L’idillio si è spezzato. Ed anche se dall’entourage del Foggia minimizzano e lasciano intendere che la partnership proseguirà seppure sotto una nuova veste, il club rossonero si ritrova senza il main-sponsor. Le ragioni che hanno spinto il Gruppo Beretta a interrompere dopo 9 stagioni di fila un percorso che ha accompagnato il Foggia dalla serie C2 fino alla B non si conoscono, quel che è certo però è che nelle casse sociali verranno meno circa 150mila euro annuali e si tratterà di una defezione non di poco conto per il club di Nicola Canonico che già è chiamato a fronteggiare il disimpegno improvviso dei principali partner commerciali che finora hanno accompagnato la sua avventura in rossonero, alcuni dei quali vicini al gruppo di imprenditori che nello scorso luglio hanno tentato invano la scalata al club.
Il debutto stagionale di Coppa di sabato scorso col Catanzaro ne è stata la riprova e ha confermato quanto già si sapeva: sulla maglia dei rossoneri (per l’occasione in una insolita versione celeste con banda laterale rossonera) nessuna traccia del brand internazionale “Viva la Mamma” o “Wuber”, sostituito dal marchio CN Costruzioni, l’azienda che fa capo proprio a Canonico. Sul fronte retro, invece, ecco CN Energia, sempre riconducibile all’imprenditore di Palo del Colle. Che sottotraccia continua a verificare se si possano creare le condizioni per passare la mano e che per il momento non ha trovato di meglio che ricorrere a due aziende di famiglia per tamponare l’improvvisa falla.
Beretta, dunque, si è defilato dal Foggia. Ed è un segnale inequivocabile che avvalora la sensazione che la prossima, in casa rossonera, sarà una stagione tutta in salita. Dentro, come fuori dal campo. Iniziata nella stagione ‘13-14 in Seconda Divisione con Pasquale Padalino in panchina e Franco Lo Campo alla presidenza, la partnership tra i rossoneri e lo storico marchio di Lecco, fondato il 5 maggio 1812 a Barzanò, per una curiosa coincidenza si interrompe proprio dopo la doppia finale playoff persa col Lecco nel giugno scorso. Beretta nell’hinterland lecchese è presente con gli stabilimenti di Barzanò e Garbagnate Monastero ed è sponsor di varie realtà di Serie A e Serie B, ma ha spesso guardato anche oltre i confini del calcio. A Lecco, ad esempio, nell’ultima stagione è apparso durante le partite interne della Orocash Pallavolo Picco Lecco.
Il matrimonio col Foggia pareva dovesse protrarsi anche per la nuova stagione, in tal senso già a giugno si era parlato di un imminente rinnovo contrattuale, poi il repentino dietrofront che ha colto di sorpreso il club, che ufficialmente però attraverso il direttore commerciale Pino Stefanini ha fatto sapere che “in realtà il binomio proseguirà in altra forma”.
Abbandonato dagli sponsor (e con ogni probabilità anche dagli abbonati, che difficilmente ripeteranno l’exploit della passata stagione con oltre 4mila sottoscrizioni), oltre che pressato da un ambiente in fibrillazione e allarmato dalle voci insistenti che vorrebbero il Foggia in una fase di preoccupante ridimensionamento, il patron nelle ultime ore a Modugno ha incontrato i club organizzati per rassicurarli circa le sue intenzioni future. Canonico mercoledì scorso avrebbe allontanato le nubi minacciose che si intravedono all’orizzonte. Ribadendo di non aver ancora perso del tutto le speranze di un possibile ripescaggio in B, e che a prescindere dall'esito del ricorso sarebbe pronto ad allestire una formazione competitiva anche per la terza serie.
Sommessamente pare però abbia anche anticipato che a giugno prossimo potrebbe definitivamente disimpegnarsi, è stanco delle pressioni esterne che è chiamato a fronteggiare sin dal momento del suo arrivo a Foggia, non ha più voglia di fare sforzi dopo tutte le offese e le minacce che hanno avuto come bersaglio preferito lui e la sua famiglia in questi anni e avrebbe confermato di essere disposto a vendere ma a fronte di una proposta degna di tal nome.
Al di là delle apparenze e delle rassicurazioni di Canonico, però, il futuro in casa Foggia resta incerto, oggi in Umbria si chiude la prima fase del ritiro pre-campionato e dopo il debutto incoraggiante di Coppa Italia di sabato scorso con il Catanzaro, adesso il tecnico Mirko Cudini aspetta segnali concreti dal mercato. Dove alla voce entrate si è ancora fermi agli arrivi del portiere Cucchietti (svincolato dalla Lucchese), del laterale Di Modugno (svincolato dal Brindisi), del mediano Martini (prestito Inter), del play Marino (prestito Lazio) e dei centrocampisti Rossi (prestito Empoli) e Antonacci (svincolato Nardò). Decisamente troppo poco per una squadra che solo poco meno di due mesi fa si è giocata la promozione in B nella doppia finale playoff, e che in vista della nuova stagione appare ancora largamente incompleta in ogni reparto.
A poco meno di 20 giorni dalla chiusura ufficiale della finestra estiva del mercato, il ds Belviso è chiamato prima piazzare gli elementi in esubero in rosa (Nobile, Odjer, Vacca e Vuthaj, tutti con contratti particolarmente onerosi) e poi a individuare quei puntelli indispensabili per allestire un organico che regga dignitosamente l’urto della C. Serviranno almeno altri 5-6 elementi per colmare le lacune presenti in organico, Cudini reclama l’arrivo di due difensori centrali, di almeno altrettanti centrocampisti e di 1/2 attaccanti che diano sostanza a una prima linea che per ora fa leva sui soli Beretta, Peralta, Vitali e Tonin.
Per ora però tutto tace e questo silenzio accresce le preoccupazioni del tecnico marchigiano che ha deciso di metterci la faccia e di assumersi l’onere di guidare al buio una squadra che è ancora lontana dal potersi definire tale. Servono rinforzi e di categoria. Ok per gli under di qualità e di prospettiva, ma a Foggia dopo il profumo inebriante di B che si è respirato non è possibile ipotizzare una stagione in tono minore.
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