Foggia, difesa a oltranza e molto altro. E il passato insegna che subire pochi gol porta lontano...

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La Coppa per fortuna è già alle spalle. È stata una parentesi ingombrante, un ammennicolo del quale Cudini in primis avrebbe fatto volentieri a meno. Intermezzo inutile in questo frangente in cui tutte le attenzioni sono rivolte al campionato. Da oggi c'è solo e soltanto la sfida del Veneziani a frullare per la testa dei rossoneri. Che, a questo punto, domenica prossima anche a Monopoli saranno chiamati a confermare i progressi che hanno spinto il Foggia fino al terzo posto. Dove nessuno se lo sarebbe mai aspettato dopo sei giornate. 

La vittoria in rimonta sulla Turris ha avuto l'effetto di galvanizzare un ambiente che fino a ieri l'altro era scettico, è soprattutto la saldezza del gruppo che sta cominciando ad emergere e a fare breccia fra i tifosi, che ora guardano ai prossimi 90' con una certa curiosità. Perché finora la squadra di Cudini con le big (o presunte tali) non ha mai steccato, e solo con la Virtus Francavilla ha prestato il fianco a qualche critica di troppo. Decisamente meglio ha fatto con il Giugliano, portando a casa l’intera posta in palio. Ma senza brillare. Probabilmente anche perché giocare nel silenzio dello Zaccheria non deve essere stato proprio il massimo per una squadra tutta da scoprire. 

Applausi convinti invece con Avellino, Catania e Turris, ed anche se a Taranto al debutto è arrivata quella che al momento resta l'unica sconfitta incassata, la prestazione per oltre un'ora è stata di buona fattura. Benissimo con le grandi, meno con le piccole, dunque. 

E domenica in trasferta si incrocia una formazione in crisi di risultati e che non va per la maggiore. Che Foggia si vedrà? 

Sicuramente rocciosa in difesa, caratteristica che più di tutte balza agli occhi vedendo all’opera l'undici di Cudini. Ma ovviamente il Foggia non è solo difesa e contropiede, l'etichetta non piace per nulla al tecnico marchigiano, che adesso dopo aver trovato la quadratura del cerchio si sta sforzando di trasferire ai suoi qualche certezza in più anche sul piano della fluidità della manovra. 

Lontano dallo Zaccheria Di Noia e soci finora hanno fatto meglio che in casa, ed il trend ovviamente i rossoneri proveranno a confermarlo anche al Veneziani: solo due reti sul groppone in tre trasferte, c'è da fidarsi. Anche se le assenze in difesa pesano e preoccupano. 

Se però è proprio l'ultimo arrivato in ordine di apparizione ad essere il primo ad alzare l'asticella dell'ambizione, allora vuol dire che si stanno creando le premesse per una stagione coi fiocchi in casa Foggia.

Davide Riccardi è rossonero solo da venerdì scorso , eppure dall'alto della sua esperienza ci ha messo poco a capire che si ritrova in un gruppo che può arrivare lontano: “Ho visto le prime partite e credo che possiamo giocarcela con tutti, facendo molto di più e togliendoci grosse soddisfazioni”, ha detto ieri l’altro il difensore nel giorno della presentazione ufficiale sorprendendo tutti per la schiettezza con la quale ha inquadrato il momento che sta attraversando la squadra. Che strada facendo ha perso il suo corazziere Marzupio, ma che d’ora in avanti potrà far leva su un giocatore di sicuro affidamento per la difesa.  Uno dei punti di forza  mostrati in quest’avvio di stagione dal Foggia di Cudini. 

Nelle prime 6 giornate di campionato la retroguardia rossonera ha subìto appena 3 reti: due a Taranto, nella gara d’esordio (l’unica partita persa, fin qui, dai satanelli), una nell’ultima sfida (vinta in rimonta allo Zaccheria, domenica  scorsa) contro la Turris.
 
La porta di Nobile (che a Taranto non figurò neppure tra i convocati: giocò Dalmasso) è rimasta inviolata col Giugliano, ad Avellino, con la V. Francavilla ed a Catania. E ciò nonostante la retroguardia abbia cambiato quasi sempre interpreti (per scelta, ma il più delle volte per necessità: con la Turris erano indisponibili Garattoni, Marzupio e Rizzo, tre titolari). 

Meglio del Foggia ha fatto – nel girone C – solo la Juve Stabia, capolista con 14 punti (3 in più del Foggia). La formazione di Pagliuca (che in porta schiera Thiam, vecchia conoscenza del popolo rossonero) ha subito una sola rete. Come la Lucchese nel girone B. Sono loro (Juve Stabia e Lucchese) – fra tutte le squadre di serie C – quelle che hanno subito meno gol.
 
Continuando con questa media (0,50 reti subite a partita) il Foggia concluderebbe il torneo con appena 19 gol al passivo. Sarebbe un record. Il minor numero di reti subite in campionato (in Terza Serie) dal Foggia negli ultimi 20 anni risale alla stagione ‘06/’07. La squadra inizialmente di Cuoghi (poi passata a  D’Adderio) subì in 34 partite solo 25 reti (media gol subiti/partite: 0,73). Come si ricorderà, la solidità difensiva non fu, tuttavia, sufficiente per centrare l’obiettivo della promozione (il Foggia concluse al 4° posto in campionato, perdendo – successivamente – la doppia finale play off con l’Avellino). La formazione-tipo prevedeva  Marruocco fra i pali e – davanti a lui, da destra verso sinistra – la linea di 4 difensori composta da D’Alterio, Ignoffo, Zanetti e Zaccanti. 

Andando più indietro nel tempo troviamo il Foggia di Caramanno, uno dei migliori di tutti i tempi (nella storia rossonera) sotto l’aspetto della solidità difensiva. Nel campionato ‘88/89 (concluso con la promozione in  B) Genovese, portiere titolare (riserva: un giovanissimo Franco Mancini), subì appena 19 reti. In difesa c’era gente del calibro di Codispoti, List, Schio e Ferrante.
 
Salendo di categoria, impossibile non ricordare il Foggia di Toneatto. Nel ‘72/73 fu promosso in A con 25 gol al passivo. Davvero pochi. E Trentini, tra i più apprezzati numeri uno del Foggia, rimase imbattuto per oltre mille minuti. 
Altri tempi...

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