Foggia è in apnea. A poco più di 24 ore da quello che sarà il verdetto del Consiglio Federale che stilerà l’elenco dei buoni e dei cattivi, il club rossonero evita accuratamente di esporsi. Resta nell’ombra, in attesa degli eventi. Ma è pronto allo scontro totale, laddove si rendesse necessario.
Già, perché poi al di là delle apparenze, nelle stanze segrete di viale Ofanto si è pronti a dare battaglia fino in fondo laddove venissero lesi gli interessi di chi si sente in diritto di giocarsi la partita più importante che vale la serie B. Senza esclusioni di colpi, se il caso lo dovesse richiedere.
E la programmazione? Va a farsi benedire, o quasi, nel senso che per il momento gli interessi in gioco sono notevoli ed hanno la precedenza assoluta (ballano in caso di salto in B circa 9 milioni di euro, ndr), per cui l’ordine tassativo a viale Ofanto oltre a tenere le bocche cucite è di non far trapelare nulla di ciò che bolle concretamente in pentola. Ma qualcosa sottotraccia si muove, Emanuele Belviso riesumato nei panni di direttore sportivo avrebbe infatti avviato i primi contatti con alcuni dei nomi finiti sul taccuino del patron Canonico. E con Michele Pazienza sarebbero già in parola.
Contestualmente si starebbero stringendo accordi di sponsorizzazione di una certa consistenza con partner che in prospettiva potrebbero avere anche interesse (e intenzione) a essere della partita. Soprattutto se a breve dovesse dipanarsi la matassa societaria, che vede sempre ai ferri corti i duellanti Canonico-Pintus.
Così in quello che ha tutti i crismi di un momento di stasi (apparente o reale che sia) a prendersi la scena nelle ultime ore è la class-action che da ieri è realtà grazie all’iniziativa promossa dall’avvocato Enzo De Michele che ha affondato i colpi contro il sistema calcio, chiamato a dare delle risposte dopo le ultime vicende poco edificanti emerse durante i playoff di C.
Sono già circa 1500 le sottoscrizioni in poco meno di 24 ore raccolte, la petizione popolare è partita lancia in resta, si tratta di un segnale preciso che Gravina in primis e il Consiglio Federale non potranno non tenere nella giusta considerazione dopo i torti perpetrati ai danni del Foggia.
Tra martedì e le 19 di ieri, intanto, a Roma era previsto il deposito dei ricorsi alla Covisoc di Reggina e Lecco (inclusi 15mila euro di tassa), con Brescia e Perugia alla finestra. E con il Foggia pronto a fare da terzo incomodo. Per dimostrare di avere le carte in regola, i calabresi punteranno sulla discrasia tra le tempistiche dei tribunali ordinario e sportivo, oltre che sul fatto che la stabilità finanziaria della società sarebbe messa in discussione dalla mancata iscrizione; i lombardi invece indicheranno alla Commissione Infrastrutture i tempi ristretti per le autorizzazioni all’utilizzo dello stadio di Padova (a 246) per le gare interne, oltre che l’invio della famosa pec che in Figc nessuno ha visto.
Stamattina la Covisoc risponderà alle società nel merito e trasmetterà gli atti alla Figc che poi domani sarà chiamata a votare a maggioranza. Per inciso, i membri del Consiglio Federale sono Lorenzo Casini, Claudio Lotito e Giuseppe Marotta per la Lega di A, Mauro Balata per la Lega di B, Matteo Marani, Alessandro Marino e Giuseppe Pasini per la Lega Pro, Giancarlo Abete, Daniele Ortolano, Stella Frascà, Florio Zanon, Francesco Franchi, Maria Rita Acciardi per la Lnd, Umberto Calcagno, Davide Biondini, Valerio Bernardi e Chiara Marchitelli per gli atleti, Mario Beretta e Zoi Gloria Giatras per i tecnici.
