L’ex capitano Alessio Curcio avverte il Foggia Calcio: “Non siamo sazi, inseguiamo altri record”

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Fra il Foggia e il terzo posto spunta un avversario in più: Alessio Curcio. Sì, proprio lui l’ex capitano che l’estate scorsa a un certo punto decise di dire basta e voltare pagina. Stanco dei comportamenti irrispettosi del club nei suoi riguardi. Fu accusato di alto tradimento, etichetta scomoda che ha accompagnato il suo addio, in realtà furono altri a tradire la sua fiducia. E’ andata così, forse era scritto, e sta di fatto che ora sta per incrociare il suo più recente passato forte di una B di cui fare bella mostra col suo Catanzaro. Il vero problema è che domenica in campo Curcio non sarà l’unico a caccia di rivincite.

Innanzitutto i complimenti, sono doverosi...

Grazie, vincere non è mai facile, ed anche se dall’esterno può essere sembrato tutto fin troppo semplice vi garantisco che non è stato così...

Non si direbbe, visto il distacco siderale che avete inferto ai vostri avversari.  Che stagione, nello specifico è stata per Alessio Curcio?

Al di sotto sicuramente delle mie personali aspettative personali, ma quando vinci un campionato e consegui un traguardo professionale prestigioso, comunque a prevalere è la soddisfazione. Oltretutto per me si tratta della prima promozione in carriera, credo adesso alla mia età di meritarmi una chance in B.

Resta il rammarico di aver giocato poco?

Beh, sicuramente rimanere spesso e volentieri a guardare non può avermi fatto piacere, ma devo considerare che da noi quest’anno la concorrenza è stata davvero altissima, non sono stato l’unico a sentirmi un tantino sacrificato. Mi conforta il fatto di aver messo assieme nei 1100 minuti giocati 9 gol e 4 assist. Direi che la media gioca tutta dalla mia parte.

Sempre soddisfatto della scelta fatta. Tornando indietro la rifaresti?

Assolutamente sì, anche perché non dimentico di essere stato messo nella condizione di andare via. Catanzaro è stata la migliore scelta possibile, sapevo di fare un ulteriore salto di qualità e di andare in una piazza che si stava preparando per il grande salto. E così infatti è stato.

Differenze notate fra Catanzaro e Foggia?

Direi come il giorno e la notte...Qui ho trovato una società-modello in cui tutto funziona alla perfezione. C’è un team di professionisti che lavora sodo ma in totale autonomia e senza interferenze. Pensano a tutto per metterci nelle condizioni ideali di esprimerci al meglio. A Foggia, invece, dovevo pensare a tutto, e da solo. Allenarmi e giocare erano gli unici miei personali diversivi.

Che idea ti sei fatto della stagione della tua ex squadra?

Direi positiva, è stata una buona annata, sono ancora in lizza per il terzo posto. Magari altalenante per tutti i motivi noti legati ai continui cambi in panchina, e non solo. Se non ricordo male però si era partiti per arrivare davanti a tutti, anche in quest’ottica sono stati fatti investimenti importanti per la categoria. Tutt’altra musica rispetto alla stagione precedente, eppure il risultato finale non mi sembra sia stato granché diverso. Dò un 6,5 al Foggia, sarebbe stato 7 pieno senza tutto il caos registrato.

Coi vecchi compagni sei rimasto in contatto?

Certo che sì, un po’ con tutti quelli che hanno costituito il gruppo della passata stagione. Soprattutto con Nicolao, si era cementato un bel rapporto. Peccato sia finita così...

E con Zeman?

Beh con il mister c’è una sorta di filo diretto, lo chiamo almeno un paio di volte a settimana. Il maestro a Pescara ci sta già mettendo del suo, lui inculca la mentalità vincente, le altre squadre possono anche avere i giocatori forti singolarmente, ma è il collettivo che fa la differenza. A Zeman resterò per sempre grato, mi ha cambiato la vita e la carriera”.

Il tuo legame con Foggia, invece?

Sempre forte e saldo. Avrò sempre riconoscenza e rispetto per questa città che mi ha dato tanto. Resta un punto di riferimento importante, ho ancora tanti amici, su tutti il dott. Atanasio De Meo, che ha segnato la svolta della mia carriera sotto il punto di vista della nutrizione ed integrazione. Un passaggio per me fondamentale, che mi ha consentito durante la stagione di farmi trovare sempre pronto ogni qualvolta sono stato chiamato in causa.

Il Foggia alla fine come si piazzerà in campionato, e dove arriverà nei playoff?

Il campionato resta aperto per il terzo posto, Rossi può dettare la svolta, anche se il Pescara parte leggermente favorito. Per quel che riguarda gli spareggi sarà invece un discorso fisico e mentale in cui chi è abituato a vincere arriverà fino in fondo.

I tre gol di sabato scorso ti servono per affrontare al meglio il tuo recente passato?

No, ogni partita ha storia a sé, anche se si è trattato della prima tripletta in carriera e me la sono goduta fino in fondo.

Che Catanzaro troverà il Foggia?

Il solito visto finora, non siamo sazi, e ci teniamo a raggiungere altri record assieme ai miei compagni. Credo che domenica ci sarà da divertirsi...

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testatina dillo al direttore WEB

 



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