Serie B o, molto più realisticamente, serie C? Oggi davanti al Consiglio di Stato si compie il destino del Foggia, che per tutta l'estate è rimasto sospeso a metà fra la possibilità di un ripescaggio da inseguire fino al terzo grado di giudizio ed un torneo di Lega Pro da disputare senza particolari ambizioni e in piena austerity.
O almeno così si è imposto patron Nicola Canonico, che dopo aver perso per strada un milioncino di euro di sponsorizzazioni (a seguito del mancato accordo per la cessione del club con una cordata locale di imprenditori) ha pensato bene di tirare i remi in barca e di puntare al risparmio.
Attorno ad ora di pranzo a Roma la Sezione Quinta del CdS presieduta dal dott. Lotti e dal Consigliere Relatore Rovelli sarà chiamato a pronunciarsi in via definitiva sul caso-Lecco, per cui la matassa finalmente si dipanerà, ed una volta per sempre i riflettori potranno spostarsi sul calcio giocato. E su un campionato che bussa alle porte e che ai rossoneri di Mirko Cudini propone subito il derby dello Jacovone di Taranto di domenica sera.
Questo è lo scenario che al momento ha preso forma, poi è chiaro che se oggi il Lecco dovesse trovarsi nuovamente estromesso dalla B, per più di qualcuno di riaprirebbe una porticina. E a quel punto la data del 4 settembre davanti al Tar del Lazio per il Foggia rappresenterebbe una nuova e inattesa deadline, con lo slittamento del campionato che diventerebbe pressoché automatico.
Ieri, intanto, proprio alla vigilia dell’attesissimo appuntamento del Consiglio di Stato si è registrata l’ultima sortita dell’avvocato Enzo De Michele, interventore ad adiunvantum della Provincia di Foggia, che ha provveduto al deposito di una ulteriore memoria. Nella quale il legale foggiano ha rincarato la dose puntando l’indice accusatorio sulla mancanza attuale dei criteri infrastrutturali del Lecco per partecipare al campionato di B, sottolineando che “il comportamento tenuto dalla Figc e dalla Lnpb nei giudizi pendenti davanti al CdS con lo stesso oggetto, tutti rivenienti per l’udienza del 29 agosto, si sia manifestato ingiustificatamente in favore del Calcio Lecco e rappresenti una discriminazione inammissibile nei confronti del Calcio Foggia 1920 s.r.l., che non può essere accettato né sul piano etico né sul piano giuridico sostanziale e processuale”.
“Si segnala, inoltre, che il comportamento del Calcio Lecco s.r.l. e quello del Comune di Lecco sia sul piano documentale che sotto il profilo dell’esternazione verbali registrate dai media, per una straordinaria opacità per quanto riguarda tutta l’azione amministrativa/sportiva. In più il Comune di Lecco non ha mai autorizzato ulteriori lavori di adeguamento o ristrutturazione dell’impianto comunale Rigamonti-Ceppi per consentire alla società di gestione Calcio Lecco di poter partecipare al campionato di serie B ‘23/24 e i lavori di cui si fa menzione nella delibera di Giunta comunale del 27 luglio scorso sono stati realizzati direttamente dalla società Calcio Lecco senza nessun appalto pubblico e senza nessuna determina o delibera autorizzatoria da parte del Comune di Lecco”.
“La Lnpb non ha mai accolto né entro il 27 giugno né all’attualità istanza di deroga eccezionale presentata dal Calcio Lecco a poter disputare le partite di casa del campionato di serie B ‘23/24 in uno stadio extracomunale e quindi non ha mai rilasciato entro il 27 giugno la certificazione del possesso dei requisiti infrastrutturali in capo alla società lecchese. spregio a precedenti recenti dello stesso Collegio di garanzia e ha determinato così due decisioni divergenti quanto alla legittimazione attiva ad impugnare l’identico provvedimento federale, esclusa per ritenuta mancanza di interesse autonomo nei confronti del Calcio Foggia 1920 affermata (in assenza di eccezione della Figc) nei confronti dell’A.C. Perugia Calcio s.r.l. con la contestuale decisione, salvo il ripensamento sul diritto dell’A.C. Perugia Calcio s.r.l. alla riammissione alla serie B ‘23/24, su eccezione della Figc per mancanza dei requisiti infrastrutturali prima riconosciuti dal Consiglio federale”.
Anche il Tar Roma – I Sezione ter non ha rispettato le regole del processo speciale sportivo applicabili fino al 31 dicembre 2025 in virtù dell’art.5-quaterdecies del d.l. n.162/2022 (convertito dalla legge n.199/2022), da un lato per quanto riguarda l’assegnazione della prima udienza utile dei tre ricorsi connessi della Figc (giudizio n.10401/2023) e del Calcio Lecco 1912 s.r.l. (giudizio n.10439/2023) avverso la decisione del Collegio di garanzia dello Sport nonché del Calcio Foggia 1920 s.r.l. (giudizio n.10853/2023) avverso la decisione del Collegio di garanzia dello Sport; dall’altro, per la mancata riunione dei tre giudizi connessi, due dei quali decisi con le separate e contestuali sentenze”.
“Ne consegue che la provincia di Foggia ha interesse a sostenere le ragioni del Calcio Foggia 1920 s.r.l. a ottenere, in questa sede giudiziale e negli altri tre giudizi pendenti davanti a codesto Ecc.mo Collegio all’udienza del 29 agosto 2023 (i due appelli n. 6915-6916/2023 del Calcio Foggia 1920 s.r.l. e i due appelli dell’A.C. Perugia Calcio s.r.l. nn.6939-6941/2023 avverso le due sentenze n.13162-13163/2023 del Tar Roma), la declaratoria di esclusione del Calcio Lecco 1912 s.r.l. dal campionato di serie B 2023/2024, fatte salve, ovviamente, le ulteriori determinazioni che adotterà, dopo le sentenze del Consiglio di Stato, il Consiglio federale Figc in sede di integrazione dell’organico della serie B 2023/2024 con il format ordinario a 22 squadre previsto dall’art.49 comma 1 lettera a) delle Noif, su cui vanno ribadite le precisazioni già fatte negli atti di intervento”.
“L’art.49 comma 1 lettera a) delle Noif prevede che l’organizzazione del campionato di calcio della Lega Nazionale Professionisti di serie B è regolato su un girone unico di 22 squadre. L’art.49 comma 4 delle Noif prevede testualmente sulla possibilità di modificare, annualmente, il format ordinario del campionato di calcio di serie B a 22 squadre entro il 31 dicembre di ciascun anno”.
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