Foggia Calcio sospeso a metà, mister Cudini aspetta rinforzi e Nicola Canonico ripensa a Salandra&Co

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Sarà una stagione di transizione. Nel migliore dei casi. A meno che il prossimo 29 agosto davanti al Consiglio di Stato non si verifichi l’imponderabile. Già perché con il Foggia in B si prefigurerebbero altri scenari. E con Nicola Canonico ancora in sella (e almeno 7 milioni in più di euro da mettere sul piatto della bilancia) il ridimensionamento che per ora è nella forma e nella sostanza resterebbe solo uno spiacevole ricordo.

Per ora però il convento passa la serie C e un torneo che il Foggia si appresta ad affrontare senza particolari ambizioni. Con un allenatore giovane che sta per giocarsi la grande chance della sua carriera e un manipolo di giovani di belle speranze. Gli over di qualità, a parte i riconfermati, si conteranno invece sulla punta delle dita. Perché a incombere è l’austerity in casa rossonera e con il repentino dietrofront degli sponsor (che garantivano oltre un milione di entrate) patron Canonico tirerà la cinghia.

Ecco perché in questo frangente in cui la speranzella del ripescaggio continua a coltivarla, il presidente gioca su due tavoli. E tenta di riaprire il dialogo che si era bruscamente interrotto con la cordata di imprenditori locali capeggiati da Salandra che timidamente si sono fatti avanti. Della serie o la va o la spacca, in B continuerà a esserci un uomo solo al comando. Viceversa sarà meglio trovare un punto d'incontro con i potenziali acquirenti. Pintus permettendo, ovviamente.

Nell’attesa che la matassa si dipani, il Foggia prosegue la preparazione in Umbria. Oggi penultimo giorno di permanenza ad Assisi, domani ci sarà il rompete le righe prima della ripresa che potrebbe tenersi in sede o in alternativa a San Giovanni Rotondo. Intanto sabato prossimo Garattoni e soci saranno attesi dal test di Casalbordino contro la locale formazione militante nel campionato di Eccellenza abruzzese: si giocherà alle ore 16 e quella sarà anche l’occasione per verificare se il caso-Frigerio può considerarsi definitivamente rientrato, oppure se il 22enne centrocampista di Carate Brianza continuerà a puntare i piedi e a restare sull’Aventino.

La posizione del giocatore è chiara, considera ormai conclusa la sua parentesi in rossonero e per questo ha chiesto espressamente al club di essere ceduto (con tanto di destinazione di gradimento che sembrerebbe essere l’Empoli). Ma il Foggia si è irrigidito e ha risposto picche: Frigerio è stato convocato regolarmente per il ritiro, ma ha disertato il raduno adducendo problemi di natura familiari (la compagna ha appena dato alla luce il primogenito, ndr) nella speranza che nel frattempo la sua vicenda si chiarisca. L’ex Lucchese nel frattempo resta sul mercato, il ds Belviso ha avuto mandato di cederlo al miglior offerente. Intende realizzare una corposa plusvalenza il club rossonero, che dopo avere introitato circa 200mila euro dalle cessioni di Di Pasquale e Petermann ora vorrebbe monetizzare almeno 4-500mila euro.

Intanto il Consiglio di Stato martedì sera ha respinto l’istanza di sospensione dei campionati avanzata dal Foggia. Il club di Canonico, come si ricorderà, ha chiesto con decreto monocratico unitamente al ricorso di sospendere i campionati di B e C. La Figc si è costituita praticamente senza difendersi nel merito e ha puntato solo sull’inammissibilità presunta del ricorso del Foggia, che non avrebbe un interesse autonomo essendo intervenuta nel giudizio ad opponendum, cioè contro le ragioni della Figc e del Lecco, senza aver partecipato al giudizio davanti al Collegio di garanzia sul ricorso proposto dal Perugia e accolto con l’esclusione del Lecco dalla B, decisione poi riformata dal Tar.

Ma il Foggia aveva contestato di avere un interesse autonomo e aveva chiesto al Tar di riunire i tre giudizi pendenti per identità dell’oggetto. Quest’ultimo però si è rifiutato di riunire i tre giudizi (quello autonomo del Foggia pende ancora in primo grado al 26 settembre) e non ha riunito neanche i due ricorsi di Figc e Lecco facendo due sentenze identiche sullo stesso oggetto. Un vero mostro giuridico. Il Foggia, oltre al merito dell’appello su cui la Figc non ha preso posizione, ha impugnato specificamente la mancata riunione dei giudizi, per cui ha dimostrato di avere un interesse autonomo formidabile alla decisione di impugnare l’ammissione del Lecco.

C’è del resto giurisprudenza copiosa del Consiglio di Stato che ritiene ammissibile l’appello di chi è intervenuto ad opponendum se dimostra di avere interesse alla soluzione della controversia. La presidente della V Sezione del CdS, chiamata a un intervento cautelare che sarebbe stato clamoroso, non se l’è sentita e ha approfittato del fatto che la Figc ha messo in discussione l’interesse del Foggia a impugnare per gettare la palla in panchina e affidare tutta la questione del merito, anche sull’interesse del Foggia ad appellare al Collegio a cinque del 14 settembre 2023, presieduto dal dott. Francesco Caringella, un luminare del diritto non solo amministrativo.

Quindi la patata bollente è rimandata per la soluzione anche alla Figc e alla Lega di B, che ha voluto iniziare il campionato facendo disputare solo 8 delle 10 partite per i primi tre turni, in attesa che si pronunciasse il CdS il 29 agosto. Ma i termini non c’erano per quella data, nonostante la velocità dell’appello del Foggia e adesso la Federazione dovrà rimandare l’integrazione dell’organico di B (e anche di C) ad una data successiva alla metà di settembre e la B dovrà scegliere se continuare con questa scelta suicida delle 8 partite su 10 oppure fermarsi in attesa del Consiglio di Stato. Oppure la Figc integra gli organici senza attendere il CdS. Nel qual caso il Consiglio di Stato non sarà certo contento, perché la sentenza di accoglimento del ricorso del Foggia renderebbe nulle tutte le partite sin qui disputate.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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