Curcio sfoglia la margherita, la sua permanenza ora è un rebus

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Con una trequarti così si può spaccare il mondo. E in C tentare il grande salto. In effetti con Peralta, Curcio e Schenetti nel motore, il Foggia sembra destinato a fare grandi cose e a puntare in alto nella prossima stagione.

Sempre che, ovviamente, non si registrino defezioni dell’ultima ora. Che non sono mai da escludere, soprattutto quando di mezzo c’è un mercato che incalza, e che fino all’1° settembre prossimo può sempre riservare imprevedibili colpi di scena.

In casa rossonera, dopo gli squilli di tromba, all’orizzonte non si profilano casi particolarmente spinosi per i rinnovi che il club dovrà discutere. Anche se per Curcio, Petermann, Di Pasquale e Sciacca bisognerà sedersi a tavolino e trovare un’intesa per il prolungamento contrattuale.

Un primo abboccamento nei giorni scorsi direttamente in Friuli c’è stato, con Nicola Canonico che singolarmente ha avviato le contrattazioni con i diretti interessati. I prossimi saranno i giorni decisivi per chiudere il cerchio, si profila una sorta di braccio di ferro con il capitano, che ha mercato e che è allettato da altre proposte. A sentire il patron, però, il caso non sussisterebbe.

E presto sarà scritta la parola fine su un rinnovo che dovrebbe essere solo una formalità. O quasi. Il condizionale però è d’obbligo, se di mezzo c’è la riconferma di Alessio Curcio. Che pareva scontata, e che invece così scontata non è. Già, perché la sensazione è che si stia facendo i conti senza l’oste, e che la sorpresa possa nascondersi dietro l’angolo.

Riprova ne sia il fatto che anche l’incontro tenutosi ieri (per il Foggia erano presenti neo-amministratore delegato Vincenzo Todaro e il club manager Angelo Angiolino) sarebbe stato interlocutorio, le parti sarebbero ancora piuttosto distanti, e la sensazione è che il tira e molla possa ancora protrarsi a lungo.

Non c’è accordo sulla cifra per il rinnovo: Alessio Curcio, che guadagna 75mila euro annui, avrebbe chiesto un biennale con robusto adeguamento (si parla di circa 150mila euro, ndr), ovvero la stessa cifra che sarebbero disposti a scucire e mettere su un piatto d’argento sia il Catanzaro che il Pescara, i due club che hanno messo gli occhi sul fantasista 32enne romano.

Curcio, ovviamente, non può restare insensibile alle sirene che arrivano da due potenziali concorrenti del Foggia nella lotta per la promozione, la prospettiva di poter guadagnare il doppio rispetto a quanto gli garantisce il Foggia finisce con il creargli qualche comprensibile imbarazzo di troppo. Il giocatore, che nel frattempo è passato dalla procura di Tateo a quella di Pisacane, è lusingato dalle offerte che gli sono piovute addosso. Ed anche se pubblicamente, e a più riprese, ha cercato di svicolare e di non aprire ad una sua eventuale partenza, è chiaro che in questo frangente stia sfogliando la margherita.

Il tempo però stringe, e l’inizio della nuova stagione si avvicina: presto, molto presto, il Foggia tornerà alla carica per cercare di dirimere a proprio favore la vicenda. E’ ovvio che la cifra messa sul piatto dalle concorrenti è lontana da quella che Canonico è disposto a investire per i prossimi due anni per il suo fantasista, con il quale oltretutto non ha mai avuto un rapporto idilliaco: il Foggia nella migliore delle ipotesi potrebbe spingersi a 100-110mila euro, non oltre. E si tratterebbe già di un notevole sacrificio.

Ma Curcio a questo punto della carriera vuole monetizzare, ed è per questo che intende mettere fretta al suo attuale club di appartenenza. Oltretutto l’arrivo in rossonero di pezzi da 90 come Odjer, Peralta e Schenetti hanno inevitabilmente fatto lievitare il budget per la prossima stagione. E Curcio, che fa parte della ristretta cerchia dei senatori del gruppo, pretende a ragione che dopo l’ultima annata, gli venga riconosciuto quanto si è guadagnato sul campo con i suoi gol e le sue prestazioni.

Perdere per strada uno dei suoi leader sarebbe un brutto colpo per la società di Canonico, che si vedrebbe costretta a tornare sul mercato per reperire un eventuale sostituto del fantasista. Ed anche se in quel ruolo Schenetti potrebbe ereditarne compiti e mansioni, è chiaro che servirà correre ai ripari per mantenere elevato lo standard qualitativo del reparto.

Senza Curcio, oltretutto, verrebbe anche meno l’idea che pare si stia facendo largo negli ultimi giorni, e che vorrebbe lo staff tecnico orientato a rinunciare ad un’altra prima punta di ruolo (e di grido) per dare spazio a Ogunseye, che in questo primissimo scorcio di stagione sta sorprendendo tutti. Un bel rompicapo, insomma, che mette adesso nelle condizioni il Foggia di serrare i tempi per avere chiare le idee sul da farsi. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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