Anche Foggia-Giugliano a porte chiuse: vietata la presenza del pubblico allo Zaccheria lunedì sera

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Prosegue tutta in salita la stagione del Foggia. Non bastavano i ritardi estivi accumulati inseguendo la chimera del ripescaggio, ora a rendere lastricato il cammino dei rossoneri si aggiungono le determinazioni dell'Osservatorio sulle manifestazioni sportive che ieri hanno indotto il Prefetto (a seguito dei fatti verificatisi nel derby di Taranto di domenica scorsa e non riconducibili all’incendio divampato nel settore ospiti) a chiudere i cancelli dello Zaccheria in occasione del match di lunedì sera con il Giugliano.

La notizia è diventata ufficiale solo in prima serata (complice anche la presenza in mattinata dell’antimafia nel capoluogo che ha ritardato la decisione) ed è stata un’autentica doccia fredda soprattutto per gli abbonati e per quanti avevano deciso di non disertare la prima allo stadio di Mirko Cudini e dei suoi ragazzi. L'inasprimento da parte della Prefettura, in verità, non è giunta completamente inattesa, dopo che il Giudice Disciplinare martedì scorso aveva già disposto la disputa del match con la Virtus Francavilla del prossimo 21 settembre senza la presenza del pubblico per le condotte della tifoseria al seguito della squadra a Taranto, si temeva infatti che seguissero a stretto giro ulteriori drastici provvedimenti.

E puntuale è giunta la conferma di quanto si temeva, preannunciata peraltro dalla nota del Ministero dell’Interno e dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza in cui l’Osservatorio fra i 122 incontri in programma dall’8 al 21 settembre prossimi aveva rinviato alle valutazioni del Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive l’individuazione di adeguate misure di rigore sia per la gara interna con il Giugliano, che per la successiva del 17 settembre di Avellino. Sotto stretta osservazione, dunque, il comportamento della tifoseria rossonera, che è finita nel mirino del Viminale dopo i ripetuti episodi di intolleranza delle ultime due stagioni, che al Foggia sono costate diverse gare giocate a porte chiuse.

Ieri poco dopo le ore 18:00 è stato proprio il Foggia Calcio a rendere nota la decisione del Prefetto: “Il Calcio Foggia 1920 comunica, in ottemperanza all’ordinanza n. 0059578 del Prefetto di Foggia notificata l’8 settembre 2023 alle ore 17:30, che la gara Foggia-Giugliano in programma lunedì 11 settembre p.v. sarà disputata in assenza di spettatori per motivi di ordine e sicurezza pubblica”. Nessun ulteriore commento a margine da parte del club, che ovviamente è rimasto spiazzato dall’ordinanza che penalizza soprattutto la campagna-abbonamenti lanciata solo da un paio di giorni, e che pareva stesse sul punto di decollare.

Ad averla presa male, però, è stato in particolare patron Canonico: i suoi collaboratori più stretti parlano di un presidente particolarmente indispettito da un lato per via di un provvedimento che mette spalle al muro il Foggia che adesso si ritrova a dover fronteggiare le prime due gare casalinghe senza la presenza del pubblico, e dall’altro dalla condotta di pochi facinorosi che scoraggiano la proprietà ad andare avanti. Un danno ingente per il club, che si vede costretto a dover rinunciare ai primi due incassi stagionali, e che resta in attesa adesso di conoscere che piega prenderanno gli ulteriori approfondimenti in corso per stabilire le responsabilità del rogo dello Jacovone. Che potrebbero avere ulteriori risvolti negativi.

Piove insomma sul bagnato per il club di Nicola Canonico, che al suo terzo anno di gestione è chiamato a misurarsi con una situazione che comincia ad avere del paradossale. Dopo aver interrotto sul nascere una possibile trattativa di cessione del pacchetto di maggioranza con l’imprenditoria locale ed essersi ritrovato abbandonato dagli sponsor più generosi (Beretta in testa), Canonico ora deve far fronte anche ai mancati incassi. Con la prospettiva (tutt’altro che remota) che il quadro possa addirittura peggiorare. Situazione che rischia di avere riflessi negativi anche sull’umore della squadra, che solo negli ultimi giorni si è ricompattata con tutti i suoi effettivi, e che è alla ricerca di una sua precisa identità.

Sapere però di dover scendere in campo fra 48 ore senza l’apporto del pubblico amico creerà inevitabilmente qualche imbarazzo in più ai rossoneri, che sanno bene quale sia l’apporto sugli spalti dei suoi tifosi. E invece si giocherà nel silenzio assordante di uno Zaccheria che per la verità negli ultimi tempi ci ha fatto l’abitudine a ritrovarsi, suo malgrado, in un clima spettrale.

Un avversario in più da sconfiggere lunedì sera in una gara che già di per sé si preannuncia scomoda per la consistenza dell’avversario e che così rischia di diventare ancora più complicata. Contro il Giugliano Cudini ritroverà Garattoni e Beretta, assenti nel derby di Taranto perché squalificati, e ha dunque qualche freccia in più nel suo arco, anche se contestualmente dovrà rinunciare a Tounkara appiedato per un turno.

Formazione da meditare fino all’ultimo istante, rispetto a domenica scorsa non sono da escludere possibili rotazioni soprattutto a metà campo, il reparto che più di tutti in questo frangente deve trovare la sua migliore quadratura. Da capire anche se Peralta sarà ancora risparmiato all’inizio o se ritroverà un posto da titolare dal 1’, e se il modulo tornerà ad essere il 4-3-3 anzichè il 4-3-1-2 mandato in onda allo Jacovone. Ore di riflessione a tutto tondo, intanto però in città divampa la polemica per l’ennesima chiusura dello Zaccheria.

Ieri sul web circolava con insistenza un concetto che non può che essere condivisibile: “E' in moto la macchina del fango. Quando una città è così degradata, priva di classe politica, priva di classe dirigente degna di questo nome, è normale che addosso non ci stia solo la Procura Federale, ma anche il Prefetto, il Questore e l'Osservatorio”. Parole sante.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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