Una class-action per restituire al Foggia il maltolto. E ridare credibilità al sistema calcio. A promuoverla, col sostegno di diversi professionisti, è l’avvocato cassazionista foggiano Enzo De Michele, già noto alle cronache sportive per la crociata che condusse nel ‘19 a favore dell’allora Foggia dei fratelli Sannella con il ricorso al Tar del Lazio con richiesta risarcimento danni per 34 milioni di euro a Coni, Figc e Lega di B
per non aver potuto disputare i playout dopo la sentenza di primo grado che aveva condannato il Palermo. Stavolta la vicenda assume altri contorni, e De Michele è pronto a scendere di nuovo in campo a tutela dei dirtti del club rossonero.
Avvocato, da cosa prende le mosse la battaglia che sta per intraprendere?
Dal fatto che ci sono troppe cose che non tornano, il Prefetto di Lecco ad esempio garantisce sulla regolarità della documentazione per i criteri infrastrutturali, ma in realtà non sa di cosa parla perché il Lecco già dall’1 giugno scorso era fuori da ogni possibilità di competere per andare in B, con il comunicato del 30 maggio n.191 i lombardi non potevano richiedere la deroga e, anche se l’avessero richiesta, la Lega di serie B non gliela poteva concedere perché mancavano le condizioni di eccezionalità della istanza. Entro il 27 giugno, difatti, la Lega di serie B non ha mai comunicato alla Commissione Criteri infrastrutturali di aver accettato l’istanza di deroga del Lecco. Semplicemente perché non lo poteva fare. Certamente c’è stata una volontà ‘politica’ delle due Leghe di B e di C per favorire il Lecco e ammetterlo a prescindere, soprattutto dopo il CU del 22 giugno della Lega di serie B, che si lamentava delle dimissioni del Cda della Reggina. Tutti speravano che gli accordi di ristrutturazione proposti dal club calabrese fossero omologati, perché cancellare con un colpo di spugna il 95% dei debiti erariali fa comodo a chi è in deficit permanente con il fisco. Ma il Brescia si è messo di traverso, è intervenuto in sede di omologa degli accordi, il 22 giugno ha proposto anche ricorso inammissibile al Collegio di garanzia e l’operazione salva-Reggina e salva finanze società professionistiche è saltata. E così, forse anche per vendicarsi del Brescia, hanno cercato il 30 giugno di ammettere in B il Lecco, tanto che nel comunicato n.394/L del 30 giugno scorso la Lega Pro dava per scontato la sua ammissione alla B. Tutti i media avevano già anticipato la notizia, per quanto si trattasse di indiscrezioni senza nessuna ufficialità. Se è stata sufficiente una fortuita telefonata alle 17,49 del 30 giugno per evidenziare che il Foggia stava seguendo con interesse la questione del Lecco per far cambiare il parere da positivo in negativo, significa che il sistema calcio è fragilissimo, e il Foggia e i foggiani il diritto del club rossonero alla serie B devono dunque tutelarlo.
Il senso della petizione che i tifosi vorrebbero lanciare?
Ci rivolgiamo al presidente Gravina, e al Consiglio Federale della Figc da lui presieduto che si riunirà il prossimo il 7 luglio per decidere se ammettere o non ammettere il Calcio Lecco 1912 al campionato di serie B ‘23/24, dopo il parere negativo della Commissione Criteri Infrastrutturali e Sportivi-Organizzativi del 30 giugno scorso, e chiediamo formalmente che il giudizio della Figc si orienti soprattutto a riconoscere il diritto del Calcio Foggia 1920 a partecipare al campionato di serie B ‘23/24 secondo le regole sportive che, nell’ultima parte dei playoff di serie C, il sistema calcio non ha rispettato.
In che senso?
Il Sistema di Licenze Nazionali della Lega di serie B, approvato il 28 febbraio scorso, prevede che le società, per partecipare al Campionato di Serie B stagione sportiva ‘23/24, devono ottenere la Licenza Nazionale e a tal fine devono effettuare gli adempimenti in relazione ai criteri legali ed economico-finanziari, ai criteri infrastrutturali ed ai criteri sportivi e organizzativi. Per quanto riguarda i criteri infrastrutturali le società, entro il termine del 15 giugno scorso, avrebbero dovuto depositare presso la Commissione una corposa documentazione che fra le altre cose attesti la proprietà dell’impianto che si intende utilizzare da parte della società richiedente la Licenza, e nel caso in cui la società non abbia la disponibilità di un impianto nel proprio comune, inoltri istanza per ottenere la deroga a svolgere l’attività per la stagione sportiva ‘23/24 in un impianto non ubicato nel proprio comune, corredata dalla documentazione di cui ai precedenti punti, nonché dal nulla osta del Prefetto relativo ad un impianto ubicato nel territorio nazionale. La Lega di B avrebbe dovuto fornire alla Commissione, entro il termine del 27 giugno scorso, il parere sull’istanza in deroga, da concedersi in via eccezionale e per fondati motivi. Inoltre, la Lega di B avrebbe dovuto, entro lo stesso termine, certificare alla Commissione che l’impianto indicato dalla società richiedente la Licenza rispettasse i requisiti infrastrutturali innanzi indicati. Il Feralpisaló e il Catanzaro non avevano la disponibilità di un impianto nel proprio Comune ed hanno dovuto presentare istanza per ottenere la deroga per ragioni eccezionali a svolgere l’attività per la stagione sportiva ‘23/’24 in un impianto non ubicato nel proprio comune, ottenendola dalla Lega di B: il Feralpisaló giocherà nello stadio del Piacenza, squadra attualmente iscritta alla serie C; il Catanzaro nello stadio del Lecce, attualmente militante in serie A. Anche la terza squadra vincitrice del girone B del campionato di serie C, la Reggiana, per la stagione ‘23/24 avrà problemi di “convivenza” nel Mapei Stadium di Reggio Emilia con altra società professionistica, il Sassuolo in serie A.
