Vita spericolata quella dei portieri. Un giorno sugli altari, un altro nella polvere. Ne sa qualcosa Tommaso Nobile, finito nel dimenticatoio e ormai lontano dai radar del Foggia da 7 mesi. E tutto d’un tratto rispolverato a sorpresa da Mirko Cudini per il debutto stagionale di lunedì sera dello Zaccheria col Giugliano.
Dopo che solo poche ore prima il 26enne portiere napoletano era stato reintegrato, visti tutti i tentativi andati a vuoto del ds Belviso che per tutta l’estate si era prodigato a trovargli una nuova sistemazione che non si è mai materializzata per via del contratto particolarmente oneroso per la categoria sottoscritto la passata stagione con il club di patron Nicola Canonico.
Nessuno però francamente si sarebbe aspettato un suo impiego dal 1' dopo un così lungo periodo di inattività. E invece la bocciatura (definitiva?) di Joaquin Domingo Dalmasso gli ha spalancato di nuovo le porte della prima squadra. E Nobile da professionista serio qual è ha risposto presente senza batter ciglio. Anche se è fin troppo facile immaginare quale sia stata la sua personale vigilia di un ritorno che solo un paio di mesi fa pareva impossibile. “Nobile torna a disposizione - aveva anticipato Cudini nell'immediato pre-gara col Giugliano -, la società l’ha reintegrato e quindi torna a far parte del gruppo a tutti gli effetti. Ora ho 4 portieri in rosa, farò tutte le valutazioni del caso”. Commento di circostanza, che tutto poteva lasciar presagire tranne che stesse meditando di lanciarlo nella mischia.
Il motivo per cui però alla fine sia toccato proprio all’ex numero uno della V. Francavilla ritrovarsi coi galloni di titolare resta un mistero, anche se il ribaltone dopo Taranto era nell’aria ed era ipotizzabile che a pagare per la sconfitta del derby potesse essere proprio Dalmasso, apparso incerto in occasione dei due gol degli jonici. Perché Nobile anziché Cucchietti, che pareva in rampa di lancio, sarebbe stato interessante chiederlo direttamente al tecnico rossonero nel post-gara.
Ma Cudini in sala-stampa non si è presentato, in tutta fretta ha dovuto infatti raggiungere Coverciano per il Supercorso, e così il mistero non è stato chiarito. Anche se il suo vice Antognozzi una spiegazione ha provato a darla e una chiave di lettura, seppur fra le righe, l'ha comunque fornita: “Dalmasso oggi (lunedì, ndr) è finito fuori lista, il reparto ci permette di scegliere volta per volta”.
Non è escluso, pertanto, che prima che lo staff tecnico si chiarisca le idee su chi è meritevole di indossare quella maglia, qualche tempo trascorra. E che ad Avellino, dunque, domenica prossima possa toccare a Cucchietti non è da escludere, visto anche il Nobile visto all’opera col Giugliano.
Già, ha avuto oggettivamente coraggio Cudini a rilanciare nella mischia un portiere che pareva ormai irrimediabilmente fuori dai giochi: l'ultima volta di Nobile in rossonero era stato il 5 febbraio scorso in occasione del match casalingo con la Gelbison finito 1-1, da quel momento se ne sarebbero perse le tracce, vuoi perché a gennaio era arrivato il senegalese Thiam dalla Spal proprio per colmare quella lacuna fra i pali che era venuta a galla. Prima che Dalmasso, con l'avvento di Delio Rossi in panchina, tornasse prepotentemente di moda nell'ultimissimo scorcio di stagione, playoff compresi e mettesse tutti d’accordo. A mettere in un angolo Nobile anche un infortunio: in quel periodo nerissimo per lui e tutto da dimenticare gli è saltato anche un menisco che lo ha costretto sotto i ferri, allontanandolo definitivamente dall'orbita della prima squadra.
Chissà, a ripensarci bene, ci fosse stato ancora Raccichini in rossonero, non è escluso che il posto sarebbe stato proprio ad appannaggio del giovane portiere che con Cudini a Campobasso era titolare e che in rossonero è stato invece una meteora, ora viceversa dopo l’ultima rentrée a sorpresa le gerarchie sembrano nuovamente tornare in discussione. Con il povero Cucchietti, giunto in estate dalla Lucchese per essere un titolarissimo, che seppure sia quello che fin dal primo giorno di ritiro non ha saltato un allenamento, si ritrova ad essere il più penalizzato. L'unico al quale al momento non è stata ancora concessa uno straccio di chance.
A Nobile, che la passata stagione era approdato a Foggia portandosi dietro l’etichetta scomoda di miglior portiere del raggruppamento meridionale, si offre adesso la grande occasione del riscatto, dopo che finora il suo rendimento è stato ampiamente al di sotto delle aspettative. Sono ancora sotto gli occhi dei tifosi gli orrori del derby col Cerignola in campionato che costarono un clamoroso ribaltone.
Sia chiaro, Cudini per il momento non ha operato ancora scelte definitive, per cui l’utilizzo di Nobile a tempo pieno col Giugliano seppure inatteso va letto come il tentativo di un allenatore che solo da poco più di dieci giorni ha l’intera rosa a disposizione e ha fretta adesso di conoscere le caratteristiche dei singoli. Portiere compreso. Un ruolo assai delicato negli equilibri di una squadra, immaginarsi per il Foggia che era e rimane un cantiere aperto alla ricerca di una precisa identità.
Lunedì sera Nobile si è ripreso la porta, un déjà vu che ha riportato a galla ricordi da brividi. Alla fine non ha preso gol e questa di per sé è già una notizia. Ma non è che abbia entusiasmato. Anzi... In un paio di circostanze è apparso goffo, maldestri e arruffoni almeno un paio di interventi ai limiti dell’area che hanno fatto correre più di un brivido lungo la schiena dei compagni di reparto, non si fosse disimpegnato egregiamente fra i pali nell’unica vera palla-gol costruita dal Giugliano nella ripresa, il suo ritorno sarebbe stato da incubo.
Così invece bene o male la sufficienza è riuscita a strapparla, anche se l'interrogativo di fondo resta: chi è il portiere titolare del Foggia?
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