La Turris domani. Per chiudere in bellezza e magari centrare al fotofinish la quarta piazza che garantirebbe se non altro l’accesso diretto al secondo turno eliminatorio dei playoff.
Quindi sotto con gli spareggi, che in partenza sembrano chiusi nel pronostico, e ai quali sarà però il caso di guardare con occhio interessato per provare a dare un senso alla stagione. Non si sa mai.
Il Foggia che a soli 90’ dalla conclusione della stagione regolare non sa ancora se alla fine si accomoderà sul quarto, quinto oppure sul sesto gradino della classifica si aggrappa a Delio Rossi nella segreta speranza che l’ultimo arrivato alla corte di patron Nicola Canonico riesca lì dove i suoi predecessori hanno puntualmente fallito.
Vale a dire scuotere l’ambiente da quello stato di apatia e torpore che ormai lo avvolge da qualche tempo e, perché no, coltivare l’ambizione di giocarsi almeno una chance nella corsa alla promozione. Obiettivo che al momento appare distante anni luce, e che pure non è detto non possa improvvisamente balenare da queste parti.
Dura, anzi durissima arrivare fino in fondo nella lotteria degli spareggi, nella griglia di partenza dalla quale verrà fuori la quarta promossa il Foggia parte inevitabilmente nelle retrovie, non foss’altro perché è la formula della competizione che mette spalle al muro i rossoneri. Poi però le partite vanno giocate ed è qui che potrebbe entrare in gioco la capacità di Delio Rossi di cambiare corso a una annata che, dopo il capitombolo interno con il Monterosi, pareva irrimediabilmente segnata. Con Canonico pronto a votarsi all’autogestione e la tifoseria sul piede di guerra.
In fondo adesso perlomeno una “speranzella” da coltivare il Foggia la può avere, nonostante tutto. Che sia benedetto quindi il cavillo regolamentare che ha costretto il club a scartare la soluzione interna Giunta e a rivolgersi altrove per risolvere la crisi tecnica, l’avvento di Rossi in panchina ha restituito un briciolo di ottimismo in più e ricreato, se non altro, le condizioni minime per un ritorno al passato.
E a un calcio del quale con l’attuale gestione si rischiavano di perdere definitivamente le tracce. Non sapremo mai fino in fondo perché Delio Rossi abbia accettato di tornare dopo circa 27 anni, sapendo oltretutto di doversi misurare con una realtà molto diversa da quella che lasciò nel ‘96, quando da queste parti si stava irrimediabilmente per chiudere un ciclo di successi.
Foggia nel frattempo anche sotto il profilo calcistico ha fatto sensibili passi all’indietro, è collassata su sé stessa incapace di qualunque scatto di orgoglio e sempre più asservita a logiche che hanno visto negli ultimi tempi succedersi al bastone di comando proprietà non indigene. E, sotto questo punto di vista, le due ultime stagioni nel segno di Canonico sono state lo specchio di una situazione di disagio complessivo dalla quale si fa sempre più fatica a divincolarsi.
Rossi in questa fase (che era e rimane di transizione) dovrà fungere da normalizzatore, la sua funzione principale sarà quella di rimettere al loro posto i tasselli del mosaico. Lo attende un compito faticoso, 20 giorni sono stati sufficienti per fargli capire che ci sarebbe bisogno di una ruspa per rimettere le cose a posto. Chissà se gli verrà concesso spazio e tempo...
Per il momento il tecnico romagnolo deve concentrarsi solo sul campo e vivere alla giornata. Domani con la Turris serve vincere per non lasciare nulla d’intentato per il quarto posto. E restare in attesa dei risultati che arriveranno dagli altri campi: sulla carta il compito più agevole sembra averlo il Foggia. Ma meglio non fidarsi delle apparenze, la Turris è a tutti agli effetti una insidia, i corallini virtualmente sono salvi, ma non è detto che non possano covare ancora qualche ambizione anche in ottica playoff.
Oltretutto il trend della formazione campana, da quando in panchina c’è Fontana, è in netta controtendenza rispetto alla gestione Di Michele. Quindi servirà massima concentrazione nell’ultimo appuntamento casalingo della stagione regolare, il tetto dei 61 punti è alla portata di Di Pasquale e compagni che non possono permettersi distrazioni proprio ora, in prossimità dell’ultimo scoglio.
Sarebbe imperdonabile non approfittare di eventuali (e possibili) passi falsi di Audace Cerignola e AZ Picerno che al momento sopravanzano il Foggia. Ma che non è detto domenica sera continuino a farlo.
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