Il patron non parla, è indeciso sul da farsi e, inevitabili, si allungano nubi minacciose sul futuro del Foggia. Nicola Canonico ha scelto la strada del silenzio, nulla trapela dalle stanze segrete del club, chi avventatamente aveva anticipato le mosse del presidente preannunciandone una conferenza-stampa che avrebbe dovuto tenersi ieri è stato clamorosamente smentito.
Canonico non solo non ha riaperto il rubinetto delle parole, ma ha affidato all’ufficio stampa una nota a rettifica di quanto trapelato nelle ultime ore: “In merito alle notizie diffuse in rete di una conferenza stampa del presidente Nicola Canonico in programma tra oggi e domani, comunichiamo che tali notizie non rispondono al vero. La proprietà del Calcio Foggia 1920 nella figura del presidente Nicola Canonico terrà una conferenza stampa solo dopo la data del 7 luglio 2023, giorno in cui il Consiglio Federale comunicherà eventuali esclusioni, riammissioni e ripescaggi. Giorno e ora dell’appuntamento con i media sarà comunicato dall’ufficio stampa del club”.
In realtà l’imprenditore di Palo del Colle a più di qualcuno negli ultimi giorni aveva anticipato l’incontro di lunedì, sarebbe stata quella la sede più idonea per fare chiarezza a tutto tondo, ma poi in tutta fretta è ritornato sui suoi passi dopo che l’avvocato Chiacchio in primis gli ha suggerito di evitare qualunque commento prima della fatidica data del 7 luglio. Giorno in cui il Consiglio Federale renderà note le sue determinazioni, e si capirà quindi se esistano o meno i presupposti per avviare la battaglia legale che potrebbe protrarsi fino al 29 di agosto e portare addirittura, in estrema ratio, al blocco dei campionati.
Scoprire pertanto in questo frangente le carte e anticipare anche la possibile strategia da mettere in campo non ha senso, così come sbilanciarsi su cosa bolle realmente in pentola per la prossima stagione. Se ne riparlerà approssimativamente verso il 10 luglio quando il Palazzo si sarà pronunciato (con o a sfavore del Lecco) e (forse) dal Tribunale di Cagliari sarà reso noto il dispositivo del giudice che potrebbe anche determinare nuovi assetti societari con in sella di nuovo il socio di minoranza Maria Assunta Pintus.
Prima di quella data inutile ipotizzare scenari che lasciano il tempo che trovano, anche se appare evidente che Canonico punti molto (se non tutto) sul salto di categoria. Che, d’amblè, gli risolverebbe un mare di problemi da fronteggiare a stretto giro, e che lo vedrebbe ancora saldamente al comando. Con circa 9 milioni in più a disposizione, infatti, per il Foggia in B si schiuderebbero nuovi orizzonti, e a quel punto l’attuale proprietà non potrebbe che cavalcare l’onda lunga di una promozione che seppure non ottenuta sul campo varrebbe oro colato.
Dovesse viceversa la vicenda prendere tutt’altra piega, sembrano due le possibili soluzioni che possono profilarsi all’orizzonte: la prima porta nella direzione di un progressivo disimpegno di Nicola Canonico che, con l’ingresso di nuovi possibili finanziatori (Fortore Energia & co.) maturerebbe la convinzione di aver fatto il suo tempo a Foggia e quindi (dietro buonuscita) passerebbe la mano. Il che a quel punto invoglierebbe chi subentra a trovare l’intesa con Pintus che sarebbe di nuovo plenipotenziaria.
C’è però anche il rovescio della medaglia che vede ancora in sella l’attuale proprietà fino a quando l’intricata matassa societaria non si sarà dipanata. Nel qual caso toccherebbe nuovamente a Emanuele Belviso essere investito del ruolo di direttore sportivo operativo al fianco di Canonico, che continuerebbe così a orientare le scelte di mercato come peraltro già fatto nella scorsa stagione.
Nella prima come nella seconda ipotesi (con o senza Canonico) il prescelto per la panchina potrebbe essere Michele Pazienza. Individuato come il profilo double-face pronto per ogni evenienza. Potrebbe infatti fare al caso sia se si puntasse in alto (e con l’Audace Cerignola proprio nel corso dell’ultima stagione ha mostrato di essere maturo per competere per il vertice), sia che per farsi garante di un progetto votato alla valorizzazione dei giovani di prospettiva.
Che poi è quello che starebbe pensando di mettere in pratica Nicola Canonico nel caso in cui non gli riuscisse il colpaccio della B e dovesse (suo malgrado) proseguire l’avventura in rossonero per il terzo anno consecutivo. Pazienza a poco più di 30 chilometri dal capoluogo ha mostrato di saperci fare con gli under, il suo Cerignola ha fondato la sua stagione sul contenimento dei costi e sul minutaggio. Lì però il tecnico sanseverese aveva al suo fianco un ds come Elio Di Toro che sapeva assecondare le sue richieste.
Qui invece ci sarebbe Belviso che non sembra essere il profilo adatto per assemblare un gruppo giovane e monolitico, e di fare del Foggia una nidiata di “saranno famosi”. Peppino Pavone calzerebbe a pennello per il ruolo, ma fin quando sarà Canonico a menare le danze uno dei due è di troppo.
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