La difesa bunker (e incerottata) del Foggia, Nobile da quando è tornato titolare è ancora imbattuto

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Quattro gare con la porta chiusa a doppia mandata. Che hanno fruttato 8 punti e il momentaneo sesto posto in classifica. Da quando fra i pali è tornato Tommaso Nobile, il Foggia ha calato la saracinesca. Zero gol presi e soprattutto una insospettabile saldezza difensiva che fanno della formazione guidata da Mirko Cudini la seconda squadra meno battuta del girone alle spalle solo della Juve Stabia.

Numeri che prima del via non parevano alla portata e che ora incoraggiano invece a credere che il reparto allestito in questa stagione sia di una spanna superiore a quello che la ha preceduto, e che ha chiuso la stagione con 44 gol sul groppone nella regular season (media 1,15 gol a partita). E questo per quanto per strada il Foggia abbia perso gente del calibro di Di Pasquale e Kontek, elementi non propriamente di seconda fascia per la categoria.

I due corazzieri Marzupio e Carillo (373 centimetri in due) il cui arrivo in rossonero aveva suscitato qualche perplessità per via delle caratteristiche molto simili, al centro della difesa stanno giganteggiando, i meccanismi paiono già ben oleati, al punto che sia contro l'Avellino che con il Catania, due delle squadre che dispongono di un potenziale offensivo non indifferente, il Foggia ha limitato al minimo i danni, facendo fare scena muta agli attaccanti avversari.

Cudini ovviamente gongola, il tecnico marchigiano che da calciatore è stato anch’egli un difensore centrale coi fiocchi che è arrivato a spingersi sino alla serie A con le maglie di Torino e Ascoli, sembra aver trovato la formula giusta per ridurre al minimo i rischi nell'arco dei 90' e per blindare il reparto. E questo a prescindere se la difesa si schieri a 3 oppure a 4, perché per linee esterne Rizzo da un lato e Garattoni dall’altro ripiegano con buona efficacia e non lasciano quasi mai scoperta la difesa. 

Proprio le performance incoraggianti delle prime giornate di campionato hanno spinto il club a soprassedere sulla necessità di reperire sul mercato degli svincolati un altro difensore di ruolo, pareva fatta per Monaco che poi però ha preferito accasarsi a Potenza. Leggerezza che si spera adesso non abbia particolari riflessi nelle prossime prestazioni della squadra, che improvvisamente si ritrova a dover fronteggiare la penuria di uomini nel pacchetto arretrato.

Lunedì scorso a Catania per strada il Foggia ha perso diversi tasselli della retroguardia e in ottica Turris dovrà fare i salti mortali per trovare il migliore assetto difensivo possibile. in un sol colpo si sono infatti fermati ai box Rizzo, Marzupio e Garattoni, problematico il loro recupero in tempo utile per la prossima sfida di campionato, fin da ieri dalla ripresa l'allenatore rossonero è al lavoro per individuare le alternative che consentano di superare indenne il prossimo ostacolo.

Il club lunedì sera ha diffuso una nota nella sulla situazione che riguarda l’infermeria, a conferma che il post-Catania si porta dietro qualche imprevedibile intoppo: “La gara del Massimino ha fatto registrare alcuni stop per i rossoneri - si legge -, Marzupio e Garattoni usciti anzitempo e Rizzo fermatosi durante il riscaldamento. Al momento i calciatori sono sotto osservazione dello staff medico e nelle prossime ore svolgeranno gli esami strumentali, esami che invece Giacomo Beretta ha svolto nella giornata di ieri e di cui si attende l’esito”.

La situazione è monitorata con attenzione dallo staff sanitario, allertato per tentare il recupero in extremis di almeno uno degli infortunati: al momento è capitan Garattoni il solo ad avere qualche chance di essere della partita, per gli altri due gli esiti degli esami strumentali saranno decisivi per stabilire sia l'entità dell'infortunio che i tempi di recupero. Ma non filtra particolare ottimismo nel clan rossonero. A preoccupare maggiormente sono le condizioni di Manuel Marzupio: per l'ex Pro Sesto si teme la distorsione del ginocchio sinistro con possibile interessamento dei legamenti: che si sia trattato di un infortunio piuttosto grave lo si è intuito subito dalla dinamica dell'azione che ha portato il difensore lunedì sera ad abbandonare anzitempo il terreno di gioco.

In quei casi novanta casi su cento a rimetterci è il ginocchio, il fatto che Marzupio si sia subito bloccato senza insistere a tornare in campo potrebbe rivelarsi un vantaggio, ma è solo un’ipotesi. Dovrebbe trattarsi di distrazione muscolare, invece, per Alberto Rizzo, che in campo a Catania non è nemmeno entrato: l’ex laterale della Juve Stabia durante la fase di riscaldamento pre-gara ha avvertito una fitta alla coscia che ne ha sconsigliato l’utilizzo: anche per lui, come per Marzupio, saranno gli esami effettuati a chiarirne il quadro clinico, ma trattandosi di un fastidio muscolare difficile che venga rischiato con la Turris. Infine Alessandro Garattoni: per il capitano potrebbe trattarsi di una semplice contrattura e nulla di più, almeno è quello che sperano tutti, perché oggettivamente dover rinunciare contemporaneamente ai due esterni di fascia in una gara complicata come quella che si preannuncia domenica prossima sarebbe oltremodo pericoloso.

Cudini spera fino alla fine di ritrovare almeno il capitano, per Marzupio e Rizzo invece sta studiando quali possano essere le possibili alternative: decidesse di tornare alla difesa a tre, ipotesi al momento difficile da prendere in considerazione, toccherebbe a Cirillo giocare al centro della difesa con Salines sul centro-destra e Papazov suol centro sinistra: nella linea a 4 di centrocampo potrebbe essere Vezzoni invece il prescelto in luogo di Rizzo.

Propendesse per la difesa a 4 il tecnico marchigiano, toccherebbe con ogni probabilità a Salines-Cirillo formare la coppia centrale (con Papazov alternativa al primo), mentre per linee esterne laddove anche Garattoni non dovesse farcela, non è escluso il ricorso a Antonacci a destra (o Salines) e Vezzoni a sinistra. Davanti per fortuna ancora 4 giorni che dividono dalla Turris e Cudini non dispera che dall’infermeria giunga qualche buona nuova.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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