Foggia, la difesa sul banco degli imputati: a Monopoli il reparto si è attirato qualche critica di troppo

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È un pari tutt’altro che da disprezzare l’ultimo incamerato dal Foggia di Mirko Cudini. Che nelle ultime sei di campionato ha infilato tre vittorie e altrettanti pareggi. Il test di Monopoli ha confermato che i biancoverdi non meritano la classifica attuale, la squadra di Tomei ha una sua identità precisa oltre che una consistenza tecnica di discreto livello, non aver interrotto la striscia positiva che si protrae ormai dalla seconda giornata e aver smosso la classifica in una giornata che non era proprio agevole è un merito che va sicuramente ascritto ai rossoneri. I quali anche domenica sera al Veneziani erano in emergenza (come ormai succede da qualche settimana), e dunque non hanno potuto esibire tutto il loro potenziale.

Domenica però le assenze hanno pesato nell’economia del risultato finale, soprattutto in difesa il Foggia ha ballato, non ci fosse stato Nobile in serata di grazia probabilmente il risultato finale sarebbe stato diverso, al pari dei giudizi finali. Ecco perché più che di due punti persi per strada sarebbe più opportuno parlare di un punto guadagnato, per quanto ad un certo punto Di Noia e compagni si siano ritrovati avanti e dunque nella condizione psicologica ideale per portare a casa l’intera posta in palio.

LE SCELTE DI CUDINI. Tanto per cambiare Cudini anche a Monopoli ha mischiato le carte ed era prevedibile che il tecnico marchigiano, che ad oggi ha spesso e volentieri mutato assetto, cercasse la soluzione più idonea per mettere in affanno un avversario che veniva annunciato con l’acqua alla gola e con la necessità di dover inseguire la prima vittoria stagionale per salvare anche la panchina al suo allenatore.

Il tecnico del Foggia è tornato così all’antico, riproponendo la difesa a 4 con il debutto dal 1’ in campionato di Riccardi, il quale era già stato utilizzato in Coppa con il Sorrento mercoledì scorso. L'ex Siena, arrivato per tamponare la falla della lunga assenza di Marzupio, e più in generale per innervare il reparto arretrato, ha fatto coppia con Carillo e si è mosso anche con discreta disinvoltura. Ma la condizione non è ancora ottimale e i sincronismi ancora da perfezionare: sarà stato anche per questo che per la prima volta in stagione il reparto è andato in affanno, rischiando a più riprese di capitolare.

Cudini, rispetto ai 90’ con la Turris, ha anche preferito riportare Di Noia sulla linea dei centrocampisti, sacrificando Vezzoni in luogo di Salines, ma la mossa non ha sortito gli effetti sperati, nel senso che il capitano di giornata si è trovato a proprio agio nel proprio ruolo dopo essere stato dirottato coi corallini nella cerniera a 3 di difesa, a differenza dell’ex laterale della FeralpiSalò che non ha invece ripetuto la prova di sette giorni prima, mostrandosi in più circostanze disattento. Come in occasione del definitivo 2-2 di Starita, che è stato un vero e proprio pasticcio condiviso con Nobile, che pure in precedenza era stato determinante in almeno un paio di circostanze con interventi salva-risultato.

LE ASSENZE. Inutile girarci attorno, lì dietro pesano le assenze di Garattoni e Rizzo, che sul piano degli equilibri garantiscono solidità ed esperienza al reparto, l’ex Antonacci e Salines hanno fatto del loro meglio, ma è chiaro che quando incontri formazioni che per linee esterne spesso creano superiorità numerica (come hanno fatto Iaccarino e D'Agostino che con la loro velocità e intraprendenza hanno creato non pochi grattacapi) allora la faccenda si complica e la saldezza difensiva esibita fino ad oggi improvvisamente scricchiola.

Per la seconda volta in questo primissimo scorcio di stagione il Foggia ha così subito due gol nell’arco dei 90’, ma se a Taranto al debutto le reti al passivo erano sembrate molto casuali, stavolta sono state il frutto della manovra avvolgente del Monopoli, alla quale il pacchetto arretrato rossonero non ha saputo porre argine.

RISVEGLIO IN ZONA-GOL. Di converso c'è da registrare un incoraggiante risveglio in zona-gol che pareva essere il tallone di Achille della squadra e incoraggia a credere che anche i meccanismi offensivi comincino lentamente a funzionare.

Schenetti utilizzato nei panni di rifinitore alle spalle del duo avanzato funziona, e soprattutto non da punti di riferimento alle difese avversarie, la via della rete ritrovata da parte dell'ex fantasista del Cittadella autorizza a pensare che quella sarà la posizione nella quale il giocatore sarà utilizzato con maggiore frequenza nel corso della stagione e nella quale riesce ad esprimersi al meglio.

Resta ora da stabilire quale sarà la coppia d'attacco titolare sulla quale Cudini vorrà insistere, atteso che Beretta e Tounkara continuano a marcare visita e non si sa bene quando torneranno abili e arruolati, e che Tonin a questo punto, e dopo il terzo gol stagionale messo a segno, debba ormai considerarsi un titolarissimo. Peralta da seconda punta non convince, probabilmente toccherà spesso e volentieri ad Embalo fare reparto con l’ex Primavera Milan. Magari in attesa che il mercato di gennaio induca il club a cercare una possibile alternativa. Ma nel frattempo il Foggia per la seconda gara di fila ha segnato due volte e il problema del gol improvvisamente non sembra essere il più impellente da risolvere.

Il punto di Monopoli consolida il terzo posto in classifica dei rossoneri, che è un premio al lavoro fin qui svolto da un gruppo che in silenzio si è messo a disposizione del suo allenatore. Il quale, dal canto suo, ha svestito i panni dell’integralista a oltranza (così lo ricordano i suoi vecchi tifosi a Campobasso e ad Andria) ed è sceso a compromessi.

Già, perché l’idea del 4-3-3 che avrebbe voluto riproporre anche a Foggia presto è andata in naftalina, per lasciare il posto a un sistema di gioco più duttile, che meglio sembra coniugarsi con le caratteristiche dei singoli. E che, oltretutto, non si discosta di molto da quello che la passata stagione ha portato i rossoneri a un passo dal centrare la clamorosa promozione in Serie B. Solo un caso? Chissà...

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testatina dillo al direttore WEB

 



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