Foggia, a Viterbo per il primo raid esterno?

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E se arrivasse al Rocchi la prima vittoria esterna della stagione del Foggia? Un pensierino su Fabio Gallo comincia a farlo, anche se si guarda bene dal far balenare all’esterno quella che è una idea sulla quale lavorerà coi suoi sottotraccia per tutta la settimana.

Ieri a ranghi compatti a ora di pranzo la squadra si è ritrovata prima allo Zaccheria per visionare il video di una gara di quello che sarà il prossimo avversario di campionato, quindi la comitiva si è trasferita alla Figc per la ripresa degli allenamenti. Volti distesi e sereni fra i rossoneri, magia di un derby vinto a mani basse dopo la grande paura dei primi 45’.

Da oggi il focus si sposta sulla Viterbese di Giacomo Filippi, l’ex che ritrova per la seconda volta il Foggia dopo il successo di misura del Barbera di Palermo del marzo di due stagioni fa e che domenica spera di concedere il bis. In compenso però la tradizione rossonera nella Tuscia è favorevole, l’ultima volta a Viterbo arrivarono 3 punti preziosi per il Foggia di Marchionni che si impose 0-1 grazie al rigore di Rocca. Era il 29 novembre del ‘20.

Domenica bisognerà riprovarci, e la missione tutto sommato appare possibile, perché questa Viterbese che al momento insegue a una lunghezza è formazione stramba, capace finora fra le mura amiche di battere l’Avellino (2-0), ma di rimetterci le penne con Pescara (0-1) e soprattutto Latina (in un derby rocambolesco perso addirittura 1-5).

A proposito di Filippi, per diverso tempo è stato il secondo di Roberto Boscaglia, lo era anche due anni a Palermo, quando lo avvicendò. E da allora i due sono entrati in rotta di collisione. Già all’epoca Filippi dovette lavorare (e non poco) sul piano mentale dei giocatori per recuperarli, un po’ quello che ha fatto Gallo dal momento del suo arrivo a Foggia.

Allenatore pratico, Filippi predilige il 3-5-2, anche se nell’ultima gara pareggiata a Picerno si è schierato con il 3-4-3, con i due esterni a tutta fascia che si abbassano a formare una linea a 5. I due centrocampisti invece fanno da schermo nella zona centrale. La costruzione del gioco non avviene dal basso, cercano solitamente di verticalizzare il più possibile in modo da arrivare alle due mezze punte. Domenica mancherà Volpicelli, squalificato, e questo può risultare un vantaggio.

Il Foggia a Viterbo deve provare a cancellare il neo di non essere ancora riuscito a portare a casa i 3 punti lontano dallo Zaccheria, dove a parte i due pari stiracchiati con Potenza e Juve Stabia, poi ha conosciuto solo sconfitte (a Picerno 3-0, a Taranto 1-0 e a Pagani con la Gelbison 2-0).

Al sesto assalto gli uomini di Fabio Gallo ci riprovano, e stavolta con l’intento di dare seguito alla recente striscia positiva di tre risultati utili consecutivi che hanno fruttato 7 punti d’oro e l’addio (si spera definitivo) alla zona playout. Basta un niente però per ricascarci, proprio il primo tempo incolore e insapore con la Fidelis Andria dovrà servire da monito per il futuro.

A Viterbo al centro dell’attacco rientrerà anche Dardan Vuthaj, che ha scontato il turno di squalifica, e questo renderà meno arduo il compito dell’undici rossonero di provare a scardinare la difesa avversaria. Che ruota attorno all’esperienza dell’ormai 39enne Ermanno Fumagalli, l’altro ex del match, che da Foggia è andato via la scorsa stagione in concomitanza con l’avvento di Zdenek Zeman in panchina. E che sicuramente ci terrà un mondo a farsi rimpiangere.

Per svoltare definitivamente e pensare a un nuovo campionato finalmente in linea con le ambizioni della vigilia, Petermann e soci devono inseguire il primo raid stagionale formato-export. Che dovrà però passare attraverso una prova di maturità. E qui dovrà metterci molto del suo il tecnico Gallo, che da quando si è seduto sulla panchina del Foggia sta mostrando un sano pragmatismo che sta spingendo la squadra lontano dalle secche della classifica.

Al Rocchi domenica prossima difficile ipotizzare stravolgimenti sul piano tattico, non è ancora tempo di cambiare sistema di gioco perché il 3-5-2 è l’abito che meglio calza al Foggia in questo frangente, anche se non è escluso che a ruotare possa essere qualche interprete. Con Malomo che appare in affanno e che sabato scorso è uscito malconcio dalla sfida con l’Andria, potrebbe scoccare nuovamente l’ora di Di Pasquale dal 1’ nella cerniera a 3 di difesa nella quale Rizzo e Sciacca dovrebbero essere riconfermati.

Nicolao e Garattoni si contenderanno il posto come “quinto” di destra, sul versante opposto Costa resta inamovibile, mentre Petermann, Di Noia (o Odjer) e Frigerio andranno a completare il reparto di centrocampo.

Lì davanti tornerà ad agire la coppia Vuthaj-D’Ursi, che al momento sembra la meglio assortita oltre che la più imprevedibile. Servirà graffiare al Rocchi e ripartire perché la Viterbese non costruisce dal basso. Il Foggia lo dovrà tenere bene a mente.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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