Ed è proprio per scongiurare una decisione “politica” del Consiglio Federale, e dunque non incentrata sui regolamenti, che va inquadrata la mossa della diffida spedita martedì dal Perugia ai membri della Figc attraverso l’avvocato Loredana Giani del Foro di Roma, che già difese Lotito nel contenzioso con la Federazione sulla doppia proprietà. Se possibile, la decisione della Covisoc di segnalare la domanda di iscrizione del Lecco alla B ha avuto l’effetto di incrementare le voci a favore del club lombardo, in barba ai regolamenti e alla perentorietà del termine del 20 giugno ribadita dal presidente federale Gravina.
Giuseppe Pasini oltre che il patron della FeralpiSalò – e del gruppo Feralpi che possiede anche l’acciaieria del Caleotto – è soprattutto sarà tra coloro che voteranno domani durante il Consiglio Federale, essendo uno dei tre delegati in quota Lega Pro. E che alla vigilia del verdetto non si è sottratto ad alcune valutazioni perentorie: “La Reggina è quella più a rischio – ha detto Pasini – e se non viene ammessa tocca al Brescia prendere il posto che rimarrà libero. Sarò tra quelli che voteranno. Ma siamo in diversi. Il presidente della Lega B Balata e anche lui consigliere federale non vuole andare oltre le 20 squadre di B, e su questo siamo tutti d’accordo. Non so cosa verrà deciso venerdì, Gravina porterà le sue valutazioni poi ci sarà la delibera. Mi sento però di prevedere che sarà un’estate di ricorsi e quindi l’11 luglio prossimo a Como il nuovo calendario di B è probabile che nasca con X e Y”. Al posto di Reggina e Lecco, dunque. Che sarebbero ormai con un piede e mezzo out.
La situazione del Lecco, assieme a quella di Reggina e Siena, è incerta da settimane. I tre club fino alla mezzanotte di ieri, hanno avuto la possibilità di presentare istanza di ricorso alla Covisoc per le rispettive iscrizioni al campionato. Per quanto riguarda i lombardi, chiaramente si tratta della richiesta di partecipazione alla Serie B, per il momento rifiutata a causa del ritardo nel precisare in quale stadio avrebbero disputato le partite casalinghe. Così come i blucelesti, anche la Reggina spera di poter essere riammessa in cadetteria, mentre per il Siena si parla di Serie C.
Dopo aver conquistato la Serie B dopo più di 50 anni, il Lecco rischia di dover scendere di addirittura due categorie ripartendo dalla Serie D. La società ha presentato infatti l’iscrizione solamente al campionato cadetto. Quindi, in caso di esito negativo del ricorso, il club dovrebbe ripartire dai dilettanti con la speranza che quel campionato possa cominciare in sovrannumero. Il problema è lo stadio, il Rigamonti-Ceppi di Lecco non è ancora omologato per la Serie B, per questo la società ha fatto richiesta al Padova per usufruire momentaneamente dell’Euganeo.
I biancorossi hanno accolto la domanda dei neopromossi, ma con un giorno di ritardo rispetto alla scadenza per l’iscrizione alla serie cadetta. Per questo motivo, il Lecco ha presentato alla Lega B una domanda incompleta e dunque respinta dalla Covisoc. E dopo aver depositato il ricorso, il Lecco attende domani che la Figc chiarisca altri punti fondamentali della questione. Se il parere del Consiglio Federale dovesse risultare ancora negativo, ad essere riammesso in Serie B sarebbe il Brescia. Salvo clamorosi, e al momento imprevedibili, colpi di scena.
Anche la Reggina ha presentato il ricorso per la riammissione in cadetteria. L’esclusione degli amaranto è dovuta al mancato pagamento dei 3 milioni di euro di debito che la società calabra ha accumulato durante l’anno. Nei prossimi giorni si avrà un quadro più chiaro della situazione. Ancora più incerta la vicenda che riguarda il Siena, con i bianconeri che non hanno ancora deciso, o quanto meno esplicitato, se faranno ricorso o meno. Per quanto riguarda il Pordenone, invece, è certo che non verrà presentata istanza di ricorso e di conseguenza la società ripartirà dai dilettanti. Situazione più che mai nebulosa ed incerta. Ma il Foggia spera.
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