Rocco Augelli AR7 vive nel ricordo di tutti. La sua San Giovanni Rotondo gli dedica un’opera d’arte

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Sono ormai trascorsi più di tre anni da quel maledetto 19 settembre ‘20, giorno della scomparsa di Rocco Augelli, deceduto dopo una lunga malattia, ma le attestazioni d’amore nel ricordo del CR7 di Capitanata (poi ribattezzato AR7) è sempre vivo, e non solo negli ambienti del calcio dilettantistico. Lunedì scorso la comunità di San Giovanni Rotondo si è riunita sul piazzale dello stadio Antonio Massa per ricordare l'ex centravanti intitolandogli il campo B (quello antistante il Massa) e dedicandogli un’opera d’arte realizzata dall’artista Nicola Canistro. 

Un momento intenso e commovente, a cui hanno presenziato le massime cariche dello sport regionale, a cominciare dal presidente della Lega Nazionale Dilettanti Vito Tisci, il Presidente del CONI Puglia Angelo Gilberto oltre all’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo Franco Moscone, il sindaco Michele Crisetti, l’assessore allo Sport Lucia Palladino, e soprattutto la famiglia ed i tanti amici che sono accorsi per ricordarlo con immutato affetto.

“Una presenza così partecipata testimonia quanto Rocco abbia seminato di buono nella sua vita, seppur breve - ha esordito emozionato il fratello Paolo, attuale allenatore dell’Heraclea Candela  -. Vedere un monumento ed un campo intitolati a mio fratello soltanto qualche anno fa avrebbe suscitato in me una tristezza infinita perché si tratta di gesti indirizzati ad una persona che purtroppo non c’è più. Adesso, invece, avverto quasi un senso di leggerezza e di serenità, perché pensare che chi calcherà questo campo magari s’informerà su chi fosse mio fratello è motivo per me di grande orgoglio. Spero che Rocco sia nel tempo un esempio per tutti”. 

Il beffardo destino ha strappato alla vita a soli 35 anni un calciatore dalle grandi potenzialità, ma soprattutto un uomo umile che ha lottato fino alla fine per provare a vincere la sua partita più importante. Proprio l’umiltà, il coraggio e la resilienza sono le caratteristiche che più di tutte rispecchiano Rocco Augelli, e non a caso sono le parole scelte dal fratello Paolo per il “Cerchio dell'Eternità", l'opera in ferro realizzata da Canistro.

“È un omaggio al senso della vita - spiega l’artista -. Il cerchio contiene in sé più significati: completezza, libertà, spiritualità. È il ciclo della vita, la cornice ideale per raccontare questa vicenda umana. La figura riportata segue questa circolarità, e ne esalta lo slancio atletico. E poi ci sono le parole incise nella pietra volute dal fratello Paolo: umiltà, coraggio e resilienza a testimonianza di come Rocco aveva inteso vivere la sua vita fino in fondo. Senza dimenticare la sfera che rappresenta palesemente la passione della vita di Rocco, quella per il calcio e il gol”. 

Rocco Augelli è stato uno degli attaccanti più prolifici del calcio dilettantistico foggiano siglando in carriera più di 200 reti. “Lo ricordo sempre con enorme emozione, era un calciatore-simbolo dei campionati dilettantistici - ha evidenziato il presidente della LND Puglia, Vito Tisci -. Era conosciutissimo, un ragazzo che ha fatto sognare tutti per le sue splendide acrobazie. Per questo, con il Comitato Regionale, abbiamo deciso d’istituire il premio “Rocco Augelli” da destinare a colui che sarà in ogni stagione il capocannoniere dell’Eccellenza. Dobbiamo tenere vivo il suo ricordo, e questo mi sembra il modo migliore per farlo”. 

Quella di Rocco Augelli è una storia tutta da raccontare, e che è giunta anche in una terra molto lontana come nella Diocesi del Bururi, in Africa  nella Repubblica del Burundi, grazie ad un solido ponte creato da Stefano de Bonis che è in contatto diretto con Suor Beatrice e Suor Devote, che sono responsabili di una scuola con oltre 500 studenti. La comunità, grazie ai fondi inviati proprio dall'Associazione Rocco Augelli, è riuscita a realizzare già tanti progetti fra i quali il pozzo d'acqua potabile, l’installazione di pannelli fotovoltaici ed ha anche formato una squadra di calcio chiamata Rocco Augelli proprio in memoria dell’atleta foggiano. 

E come segno concreto di gratitudine, alla stessa ora in cui sotto il cielo di San Giovanni Rotondo si stava svolgendo la cerimonia di commemorazione, la scuola gli ha intitolato la propria biblioteca. Un altro gol speciale realizzato da AR7, forse il più bello, di un sogno che mai sarà spezzato.

“Adesso lo sta vivendo dall’alto -  ha rimarcato l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo Franco Moscone -. La vita non si misura dal numero di anni, ma dalla qualità data e lasciata in essi. Rocco di qualità di vita ne ha profusa e ce ne ha lasciata in abbondanza, a tutti noi l'impegno di farne tesoro”. 

L’esempio e il coraggio di Rocco Augelli lo renderanno immortale e sempre presente tra la sua gente. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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