Ipotesi di ripartenza. Che lasciano presagire una bozza di programma (ancora molto sommario) che guarda realisticamente alla Serie C. C’è un solo piano in casa Foggia, al momento, manca l’alternativa che eventualmente potrebbe prendere forma solo a partire da dopo il 30 giugno, quando arriverà il pronunciamento della Covisoc e si capirà in via definitiva chi è dentro e chi fuori. Fino a domani, dunque, tutti allineati e coperti dalle parti di viale Ofanto, anche se non è escluso che proprio per fine settimana torni a parlare Nicola Canonico, che si presume possa avere molti più elementi a disposizione per dettare la strategia che dovrà sottintendere la nuova stagione del Foggia.
Che non potrà che essere improntata al raggiungimento della B, atteso che nel giorno del suo insediamento al vertice del club l’imprenditore di Palo del Colle parlò di programma su base triennale. Quali siano le reali intenzioni del presidente rossonero resta da stabilire, è ormai dallo scorso 18 giugno che si è chiuso a riccio in un silenzio che va tutto interpretato, nessun commento a margine della beffa di Lecco, nè del successivo addio di Delio Rossi, in un primo momento pareva che già la scorsa settimana potesse venire allo scoperto. Ma poi le ultime vicende che di riflesso interessano anche il Foggia lo hanno portato a desistere, in attesa degli eventi.
Fermo restando che qualcosa sotto traccia si muove, e che la programmazione seppure ancora fra molte incognite sia stata avviata. Così dopo che nelle ultime ore è tornato d’attualità il nome di Emanuele Belviso, che al momento sembra essere l’indiziato numero uno ad avvicendare Piergiuseppe Sapio nei panni di direttore sportivo (anche se non si esclude che il nome sia stato dato artatamente in pasto all’opinione pubblica per verificarne la reazione sull’ambiente), i riflettori per la panchina si sarebbero accesi su un profilo che andrebbe in netta antitesi con il recente passato. E che starebbe anche ad indicare un repentino cambio di rotta. D’improvviso dall’usato in qualche misura garantito si opterebbe per un investimento proiettato nel futuro.
Così, dopo che negli ultimi due anni si sono succeduti i vari Zeman, Boscaglia, Gallo, Somma e Delio Rossi, ora si punterebbe forte su Michele Pazienza, che dovrebbe percorrere solo 35 chilometri dalla vicina Cerignola per accomodarsi sulla panchina del Foggia.
Il contatto c’è stato, e risale ai giorni immediatamente successivi la delusione di Lecco, sarebbe stato il dg Milillo ad incontrare l’allenatore sanseverese al quale è stata chiesta la disponibilità di tornare lì dove ha preso le mosse la sua esaltante carriera di calciatore.
Pazienza, che nel frattempo ha rescisso consensualmente con l’Audace Cerignola (con la quale in tre anni ha ottenuto prima la promozione in Lega Pro, e poi la successiva qualificazione ai playoff) ovviamente prenderebbe seriamente in considerazione l’ipotesi di allenare il Foggia, per l’allenatore di origine sanseverese si tratterebbe di una vetrina prestigiosa che gli consentirebbe di fare un bel balzo in avanti e di garantirgli notorietà e visibilità di cui in gialloblù ha potuto godere relativamente. Ma è ovvio che il Foggia ha appena avviato il suo casting, e con Pazienza si è trattato di un sondaggio che meriterà un ulteriore approfondimento non appena sarà ufficiale la categoria di appartenenza del club rossonero.
Che il matrimonio possa farsi o meno è ancora prematuro per dirlo, Michele Pazienza sarebbe allettato dall’idea di guidare il club con il quale ha anche ottenuto una promozione in C1 nell’ormai lontano ‘03, ma è chiaro che si rende necessaria anche una valutazione più complessiva rispetto ad un ambiente che è poco propenso ad attendere, e che a maggior ragione dopo la mancata promozione avrà ora per la testa solo e soltanto la B.
Senza dimenticare le insidie con le quali l’ex mediano di Udinese, Juve, Fiorentina, Napoli e Bologna dovrà misurarsi per tener testa ad una proprietà che, è noto, gradisce un coinvolgimento a tutto tondo.
A Cerignola Pazienza è stato coccolato dalla famiglia Grieco che lo ha accompagnato per mano lungo un percorso di crescita professionale che è andato in parallelo con le ambizioni del club: in riva all’Ofanto, inoltre, ha avuto al fianco un ds del calibro di Elio Di Toro con il quale ha condiviso a tutto tondo il progetto tecnico, e con il quale si è creata nel tempo una simbiosi perfetta. Condizioni che oggettivamente a Foggia sarà difficile ricreare, soprattutto se al vertice nel frattempo non muteranno gli assetti, e se alla fine la scelta sul ds ricadrà su Belviso. Che, ovviamente, non può che essere distante anni luce dalla filosofia calcistica di Pazienza.
E poi bisognerà anche capire a cosa realmente ambisca il Foggia se la scelta dovesse ricadere su un profilo come Pazienza. Che notoriamente predilige lavorare con i giovani di prospettiva con un programma proiettato nel futuro. Il che non sarebbe nemmeno tanto male per un club che deve essere attento ai conti ed evitare di fare il passo più lungo della gamba, come invece accaduto nell’ultima stagione. Il problema è che a Foggia ora l’ambiente dopo una B solo annusata mira a vincere. Con una squadra di categoria.
A proposito: gli under di prospettiva chi li dovrebbe andare a scovare?
(Delio Rossi e Michele Pazienza nella foto di La Goleada)
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