Una partenza così non è da urlo, ma è comunque beneaugurante. Perché la proiezione sulle 38 giornate porta dritto ai playoff, che poi dovrebbe essere l'obiettivo di stagione del Foggia. Salvo clamorose sorprese, sempre dietro l'angolo quando c'è di mezzo un pallone che rotola.
Dopo 7 turni e un quinto circa di campionato ormai in archivio, la formazione di Mirko Cudini ha racimolato 12 punti, frutto di 3 vittorie, 3 pari e una sola sconfitta. Rimediata peraltro proprio al debutto nel derby di Taranto. Poi da quel momento il Foggia non si è fermato più, viaggiando ad una media di 2 punti a gara che gli hanno consentito di inerpicarsi fino al terzo posto attuale di classifica immediatamente alle spalle delle due battistrada Juve Stabia e Benevento.
Nel terzo millennio, e negli altri 15 tornei complessivamente disputati dai rossoneri in C, il trend di questa stagione resta fra i migliori in assoluto, di più hanno fatto solo il Foggia di Stroppa edizione '16/17, quello di Cuoghi edizione '06/07, oltre alla formazione di Novelli del 2008. Stiamo parlando cioè di squadre che o hanno scalato la B (nel caso di Stroppa) o sono comunque arrivate fino in fondo ai playoff (anche se poi Cuoghi sarà sostituito da d'Adderio) oppure hanno centrato gli spareggi-promozione (come con Novelli).
La maglia nera, invece, spetta al Foggia che ha appena accarezzato la promozione e che inizialmente è stato di Roberto Boscaglia, capace dopo 7 giornate di adagiarsi sul fondo della classifica, al penultimo gradino, con appena 4 punti all'attivo (vittoria di misura con la V. Francavilla, e pari a Picerno), e poi 5 sconfitte pesantissime con Latina (1-3), Potenza (3-0), Pescara (0-4), Taranto (1-0) e Gelbison (2-0, quest’ultima attribuibile alla gestione Gallo).
Il Foggia che poi con Delio Rossi arriverà a contendere al Lecco il salto in B nella doppia finalissima playoff del giugno scorso, in avvio di stagione era riuscito a fare addirittura peggio della formazione che nel '05 con Massimo Morgia prima e subito dopo con Giorgio Rumignani era stata capace di raccogliere la miseria di 5 punti (pari con Frosinone e Grosseto e vittoria sul Pisa, oltre alle 4 sconfitte di cui tre consecutive con Juve Stabia, Sangiovannese, Martina e Perugia).
Inarrivabile resta l'undici targato Giovannino Stroppa che esattamente sette stagioni fa ebbe un avvio-monstre, totalizzando 19 punti con 6 vittorie consecutive (F. Andria, Siracusa, Vibonese, V. Francavilla, Messina e Taranto) e un solo pari (Matera) per complessivi 13 gol fatti e 4 subiti. Una squadra nettamente più forte di tutte, capace di chiudere ad 85 punti e di infliggere al Lecce (seconda forza del girone) 11 punti di distacco.
Quattro gradini più in basso ritroviamo il Foggia di Stefano Cuoghi del ‘07, che in rossonero ebbe una partenza-sprint che peraltro poi non fu sufficiente in gennaio a evitargli l'esonero: 15 punti nelle prime 7 frutto di 4 vittorie (Cavese, Martina, Giulianova ed Ancona), e 3 pari (Juve Stabia, sambenedettese ed Avellino) prima del crollo verticale che si materializzerà a cavallo della conclusione del girone di andata, e che spingeranno il club ad optare per l'avvicendamento in panchina con l'arrivo di Fulvio d'Adderio.
Sul podio si piazza, non senza sorpresa, il Foggia targato Raffaele Novelli che nella stagione '08-09 si fermerà alla semifinale playoff con il Benevento, e che dopo le prime 7 giornate infilerà 13 punti in virtù di 4 vittoire (tutte per 1-0 con Potenza, Cavese, Juve Stabia e Gallipoli), un pari (Pistoiese) e 2 sconfitte (Pescara e Foligno).
L'undici di Cudini, dunque, si ferma ai piedi del podio, in compagnia di quello di Zdenek Zeman, che nella sua ultima apparizione in rossonero due stagioni fa, ha totalizzato lo stesso numero di punti del collega marchigiano: 12, per l'appunto, grazie alle vittorie su Potenza (4-1), F. Andria (0-3) e Messina (3-1), ai pari con Monterosi (0-0), Latina (1-1), Juve Stabia (1-1) e alla sconfitta interna con la Turris (0-2).
Cudini, invece, ha fatto meglio del Foggia edizione '10-11 che segnò il ritorno di Pasquale Casillo al timone del club con Pavone ds e Zeman allenatore (11 punti in 7 gare: vittorie con Cavese, Barletta e Juve Stabia, pari con Foligno e Viareggio, e sconfitte con Lucchese e Lanciano). Ed è avanti anche su quelli targati Roberto De Zerbi rispettivamente delle stagioni '14/15 e '15/16 che non andarono oltre rispettivamente gli 11 e gli 8 punti.
BRINDISI-JUVE STABIA 1-1. La 7^ giornata di andata si è chiusa ieri sera con Brindisi-Juve Stabia, gara che era stata rinviata per l’inagibilità del Fanuzzi, e che interessava particolarmente da vicino il Foggia, che sabato prossimo (ore 16.15) riceve allo Zaccheria i biancazzurri pugliesi. Match vibrante e nervoso, con gli ospiti in vantaggio dopo 17’ per un rigore molto contestato realizzato da Candellori. Solo un minuto più tardi le Vespe resteranno in inferiorità numerica per l’espulsione di Romeo. La pressione del Brindisi sarà premiata nella ripresa al minuto 52 con la deviazione sottomisura di Valenti, dopo il pari meritato i padroni di casa proveranno anche a vincerla la partita, con una girata di Brunino che costringerà Thiam a una deviazione di istinto.
Ma anche la Juve Stabia andrà vicina al vantaggio con un contropiede di Buglio che a tu per tu con Saio si farà ipnotizzare dal portiere di casa. Quindi è ancora Nicolao a sfiorare il 2-1 per il Brindisi. Poi viene espulso Galano, entrato solo 10’ prima, ed è nuovamente ristabilita la parità numerica in campo. All’88’ la formazione di Danucci getta alle ortiche la grande chance di portare a casa i 3 punti: Bachini stende Valenti e il direttore di gara concede il rigore. Ganz però spara in bocca a Thiam. Finisce 1-1. In classifica la Juve Stabia ora è capolista solitaria con 15 punti, il Brindisi sale a quota 7, ma deve recuperare una gara.
La nuova classifica:
Juve Stabia 15, Benevento 14, Foggia 12, Latina 12, Az Picerno 11, V. Francavilla 11, Avellino 10, Turris 10, Crotone 10, Potenza 10, A. Cerignola 9, Catania* 8, Taranto* 8, Giugliano 8, Casertana* 7, Brindisi* 7, Messina** 5, Sorrento 5, Monopoli 4, Monterosi 2;
* 1 partita in meno; ** 2 partite in meno.
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