Specchio, specchio delle mie brame: chi sono le più belle del reame? I playoff si avvicinano, l’adrenalina sale. Ma soprattutto la curiosità di conoscere quali, alla vigilia, sono le maggiori pretendenti a seguire in B le già promosse Catanzaro, Reggiana e Feralpisalò. Ventotto formazioni ai nastri di partenza dal prossimo11 maggio, una sola però arriverà fino in fondo e potrà festeggiare.
Si parte con il doppio turno della fase del girone, nella quale sono state abbinate le squadre classificatesi tra il quinto e il decimo posto (con vantaggio di campo e risultato in caso di pareggio) in favore della meglio classificata in stagione regolare. Le quarte (e quindi il Foggia) entreranno in campo, invece, a partire dal successivo 14 maggio.
Con l’inizio della fase nazionale, scenderanno in campo anche le terze e la squadra vincitrice della Coppa Italia, vale a dire Lecco, Vicenza (CI), Virtus Entella e Pescara. Da quel momento in poi i playoff entreranno nel vivo, con scontri di andata e ritorno che avranno come tie-breaker in caso di eventuale risultato in parità il miglior piazzamento in stagione regolare.
Solo a partire dal secondo turno della Poule Nazionale entreranno in tabellone anche le seconde classificate, che avranno inevitabilmente i gradi di favorite per arrivare alla vittoria finale. Nella fattiscpecie si tratta di Pordenone, Cesena e Crotone: al termine della fase nazionale, le migliori quattro arriveranno al tabellone definitivo della Final Four, in cui il sorteggio stabilirà gli accoppiamenti delle semifinale che porteranno alla finale di ritorno del prossimo 18 giugno.
A partire con i favori del pronostico sono in due: il Cesena di Domenico Toscano, tecnico abituato a vincere, che dopo un finale di stagione in crescendo, chiuso a soli 2 punti dalla Reggiana prima, arriva ai playoff con la voglia di centrare la promozione in Serie B, un torneo che al Cavalluccio manca dal fallimento del 2018. Ma occhio anche alla Virtus Entella di Gennaro Volpe e di patron Antonio Gozzi che sempre nel girone B ha chiuso al terzo posto e che nelle sue file può far leva su elementi abituati a vincere (un nome su tutti l’uruguaiano Gaston Ramirez con trascorsi significativi in A con Bologna e Samp).
In prima fila, anche se leggermente più dietro, ci sono nell’ordine Crotone e Pordenone, altre due squadre di assoluto livello che recentemente hanno navigato stabilmente in B e che sono state costruite per conquistare la promozione sul campo.
Come sempre però, ad insegnarlo è il Palermo di Silvio Baldini della scorsa stagione che da terzo mise tutti infila, i playoff di Serie C sono una competizione difficilmente prevedibile, nella quale i valori della vigilia possono essere anche disattesi. Ecco perché non bisogna sottovalutare l’impatto potenziale di squadre come Pescara e Vicenza, che pur dovendo affrontare più turni delle big, hanno tutte le carte in regola per giocarsi la coda degli spareggi da protagonisti.
Tra club con grandi tradizioni e novità assolute, la corsa verso la B è davvero un rebus, non è però un mini-campionato a sè stante, perché il regolamento dei playoff inevitabilmente alla fine privilegia, com’è giusto che sia, chi nel corso della stagione ha gravitato nei paraggi della vetta della classifica.
I tre gironi di C hanno assemblato una griglia di partenza eterogenea, e un’analisi a 360° porta inevitabilmente alla ribalta tante squadre storiche che lottano per salire in B.
Nei gironi A e B ad esempio partecipano già alla prima fase il Padova, che ha un grande storia, e l’Ancona, nel cui stadio ha segnato l’ultimo gol della sua carriera Marco Van Basten. Insieme a loro anche grandi speranze come il Pontedera (famoso perché batté l’Italia di Sacchi in amichevole nel 1994) e l’Arzignano che sfida il Renate in un match tra novizie della potenziale serie B. Ma come dimenticare il Lecco (con trascorsi nella massima serie), oppure la Carrarese e soprattutto il Vicenza (altra nobile decaduta) che ha tagliato il pass per gli spareggi grazie alla conquista della Coppa Italia di categoria nella doppia finale con la Juventus Next Gen.
Anche il girone C vede ai nastri di partenza grandi nomi. Primo fra tutti il redivivo Foggia di Delio Rossi, che (non è detto) potrebbe anche sfidare il Pescara allenato da Zdenek Zeman, in quella che sarebbe una sfida dai mille risvolti nostalgici (entrambi gli allenatori si sono accomodati su entrambe le panchine in carriera). Prima però scenderanno in campo squadre poco avvezze a lottare per la B, come il Monopoli, l’AZ Picerno e l’Audace Cerignola. Comparsate in B le hanno fatte invece Potenza, Latina e Juve Stabia.
Toscano, tecnico del Cesena, appena qualche giorno fa ha detto la sua, indicando quelle che sono le sue favorite della vigilia: “Pordenone e Padova per organici e tradizione - ha detto l’allenatore calabrese -, ma non perderei di vista il Gubbio che ha Braglia in panchina che è un vincente. Nel raggruppamento C invece mi intriga molto il Picerno, anche se ultimamente ho seguito con interesse Pescara e Foggia. Sono allenate da due grandi allenatori, hanno organici di livello, e poi sono accompagnate dal grande calore dei loro tifosi”.
Così parlò Toscano, che nel calderone, ovviamente, si è premurato di non inserire il suo Cesena. Questione di scaramanzia.
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