C’è, ma non si vede: Antonio Vacca diventa sempre più “oggetto misterioso”. Sirene inglesi per lui?

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C’è, ma non si vede. Antonio Junior Vacca e il Foggia sono sempre più distanti. Salutato come la panacea di tutti i mali solo a gennaio scorso, il ritorno in rossonero dell’ormai 33enne play di Scampia sta assumendo sempre più i connotati del déjà vu.

Quella di domenica prossima avrebbe dovuto essere la sua gara, consacrata e fatta apposta per celebrare il suo ritorno in campo contro il Catanzaro dei miracoli, l’occasione anche per riabbracciare vecchi amici (come Iemmello e Martinelli) coi quali da queste parti ha scritto un pezzo di storia rossonera. E invece ancora niente, non se ne farà nulla.

E chissà se a questo punto per il centrocampista ci sarà più l’opportunità di tornare a indossare la maglia del Foggia dopo lo scampolo di Cerignola conclusosi amaramente con quel cartellino rosso che gli venne sventolato sotto il naso. Vacca, dopo l’ultimo stop patito in allenamento che l’ha costretto a tornare ai box, è sempre più un oggetto misterioso.

Salterà anche la sfida del Ceravolo, per tutta la settimana se n’è stato a bordo-campo a seguire i compagni in allenamento, il suo programma di lavoro differenziato in palestra prosegue senza interruzioni, ma ormai si nutrono poche speranze di rivederlo a stretto giro nuovamente in campo.

Certo, ci sarebbe a disposizione ancora la coda dei playoff per salvare una seconda parte di stagione che è stata da montagne russe, ma al momento resta davvero difficile ipotizzare che Delio Rossi nella fase decisiva della stagione decida di far ricorso a chi non è in condizioni ottimali e ha una autonomia limitata. Fine dei sogni, o quasi, per un ragazzo d’oro, che pure era arrivato a Foggia tre mesi fa con la voglia di spaccare il mondo e di dare un contributo alla causa.

Ma i guai fisici che stanno punteggiando la parte finale della sua carriera continuano a non dargli tregua. E la buona volontà, evidentemente, da sola non può bastare a fare il miracolo. E qui tornano a galla tutte le perplessità che avevano accompagnato la sua rentré in rossonero per quella che aveva assunto fin dall’inizio le sembianze di una mera operazione-nostalgia più che di un effettivo valore aggiunto per il Foggia.

Vacca, che ad oggi ha cumulato appena due spezzoni di gara, era stato lo strombazzato colpo da 90 del mercato di riparazione di patron Nicola Canonico, che a gennaio nel mentre sfoltiva la rosa per contenere i costi di gestione, si aggrappava a due ritorni eccellenti per implementare un organico che avrebbe avuto bisogno di ben altri correttivi per essere realmente competitivo. Fabio Gallo, all’epoca ancora sulla panchina rossonera, prese da subito le distanze da una operazione che non condivise nella forma e nella sostanza, e che contribuì a incrinare i suoi rapporti con la proprietà: “Non chiedetemi quando il giocatore sarà disponibile, con lui abbiamo concordato un programma di lavoro mirato che spero sia il più efficace possibile, ma ci sarà bisogno di tempo e pazienza”, così liquidò la vicenda il tecnico milanese che in quel frangente avrebbe gradito ben altri ritocchi per il suo Foggia.

Vacca, che da queste parti continua a conservare ancora numerosi estimatori, e che nel gruppo è entrato subito in simbiosi, aveva accettato Foggia nella segreta speranza di ritrovare l’orgoglio e le motivazioni per rimettersi in discussione dopo un periodo difficile, in cui aveva dovuto misurarsi con un infortunio piuttosto delicato. Prima di sottoscrivere il biennale che lo lega al club rossonero fino al 30 giugno ‘24 era stato sotto osservazione ad Ascoli in B.

I maliziosi sussurrano che nelle Marche non si sarebbe però mai trasferito proprio per via delle sue condizioni fisiche non ottimali, quando si è fatto vivo il Foggia (l’imbeccata è partita dall’amico fraterno e team manager Valente) non è stato difficile trovare l’intesa. Soprattutto con patron Canonico, abbagliato fin dal primo momento dall’idea di riportare Vacca in rossonero.

La luna di miele però pare che sia già finita, sembrerebbe infatti che il presidente sia particolarmente infastidito dai contrattempi fisici che continuano a tenere il giocatore lontano dai terreni di gioco, e Vacca che non è certo uno sprovveduto, dall’alto della sua esperienza sa bene come vanno certe cose quando attorno non si avverte più la fiducia.

Inevitabile allora che abbia cominciato a dare segnali di insofferenza. Anche (e soprattutto) nei riguardi del ds Piergiuseppe Sapio con il quale pare sia arrivato ai ferri corti in occasione del post gara con il Monterosi, costato l’addio a Mario Somma. Quella sera nel chiuso dello spogliatoio sarebbero volate parole grosse, c’è chi dice anche qualche schiaffo (?), episodio quest’ultimo che avrebbe finito con il raffreddare ulteriormente Canonico. Era il 25 marzo scorso, Vacca era fresco reduce dalla settimana post-derby in cui era incappato nel malanno che tuttora lo tiene out.

E pensare che c’era chi addirittura aveva cerchiato in rosso la data del 16 aprile come quella che avrebbe segnato la fine di un incubo: di Vacca invece si sono perse le tracce, e c’è chi sussurra che la sua avventura-bis in rossonero sia ormai da considerarsi ai titoli di coda.

Pare che ultimamente siano arrivate sirene da Brighton, ci sarebbe chi è disposto ad accoglierlo a braccia aperte per l’immediato futuro nel suo staff, per avviarlo a una seconda carriera. E a una nuova vita. Sarà vero? Oppure è l’ennesimo chiacchiericcio che spesso e volentieri si fa attorno ad un ragazzo che qui in tanti avrebbero voluto vedere ancora protagonista sul terreno di gioco? 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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