“E’ da più di un mese che non ci vediamo, ma non ho sentito la vostra mancanza”. Ha aperto così la conferenza stampa Delio Rossi durante la quale ha annunciato che l’anno prossimo non sarà più l’allenatore del Foggia Calcio.
“Sono venuto al Foggia a quattro giornate dalla fine della regular season. Mi ha chiamato un certo signor Sapio, non sapevo chi fosse. Se chiama il Foggia e ci vado a parlare, vuol dire che voglio venire. Ho chiesto vitto e alloggio per me e il mio collaboratore. Mi hanno anche detto di venire da solo, ma ho preteso l’arrivo di Fedele. Poi ho parlato 10 minuti col presidente nella sua azienda”.
“A Canonico ho detto che non venivo per quattro partite, ma per quelle gare più un anno. Anche per un discorso di credibilità. Mi sono isolato completamente, ho lavorato 24 ore al giorno, da recluso. Ho spento anche il telefono. Mangiavo una volta al giorno, dormivo tre ore a notte”.
Durante la premessa, Rossi ha ringraziato il patron e si è quasi commosso quando ha mostrato gratitudine verso i giocatori. “Non avete idea di cosa hanno fatto i ragazzi e qualcuno si è permesso anche di contestarli. Non ultimo quello che è accaduto ieri. Hanno onorato la maglia”.
E’ stato sibillino, utilizzando un eufemismo, sull’analisi della doppia finale playoff: “Abbiamo cullato un sogno: io ho un’idea, ma non ho capito perché non si sia concretizzato. C’è stato qualcosa che esula dal discorso calcistico. L’idea me la sono fatta, ma me la tengo per me perché non posso dirla”.
Incalzato dalle domande, Rossi ha aggiunto: “Faccio l’allenatore da 30 anni e mi è capitato di vedere situazioni particolari. Ma in due partite ne ho viste troppe e tutte giudicate in maniera unilaterale. E mi chiedo: ‘Cosa può essere successo?’. Non voglio passare però per vittima. Mi fermo qui, perché non ho elementi per dire di più”.
“Accetto il dissenso, accetto la contestazione, ma non la sopraffazione e la violenza. Non è giusto, non è corretto. Da parte vostra non ho visto levate di scudi, avete minimizzato. C’è stata un’interrogazione parlamentare? E’ stato detto che sono quattro/cinque delinquenti. Non è così. E’ normale che sparano a una macchina di un giocatore? Non ho visto l’indignazione popolare o della parte sana dei tifosi”.
“Non ho comunicato questa decisione un mese fa, quando era maturata, perché era ancora tutto in ballo e avrei voluto chiudere con la conquista della serie B. In quel caso non sarebbe cambiata la mia scelta. Smetterò di allenare? Non lo so, sicuramente non lo farò più a Foggia".
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