Crotone per il Foggia può diventare l'isola del tesoro. Superare indenne anche la trasferta di sabato prossimo in riva allo Jonio regalerebbe infatti nuove certezze alla Cudini-band, lanciata ormai nelle alte sfere della classifica. Sarà un'ulteriore verifica delle ambizioni dei rossoneri alla borsa del campionato, un test assai indicativo anche per le condizioni ambientali in cui Garattoni & co. dovranno cimentarsi.
A pensarci bene meglio così, sono proprio questo tipo di gare che servono a schiarirsi le idee, la sfida dello Scida è l’occasione per misurare a che punto è il percorso di crescita di un gruppo che sta sorprendendo per la maturità che riesce ad esibire, e che pure in questa fase non vuole rivolgere lo sguardo alla classifica per restare con i piedi ben saldi per terra e cementare il più possibile le sue convinzioni. Ecco perché non è da escludere che intimamente Mirko Cudini per primo non disdegni il fatto di andarsi a giocare i prossimi 90' in una situazione che per l'avversario è borderline, che la panchina di Zauli traballi e che la squadra abbia fatto rientrare il suo esonero è un tasto sul quale inevitabilmente il tecnico del Foggia insisterà per tutta la settimana coi suoi.
Ma quella che in casa Crotone hanno già marchiato come gara da dentro o fuori finisce col diventare un'arma a doppio taglio per i rossoblù, il rovescio della medaglia infatti potrebbe rivelarsi un handicap per i pitagorici ed agevolare il compito del Foggia. Che in Calabria si presenterà con il morale a mille e con una situazione psicologica di evidente vantaggio rispetto all'avversario.
In più c’è un altro aspetto che gioca in favore dei rossoneri: emergenza finita, tornano finalmente disponibili anche gli attaccanti Tounkara ed Embalo che vanno ad implementare il reparto, l’infermeria va lentamente svuotandosi, e così Cudini può preparare con tutti gli effettivi a disposizione (Marzupio a parte) lo sgambetto a quella che avrebbe dovuto essere una delle big del girone, e che al momento accusa un ritardo addirittura di 7 lunghezze dai rossoneri.
Avrà tutti, o quasi, abili ed arruolati il tecnico del Foggia, che così potrà anche meditare fino alla fine le scelte su cui puntare per mandare in tilt i calabresi, che le dovranno provare tutte per portare a casa l’intera posta in palio.
Tira però aria di burrasca in riva allo Jonio, il clima si è fatto incandescente dopo gli ultimi risultati altalenanti che hanno allontanato il Crotone dalla vetta, anche ieri giornata intensa di lavoro per i rossoblù, impegnati al centro sportivo in una doppia seduta di allenamento. Da valutare le condizioni del difensore Federico Papini, oltre a quelle dell’infortunato Andrea D’Errico uscito al 17′ della sfida di Taranto per infortunio e che tiene ion ansia il suo allenatore.
Sabato si attende la reazione da parte della squadra: una risposta concreta per certificare che le colpe non sono di Zauli, per come i calciatori hanno tenuto a sottolineare in conferenza-stampa. Certo, probabilmente ha ragione il direttore generale Raffaele Vrenna quando tiene a precisare che “vincere il campionato - come ribadito anche dal capitano Gigliotti nell’ormai nota conferenza stampa pro- Zauli - non significa arrivare al primo posto. Vincere, che è la cosa che più dovrebbe piacere ai calciatori, potrebbe anche passare attraverso i playoff”. Con la certezza, anche questo sottolineato con grande determinazione da Vrenna junior, che il Crotone si piazzi nei primi cinque posti della classifica. E la risalita, per dare autorevolezza e credibilità alla squadra che si è schierata apertamente dalla parte del suo allenatore, passa inevitabilmente da una grande prestazione di squadra sabato sera.
Motivo per cui la partita con il Foggia potrebbe rappresentare l’occasione migliore per il riscatto. E questo a prescindere dal fatto che gli ultimi precedenti con i rossoneri non incoraggino all’ottimismo, la scorsa stagione furono addirittura 5 le occasioni in cui le due squadre si incrociarono, e per il Crotone arrivarono solo due miseri pari, il secondo dei quali (2-2) fu letale perché segnò l’eliminazione nei quarti dei playoff.
Gli Squali ora però non hanno alternative alla vittoria, fosse anche il Manchester City di Pep Guardiola a scendere in campo allo stadio Ezio Scida al posto dei rossoneri. Toccherà ai più esperti prendere per mano la squadra. Che, guarda caso, sono tutti ex: a cominciare da Gigliotti per passare a Loiacono e, perché no, per finire a Vuthaj.
Vietato sbagliare sabato prossimo, come invece ultimamente sta capitando troppo di frequente in casa Crotone. Errori di posizionamento difensivo come quelli di Taranto non possono essere ammissibili per una squadra che punta, nonostante tutto, in alto. Lo sa bene Lamberto Zauli che non ha alternative, deve vincere per salvare la panchina: la manifestazione di affetto da parte dei suoi calciatori, la fiducia della società e la pazienza dei tifosi non consentono alla squadra e al tecnico un altro passo falso.
Dopo il gesto della squadra ora cosa accadrà? E’ chiaro che il tecnico dei calabresi dovrà fare delle scelte, non solo tenendo in considerazione coloro i quali hanno manifestato fiducia cieca nei suoi confronti, ma anche le esigenze di gioco. A questo proposito non è escluso che Zauli possa cambiare modulo e uomini.
Avendo diverse opzioni soprattutto in attacco, potrebbe essere proprio in quella fase del gioco che si potrebbe avere qualcosa di diverso. Del resto Gomez, Tumminello, Tribuzzi, Vitale e Vuthaj hanno tutti dimostrato di poter tornare utili.La stessa cosa non si può dire per il reparto arretrato, dove invece tra gli errori dei singoli e i problemi sui calci piazzati il Crotone mostra ancora tantissime lacune.
C’è bisogno di una scossa, la città si aspetta un cambiamento e forse non solo di mentalità. Ma arriva il Foggia, il peggiore avversario in questo frangente che potesse capitare sulla strada dei rossoblù.
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