Foggia, un anno su montagne russe. Molte incognite tecniche e societarie per futuro. Ci aspetta girone durissimo

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Si chiude oggi la stagione calcistica ‘22/23. Al Calcio Foggia 1920 risulta difficile decidere come archiviarla, se positivamente (per come sono andate le cose, soprattutto nei play off: la squadra ha suscitato emozioni come non le riusciva di fare da tempo, creando attorno a sé un entusiasmo inimmaginabile solo qualche settimana prima) o negativamente (sul piano meramente dei risultati: i rossoneri alla fine non sono stati promossi né hanno alzato la Coppa Italia). In ogni caso, il club (salvo un ripescaggio, legato a mancate iscrizioni e ad eventuali ricorsi, al momento impensabile) sarà nuovamente ai nastri di partenza della Terza Serie per la quarantacinquesima volta nella sua storia, la quarta consecutiva.  

E a giudicare dalle probabili partecipanti (la composizione dei gironi ovviamente non è ancora nota), il prossimo campionato di serie C sarà più difficile di quello conclusosi nello scorso aprile e dominato dal Catanzaro, almeno per chi vorrà vincerlo. 

Non sarà semplice per il Foggia, giunto quest’anno – attraverso i play off – ad un passo dalla promozione, dopo aver concluso al quarto posto la regular season, migliorarsi: di fatto significherebbe salire di categoria. 

Per rendersene conto, basta guardare l’elenco dei club dal passato glorioso che dovrebbero essere inseriti nello stesso girone del Foggia, quello meridionale: Avellino, Benevento (retrocesso dalla B), Catania (promosso dalla D), Crotone e Pescara. Tutti  – come il Foggia, del resto – con più di una partecipazione in serie A. E con la voglia di tornare quanto prima ai fasti d’un tempo più o meno lontano. E più di qualcuno (come l’Avellino, ad esempio) desideroso di riscatto dopo un’annata deludente.

Vi sarebbe anche il Messina tra le “nobili decadute”, ma è alle prese con questioni societarie e non può essere, al momento, ambizioso e, dunque, non viene inserito nel lotto delle favorite (almeno sulla carta). In ogni caso sei formazioni, Foggia compreso, che partono in prima fila sono già un bel numero. 

Senza dimenticare che anche nel prossimo torneo vi sarà – come tutti gli anni – almeno una “squadra rivelazione” con la quale chi vorrà vincere dovrà fare i conti, come quest’anno lo è stata l’Audace Cerignola.

Insomma, nel campionato che prenderà il via il 27 agosto non saranno ammesse false partenze come è accaduto nel torneo da poco concluso sotto la guida di  Roberto Boscaglia.

Di fatto il Foggia, chiamato necessariamente a recitare da protagonista sul palcoscenico del prossimo torneo, riparte ancora una volta da zero o poco più. Esattamente come l’anno scorso, quando lasciarono Zdenek Zeman e Giuseppe Pavone. 

Oggi non ci sono più Delio Rossi (l’ultimo dei cinque allenatori che si sono avvicendati sulla panchina rossonera nella stagione che si sta chiudendo, che ha – comunque – motivato l’abbandono: piaccia o meno) e Piergiuseppe Sapio (“promosso” dalle giovanili dopo l’addio di Lauriola, di cui si son perse da tempo le tracce). Nuovo sarà, dunque, il ds (anche se dovesse trattarsi d’un ritorno ovvero se si dovesse rivedere in sede – come si sussurra – Belviso, già avvistato a Lecco), nuovo sarà l’allenatore (circolano vari nomi, ma alla fine Canonico potrebbe ancora una volta sorprendere tutti, si spera in positivo). E nuovi saranno molti elementi della rosa. 

Dei protagonisti dei play off sono sotto contratto in quattordici, e non è sicuro che restino tutti: Nobile, Dalmasso, Di Pasquale (potrebbe cambiare aria dopo il brutto episodio avvenuto all’indomani della finale di ritorno), Markic, Rizzo, Garattoni (piace al Venezia che lo voleva già a gennaio), Vacca, Petermann, Odjer (c’era tempo fa l’interesse del Giugliano), Frigerio (è nel mirino dell’Empoli e potrebbe fare il grande salto in Serie A), Di Noia, Schenetti, Peralta e Beretta. 

Hanno salutato per fine prestito Thiam (tornato alla Spal), Leo (Juventus), Kontek (Cesena), Costa (Napoli), Bjarkason (Venezia), Ogunseye (Modena) e Iacoponi (Parma). Quanto a Raccichini e Rutjens, scade oggi il loro contratto che li lega al Foggia. 

Dall’altro canto, tornano a Foggia per fine prestito Vuthaj (di rientro dal Novara), Vitali (dal Cerignola), Papazov (dalla Spagna) e Tonin (sempre che il Monterosi non eserciti il diritto di riscatto). 

La vera novità d’inizio stagione 2023/24 al Calcio Foggia 1920 è la partnership con la Fortore Energia. Già l’anno scorso Antonio Salandra – numero uno gruppo con sede operativa a Lucera che opera da oltre 15 anni nel settore della green economy e rappresenta uno dei maggiori player nazionali dell’eolico – aveva manifestato interesse per il club. Ora ha fatto sapere che darà il suo sostegno alla causa rossonera. 

Al momento solo come sponsor. Più avanti, magari quando si risolverà una volta per tutte la querelle Canonico-Pintus, chissà…
(Massimo G. Marsico - l’Attacco)

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