Mawa, Lucera ha il suo Oscar: l’attaccante (appena 18enne) ha siglato già 11 reti in appena sei presenze

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Di gol in gol. Oscar Mawa non si ferma più, sua la tripletta con la quale domenica scorsa il Lucera ha conquistato la sesta vittoria di fila fra campionato e Coppa che gli consentono di strizzare l’occhio al vertice della classifica.

Una pantera ugandese sta stregando i tifosi del Lucera, l’attaccante di colore classe ‘05, arrivato nello scorso mercato di gennaio dopo un lungo corteggiamento al Villa Jogo (squadra che milita nella massima serie del suo Paese) è la stella della squadra allenata dal tecnico Costanzo Palmieri che, dopo la finale playoff persa contro lo Spinazzola la scorsa stagione, ora punta dritta al salto di categoria. Facendo leva sulle prodezze del suo bomber in miniatura che ha già siglato 9 gol in 11 presenze l’anno scorso e che in questo primo scorcio di stagione, tra campionato e Coppa, ha messo a segno 11 reti in appena 6 presenze.

Fisico minuto ma dotato di una potenza esplosiva soprattutto in velocità, ha anche una freddezza glaciale che lo rende uno dei prospetti più interessanti dell’intero panorama calcistico dei Dilettanti. Grazie al responsabile della comunicazione della società sveva Antonello Abbattista, l’Attacco è riuscito a conversare con questo ragazzo di appena 18 anni destinato molto presto a spiccare il volo verso mete più ambite.

Cosa ha convinto Mawa a lasciare la sua terra ed accettare l’offerta del Lucera?

L'Italia è uno dei migliori paesi d'Europa, e Lucera mi ha dato la grande opportunità di arrivare in un paese che vive di calcio e in una società che crede molto nella valorizzazione dei giovani. Per me questa è una grandissima opportunità che devo cercare di sfruttare al meglio.

Che tipo di calcio hai trovato qui, e che differenze ci sono con il tuo Paese?

Il calcio in generale è un gioco universale. Qui da voi però si hanno molte più possibilità di crescita rispetto all’Uganda sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista tecnico-tattico per cui il paragone non regge. In Italia le società sono strutturate in maniera significativa rispetto a quelle del mio paese ed è normale che per un ragazzo giovane come me questo è un particolare non di poco conto. Essere qui mi rende molto felice”.

Parevi destinato a cambiare aria, e invece hai preferito restare a Lucera nonostante le proposte ricevute in estate da diverse squadre, fra l’altro sei stato anche selezionato per uno stage con la Lucchese. Come valuti la squadra assemblata quest'anno?

Mi ha convinto la voglia di crescere del club. Lucera è una piazza importante, basta entrare al “Comunale” per capire il valore di questa squadra. La società è ambiziosa e si è posta come obiettivo il salto di categoria, e per me sarebbe bello regalare una così grande soddisfazione ad una piazza che mi ha accolto a braccia aperte, facendomi sentire subito a casa.

Che rapporto hai instaurato con le due principali figure di riferimento del club svevo, il direttore Pietro Maiellaro e con il tecnico Costanzo Palmieri?

Ottimo. Sono entrambi molto attenti a tutte quelle che sono le mie esigenze, e mi sono continuamente vicini per darmi consigli ed aiutarmi a migliorare. Per me è davvero una fortuna averli al mio fianco in questa avventura italiana e in questo periodo fondamentale della mia carriera.

Fuori dal campo come viveva Mawa in Uganda ed in che modo vive invece adesso la città di Lucera?

Ovviamente la differenza è profonda rispetto a quelle che erano le mie abitudini quotidiane ed il mio stile di vita nel mio paese. Qui invece vivo come un qualsiasi ragazzo della mia età, ovviamente non dimenticando che sono un atleta e che ho delle regole da rispettare. Mi piace girare per la città con i miei amici ed i miei compagni di squadra, e la Playstation è uno dei miei svaghi preferiti. In questa fase mi sto impegnando però soprattutto ad imparare la lingua, così da essere sempre meglio integrato in questa mia nuova realtà.

Obiettivi personali di Mawa, e il sogno segreto nel cassetto...

Ho l’ambizione di voler arrivare in alto e di alzare sempre l’asticella del mio rendimento, mantenendo però sempre i piedi per terra. Occorre tanto lavoro e sacrificio ed io sono pronto a farlo. Ora sono a Lucera e ho intenzione di dare il massimo e fare del mio meglio per portare in alto questa società e per regalare quante più soddisfazioni a questi tifosi.

Ce la farà il Lucera a centrare il salto in Eccellenza?

Ce la metteremo tutta, la squadra è competitiva, siamo un bel gruppo e dopo la finale playoff della scorsa stagione ci crediamo fermamente.

Tullio Imperatrice

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