Foggia, è un quarto posto da sballo: il piazzamento finale dei rossoneri è da salutare con soddisfazione

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Quarti. Nonostante tutto. E contro ogni previsione. Ma la domanda sorge spontanea: cosa sarebbe stato di questa stagione dai mille rivoli e risvolti senza le sortite intempestive di una proprietà sempre fin troppo impicciona? Non lo sapremo mai, ovviamente.

Ciò che è certo è che il Foggia di Delio Rossi si congeda dalla stagione regolare con una prestazione che è un inno all'ottimismo. E adesso guarda al futuro con un pizzico di fiducia in più. I rossoneri grazie al poker rifilato alla Turris e ai concomitanti risultati arrivati dagli altri campi (pari dell’Audace Cerignola e sconfitta dell’AZ Picerno nello scontro diretto casalingo con il Pescara) finiscono ai piedi del podio.

A margine di una stagione sempre all’insegna dell'inseguimento, partito in ottobre dal penultimo gradino della graduatoria. E chiusa in bellezza domenica sera allo Zaccheria. Ma che avrebbe potuto concludersi anche con la terza piazza finale se solo patron Canonico a un certo punto non si fosse messo di traverso.

Inventandosi dal nulla la soluzione-Somma che, in netta antitesi con la parentesi fortunata di Gallo, ha impedito al Foggia di agguantare il terzo posto (che ironia della sorta i rossoneri hanno occupato provvisoriamente proprio durante la gestione del tecnico-opinionista tv) e di mettersi alle spalle anche il Pescara di Zdenek Zeman.

I troppo frequenti chiari di luna del presidente hanno indirizzato una annata che avrebbe potuto avere con molta probabilità un diverso epilogo, e questo per quanto sia stata ripresa letteralmente per i capelli prima da Fabio Gallo e poi in dirittura di arrivo da Delio Rossi. Che coi 9 punti totalizzati negli ultimi 360' ha rimesso in carreggiata una squadra che dopo il tonfo casalingo col Monterosi pareva ormai alla deriva. Avviata ad un inevitabile fallimento.

Dove e a cosa potrà adesso puntare il Foggia nella post-season resta un grande punto interrogativo: certo, i segnali che arrivano incoraggiano all'ottimismo, ma è chiaro che tutto è molto relativo e che d’ora in avanti sarà bene vivere alla giornata. Senza creare inutili aspettative, che a questo punto della stagione lasciano il tempo che trovano.

Rossi, ovviamente, assieme ai suoi ragazzi proverà a giocarseli al massimo questi playoff, ma è innegabile che il Foggia debba pagare dazio a formazioni che sono state allestite per arrivare fino in fondo (Entella e Cesena su tutte). E che non hanno lesinato sacrifici economici per essere competitivi.

Niente arriva per caso, ma tutto va programmato: come ad esempio non mettere sul piatto della bilancia il fatto che la rosa di cui dispone Rossi sia numericamente esigua, inadeguata quindi per affrontare con successo la fase tambureggiante dei playoff che in un mese prevede gare ravvicinate (due a settimana).

E’ inevitabile allora che il Foggia alla distanza sconterà questa carenza, che solo un prodigioso recupero in tempi record di due pedine sulla carta fondamentali come Vacca e Beretta, finora impalpabili, potrebbero azzerare. In quanto in grado, se recuperati appieno sotto il profilo fisico, di consentire al Foggia di potersi assestare nella griglia di partenza con ben altre ambizioni. Così, invece, è tutto molto più aleatorio ed opinabile. Perché restiamo nel campo delle ipotesi.

Certo per come si era messa il quarto posto finale sembra quasi una gentile concessione delle avversarie. Che hanno fatto di tutto e di più per consentire a Di Pasquale e soci di tornare in corsa. Ma in ogni caso ad essere chiamate in causa sono le precise responsabilità della proprietà, che ha fatto e disfatto a proprio piacimento, e che a gennaio molto avventatamente ha optato per scelte assai discutibili che ad oggi non hanno pagato.

Bjarkason rappresenta l’unica piacevole sorpresa in un contesto di totale approssimazione: l’islandese con Delio Rossi sta trovando sempre più spazio e si candida a diventare molto più di una semplice alternativa. Il biondo vichingo, come si ricorderà, fu una illuminata intuizione del ds Lauriola che condusse la trattativa col Venezia prima di interrompere la sua breve parentesi in rossonero. E quindi non ascrivibile né al direttore sportivo Sapio, né tantomeno a patron Canonico.

Che, viceversa, hanno caldeggiato gli arrivi di Vacca e Beretta, che rischiano di portarsi dietro l’antipatica etichetta di nostalgici ritorni. Per fortuna Delio Rossi ha rimesso le cose a posto e impresso la svolta, prima che fosse troppo tardi, adesso il Foggia è tornato ad essere squadra e sembra essere nella condizione di non recitare da semplice comparsa nei prossimi spareggi-promozione. Che, è ormai praticamente ufficiale, slitteranno di una decina di giorni per via dei soliti ricorsi che incombono minacciosi sulla coda della stagione.

Un contrattempo che in casa Foggia non dispiacerà certo a Rossi, che avrà a disposizione qualche giorno in più per affinare la condizione dei suoi e provare a recuperare gli acciaccati cronici. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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