Cuore batticuore Foggia. Domani allo Zaccheria si gioca la finale di andata dei playoff con il Lecco

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Segnali. Incontrovertibili. Che lasciano presagire che proprio nella stagione più pazza che si ricordi a memoria, e nella quale la coda degli spareggi sembrava un ostacolo praticamente insormontabile, il tabù playoff può essere finalmente sfatato. Il Foggia che si accosta ad una finale acciuffata con pieno merito a Pescara seppure all'ultimo rigore, se si volta indietro coglie indizi che aprono il cuore alla speranza. 
Dalmasso e Markic sono gli ultimi che balzano agli occhi e che aggiungono altra irrazionalità ad una annata senza precedenti. 

Sia il portiere argentino che il difensore bosniaco sono due facce della stessa medaglia: eroi per caso, ma ora più che mai punto di forza del fin troppo rabberciato scacchiere di Delio Rossi. Che ha il grande merito di aver rivitalizzato due giocatori che ormai erano finiti lontani dai radar rossoneri.

Ioaquin Domingo Dalmasso a gennaio da un giorno all’altro si era ritrovato addirittura fuori rosa, per precisa volontà del club che aveva deciso di puntare tutto sull'accoppiata di numeri uno Thiam-Nobile, negando così al promettente 23enne portiere di Rio Grande la possibilità di dare continuità alla stagione che con Zeman lo aveva portato alla ribalta. 

Senza una valida ragione Dalmasso era stato messo alla porta, e costretto ad allenarsi con l'Aquila, la sua ex squadra, perché a Foggia era stato tesserato anche Raccichini, e quattro portieri in rosa diventavano davvero troppi. 

Poi però l'avvento di Rossi in panchina (e qualche svista di troppo di Thiam) hanno riaperto le porte della prima squadra al portierino sudamericano, che in questi playoff è diventato titolare inamovibile, e che a Pescara con il rigore neutralizzato ad Aloi ha messo in discesa la qualificazione del Foggia.

Diversa, invece, la vicenda di Toni Markic, sponsorizzato la scorsa stagione direttamente dalla proprietà, ed utilizzato successivamente col contagocce. 

Zeman lo ignorava, poi di mezzo ci si è messo anche un brutto infortunio che lo ha messo out a lungo. È ricomparso d'improvviso dal nulla a gennaio il difensore di Ljubuski, qualche timida apparizione e null'altro. Pareva una meteora, anche con  Rossi il giocatore è rimasto dietro le quinte, poi all'Adriatico il tecnico riminese decide di gettarlo nella mischia con la mossa della disperazione, Di Pasquale e soci nei supplementari sono sotto e intravedono lo spettro dell'eliminazione. Markic coi suoi centimetri può farsi valere nel gioco aereo, ed infatti sugli sviluppi di un corner trova il guizzo sottomisura che vale il 2-2 e che rimette in corsa i rossoneri.
 
Dalmasso e Markic, i dimenticati del Foggia, sono così stati fra gli artefici principali della notte dei miracoli di Pescara. 
Chi l'avrebbe mai detto...
 
Segnali inequivocabili che questa può diventare la stagione giusta per cancellare la cocente doppia beffa con Avellino del 2007 e Pisa del 2016 che in finale ha negato il salto in B. Ed anche se il Lecco è avversario fra i più scorbutici da affrontare, il primo in assoluto che i rossoneri si trovano ad affrontare di un altro girone (dopo Potenza, Audace Cerignola, Crotone e Pescara), sale la convinzione di potercela fare. Soprattutto se il Foggia dovesse interpretare i prossimi 180' così come fatto contro Crotone e Pescara. Ragionando cioè sulla lunghezza del doppio confronto che consente comunque di riaprire i giochi, a differenza della gara secca. La condizione psico-fisica invidiabile evidenziata nell’ultimo frangente  è un'arma in più che i rossoneri possono fare valere a proprio favore, anche se poi molto dipende dall'atteggiamento dell'avversario che si ha di fronte. 

Sotto questo punto di vista il Lecco di Foschi sotto certi versi presenta diversi punti di contatto con il Foggia, almeno per la vitalità e la concretezza che riesce a sprigionare nell'arco dei 90'. Sarà una doppia finale dall'esito incertissimo, nella quale gli episodi potrebbero finire col fare la differenza. 

Da qualunque angolazione lo si guardi, questo spareggio che vale la B non ha un favorito d'obbligo: fifty Foggia e fifty Lecco.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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