvvisamente i cordoni della borsa.
Dal minimo al massimo: tutto un altro Nicola Canonico rispetto al recente passato, il patron rossonero dopo il divorzio dal tandem dalle uova d’oro Pavone-Zeman pare vada a caccia della rivincita personale, vuole dimostrare che a questa latitudine c’è un altro calcio possibile. In netta antitesi con l’ultimo andato in onda.
Ed è per questo che è pronto a fare investimenti mirati.
Niente più austerity, quindi, con l’avvento di Roberto Boscaglia in panchina non si punta più al risparmio e si alza l’asticella dell’ambizione, viceversa sarebbe stata dura convincere il tecnico gelese ad accettare Foggia dopo l’esperienza fallimentare con il Palermo che gli è costata un anno di stop forzato.
Così se la scorsa stagione Canonico avviò la patrimonializzazione del club, puntando tutto sulla riconosciuta competenza del braccio e della mente di Zemanlandia e, fatte rare eccezioni, si garantì l’arrivo di elementi acquisiti nella stragrande maggioranza dei casi a titolo definitivo, ora la strategia muta e l’imprenditore barese va sul sicuro.
Lì era il caso di affidarsi al fiuto del ds barlettano e ad un manipolo di illustri sconosciuti (o quasi). Obiettivo plusvalenze.
Quì, invece, c’è un traguardo dichiarato da raggiungere, si mira ad arrivare nelle prime tre e quindi si cambia registro. Radicalmente.
Perché per vincere, o quantomeno per essere competitivi ai massimi livelli, serve attrezzarsi per tempo e far leva su rinforzi di qualità che conoscano a fondo la categoria e che soprattutto possano vantare nei loro curricula più di un campionato vinto in C.
Se allora i nomi inseguiti dal Foggia sul mercato sono realmente quelli che circolano con insistenza nelle ultime ore, stiamo per assistere ad un cambio di passo netto dettato dalla proprietà.
Che evidentemente vuole tener fede ad una promessa fatta nelle segrete stanze a chi gli ha chiesto di farsi perdonare dopo una stagione vissuta pericolosamente, e di dare finalmente un segnale importante a tutto l’ambiente.
Se poi Canonico riuscirà nell’intento e si prenderà la sua rivincita personale è un altro discorso, perché le dinamiche del calciomercato spesso sfuggono ad ogni regola, e non è detto che alle buone intenzioni seguano necessariamente fatti concreti.
Davanti ancora nove giorni prima della partenza per il ritiro in Friuli, si preannunciano ore particolarmente calde e frenetiche per il patron ed il suo entourage che fa la spola fra il quartier generale di Modugno ed il capoluogo per perfezionare quelle trattative che sono in piedi già da qualche tempo, e che adesso necessitano dell’accelerata finale.
Tanti i nomi in agenda, ma i più gettonati restano sempre gli stessi: Somma per sistemare la difesa e liberare il bosniaco Markic (anche se Buschiazzo pare debba restare sotto osservazione per tutto il periodo del ritiro); Dall’Oglio, Toscano e Salzano per completare la linea mediana che per ora ruota attorno al solo Petermann; Peralta e Santini per garantire a Boscaglia due aculei per linee esterne dalla cintola in su, con il jolly Kragl che era e rimane un vecchio pallino del presidente e che non è detto alla fine non torni a vestire il rossonero; Monachello, infine, per garantirsi gol e fisicità in area di rigore.
Nelle ultime ore, per la verità, sarebbe stato fatto un sondaggio anche per Stefano Pettinari della Ternana (34 presenze e 7 gol nell’ultima stagione in Umbria), anche se l’interessamento per il 30enne attaccante romano sembra più di facciata e per depistare che non un reale obiettivo da inseguire.
Pettinari oltretutto viaggia su cifre importanti per la categoria ed ha il contratto in scadenza con il club neroverde al 30 giugno 2024: servirebbero dunque più che mai argomenti convincenti per spingerlo a scendere in Serie C e ad accettare la proposta del Foggia.
Decisamente più abbordabile dunque la pista Monachello, anche se il Mantova non è disposto a privarsi tanto facilmente di un attaccante che nell’ultima annata con il club virgiliano ha convinto un pò tutti.
Quello della punta centrale sarà un pò il tormentone del mercato estivo del Foggia, che si spera colmi la casella vacante prima del raduno e, in ogni caso, non a ridosso del prossimo 1 settembre, giorno di chiusura della prima fase delle compravendite.
Il nome del nuovo numero nove rossonero finirà con l’essere inevitabilmente la cartina di tornasole di quella che potrà essere la stagione della formazione di Roberto Boscaglia.
Che ha intenzione di attestarsi ai nastri di partenza con i galloni di protagonista, e che quindi dovrà necessariamente dotarsi nel suo collaudato 4-2-3-1 di una prima punta di provata e consumata esperienza. Canonico e Belviso, con la supervisione del loro allenatore ci stanno lavorando su, l’intenzione è quella di stupire con effetti speciali. Ma , a prescindere da chi alla fine sarà il prescelto, se gli indizi sono quelli che cominciano ad emergere non si sfugge: sta per nascere il Foggia grandi firme.
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