E segna sempre lui...Ogunseye si è messo il Foggia sulle spalle: il 27enne è arrivato a 10 reti

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All’alba di questa stagione erano davvero in pochi a concedergli credito: “E’ inadeguato per il Foggia”, uno dei commenti più teneri nei suoi riguardi che gli sono piovuti addosso a margine delle sue prime timide apparizioni in rossonero.

I numeri maturati finora hanno invece permesso a Roberto Ogunseye di riscrivere la sua storia all’ombra dello Zaccheria. Tutto merito dell’attaccante italo-nigeriano che ha saputo smentire tutti. Ma anche di chi gli ha dato fiducia.

Fabio Gallo su tutti: “Il ragazzo si merita tutto quanto gli sta capitando - aveva sottolineato il tecnico di Bollate nel post gara col Potenza -, ha sempre lavorato con il massimo impegno. Lo ha fatto anche in quelle partite dove la prestazione è sembrata più ‘brutta’ di altre solo perché non è riuscito a fare gol. Per me non funziona così. Un calciatore gioca male quando non è nella partita. Questo Roberto non l’ha mai fatto, perché si è sempre applicato con sacrificio per il bene della squadra, dimostrando di essere una risorsa importante”.

Sta tutta qui l’avventura dell’ex Modena in maglia rossonera a oggi. Partito per essere, nella migliore delle occasioni, la spalla di un certo Vuthaj (poi finito nel dimenticatoio), se non l’attaccante di scorta buono per ogni evenienza, Ogunseye invece all’atto pratico si è messo il Foggia sulle spalle.

Al punto che può considerarsi lui il vero artefice della rinascita, una rigenerazione a tutto tondo che gli ha permesso finora di mettere a segno 7 gol in 27 partite di campionato e 3 reti in 4 gare di Coppa Italia. La prima arrivò esattamente un girone fa contro la Juve Stabia, era il 18 ottobre: un’incornata perfetta all’87’ che permise a Gallo di portare a casa il primo pareggio della sua gestione dopo l’elettrizzante vittoria in casa con il Crotone.

Fu un vero e proprio battesimo di fuoco, che però non consentì a Ogunseye di trovare la tanto agognata continuità di rendimento. Difficoltà dovuta principalmente a due fattori: la condizione ancora approssimativa della squadra in quel frangente e il dualismo con Dardan Vuthaj. Che ha portato alla staffetta che ha caratterizzato buona parte d’inizio stagione, fino alla sconfitta esterna contro il Giugliano del 4 dicembre scorso.

La gara in cui il bomber albanese ha lasciato il terreno di gioco, di fatto l’ultima sua apparizione con la maglia del Foggia. Da quel momento il 27enne attaccante è diventato titolare inamovibile dello scacchiere di Gallo: e immediato è arrivato il gol della tranquillità su rigore contro il Catanzaro in Coppa Italia che è valso il passaggio del turno. Di lì in poi sarebbe stato un crescendo rossiniano che lo ha portato a realizzare il suo secondo miglior bottino stagionale.

Il migliore in assoluto risale alla stagione ’19-’20, quando indossava la maglia dell’Olbia nel girone A di Lega Pro. In quel campionato Ogunseye riuscì a siglare 8 reti nella regular season (record eguagliato della stagione ’17-’18), una nei playoff e 4 in Coppa Italia. Uno score quest’ultimo che spera di migliorare nella stagione in corso.

Le partite da giocare sono ancora molte (9): nel frattempo il suo mentore per eccellenza è andato via, ma la voglia e la determinazione di una squadra che nella prima partita senza il suo ex allenatore è riuscita a portare a casa una vittoria fondamentale per la corsa al terzo posto sono rimaste intatte.

Il merito? Ovviamente dell’intero gruppo, ma anche (e soprattutto) della zampata di Robertone Ogunseye, l’attaccante che all’inizio di stagione faceva disperare i tifosi e che strada facendo è riuscito a superare tutte le difficoltà incontrate.

“Devo riconoscere che ho sempre avuto occasioni per fare gol, ma ci sono dei momenti in cui la palla non entra in nessuno modo e altri invece in cui basta sfiorarla appena - ha ricordato soltanto sabato scorso a margine della vittoria di Andria -. Per un attaccante tutto questo è normale. L’importante è rimanere equilibrati e ricordarsi che il lavoro paga sempre”. Una gioia per il giocatore, per il popolo rossonero e soprattutto per il neo allenatore Mario Somma. Il quale più di tutti ha bisogno dei suoi gol.

Roberto Ciavarella

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