Nella seduta del Consiglio Federale del 30 maggio scorso il Consiglio ha approvato criteri e termini per le riammissioni ai campionati di Serie A, Serie B e Serie C, che ricalcano nella parte dei requisiti, quelli delle precedenti stagioni .
Già, con la sola eccezione per il divieto di deroghe infrastrutturali, come risulta dal C.U. n.191 pubblicato l’1 giugno scorso. Ne consegue che a nessuna delle quattro semifinaliste dei playoff per partecipare al campionato di serie B ‘23/24 e completare il numero di quattro squadre che avevano diritto ad accedere alla categoria superiore dal campionato di serie C ‘22/23 sarebbe stata concessa eccezionalmente la deroga ai criteri infrastrutturali.
Il Calcio Lecco 1912 non aveva dunque i requisiti infrastrutturali e sportivi per partecipare al campionato di serie B ‘23/24...
Appunto, perché non aveva e non ha l’impianto adeguato né ha fatto nulla per adeguarlo durante la stagione ‘22/23 né era per le condizioni eccezionali per chiedere la deroga per utilizzare l’impianto in altro Comune. L’adeguamento di un impianto alla categoria superiore, visto che la promozione dovrebbe essere l’obiettivo sportivo fondamentale per partecipare ad un campionato professionistico con lealtà e probità sportive che le regole pretendono, non è come giocare alle slot machine, non ci si può affidare ad un colpo di fortuna o ai favori dell’arbitro “casalingo” in casa altrui. La promozione si programma e, se non si programma perché si intende galleggiare nella categoria di appartenenza come ha fatto la squadra del Lecco per 50 anni, sicuramente non si può pretendere la deroga per utilizzare lo stadio in altro Comune, perché il proprio impianto non è adeguato
La Lega di B, infatti, non ha mai fornito alla Commissione l’autorizzazione sulla istanza in deroga, da concedersi in via eccezionale e per fondati motivi, per l’utilizzazione da parte del Lecco dello stadio del Padova.
La Lega di serie C, in realtà non avrebbe dovuto consentire al Lecco di partecipare alle finali dei playoff con il Foggia, non avendo i requisiti infrastrutturali e sportivi per accedere alla serie B. In ogni caso, la finale di ritorno all’inadeguato stadio Rigamonti-Ceppi non andava effettuata, con l’annullamento della gara, perché era certificato al 15 giugno ‘23 che il Lecco non aveva i requisiti infrastrutturali per essere ammesso alla serie B, non avendo potuto presentare alcuna documentazione idonea, in particolare l’istanza di deroga da far accettare alla Lega di serie B.
Altra questione spinosa, quella della designazione di Kevin Bonacina per Foggia-Lecco, finale di andata playoff...
La Lega di serie C non avrebbe mai dovuto consentire la designazione della partita di andata del 13 giugno ‘23 della finale di playoff per l’accesso alla serie B ad un arbitro, come Kevin Bonacina, nato a Lecco e residente a 15 chilometri da Lecco, in clamorosa violazione dell’art. 42 del Regolamento Aia, versando in una situazione chiarissima di incompatibilità diretta a dirigere la partita della sua squadra del “cuore”, della nascita, degli affetti e degli interessi. Non ci sono piaciute le dichiarazioni del designatore Maurizio Ciampi sul fatto che conosceva, al momento della infelicissima designazione di Bonacina, che era nato a Lecco e che quindi il designatore era consapevole di violare la regola. In conseguenza, suonano beffarde le dichiarazioni del designatore sul disconoscere i clamorosi errori commessi da Bonacina in danno del Foggia, rifiutandosi addirittura di correggerli ricorrendo al Var.
Infine, suona oltraggiosa nei confronti del Foggia e dei suoi tifosi il fatto che Bonacina sia stato promosso alla CAN di serie A e di serie B, dopo la disastrosa finale di andata allo Zaccheria.
Ma sappiamo che la giustizia sportiva e la giustizia ordinaria in sede penale faranno il loro corso su questo incredibile e gravissimo episodio di illecito sportivo e di frode sportiva. Quello che chiediamo al Consiglio Federale è di ammettere il Foggia a partecipare al campionato di serie B ‘23/24 come vincitore dei playoff, essendo in possesso dei requisiti economico-finanziari e infrastrutturali-sportivi e avendo già presentato la relativa domanda di partecipazione entro il 20 giugno ‘23, come peraltro richiesto dalla Lega di serie B a tutte e quattro le semifinaliste dei playoff. A tal proposito ipotizziamo una massiccia “Class Action” onde far valere le ragioni di tutti i tifosi del Foggia e di tutti i soggetti lesi, quanto ai danni subiti patrimoniali e non, diretti e/o riflessi e, comunque, per tutti i pregiudizi ritratti a causa delle condotte illegittime sopra denunciate. Il Consiglio Federale nella seduta del 7 luglio prossimo ha la possibilità di sanare definitivamente questo vulnus al sistema calcio e restituire al Foggia il diritto a partecipare al campionato di serie B.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).